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Rassegna della Canzone d'Autore - Premio Tenco Il Tenco tra tradizione e innovazione - terza giornata: 24 ottobre
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Eccoci arrivati all'ultimo giorno del Tenco. Poche ore di sonno; occhiali da sole, non per avere più carisma e sintomatico mistero, ma per proteggere occhi pesti; contapassi in tilt; bisogno fisico di riposo, ma desiderio intimo che non finisca, non ancora. Come per la fine di una di quelle gite in cui il tempo si sospende, e il mondo diventa un po’ più simile a come lo vorremmo.
Così, gustiamoci fino in fondo i momenti che compongono questa lunga giornata, densa di eventi, tutti essenziali per capire dove ci ha portati il tema dell'edizione 2026. E non ne perdiamo nemmeno uno, dalle conferenze della mattina, in cui scopriamo un Frankie HiNrg MC acuto e autoironico - segno distintivo di intelligenza - e un Fabri Fibra umile e simpatico, nel suo “dissing per finta” col maestro riconosciuto dell'hip hop italiano riguardo i loro rispettivi incontri con il Maestrone di tutti, Francesco Guccini.
Ma soprattutto ascoltiamo in religioso silenzio l'immensa saggezza di Cesare Bermani, storico, etnomusicologo, protagonista dello studio delle tradizioni popolari e della musica folk, che ha letteralmente costruito la divulgazione della canzone d'autore e che ha ricevuto il Premio Tenco come operatore culturale, quest'anno assegnato anche ad Andrea Scanzi, e ci sentiamo ispirati dalla presenza di spirito di Enzo Avitabile, dal cui discorso lucido e chiarissimo, teso alla “disamericanizzazione” della canzone italiana, emerge tutta la passione culturale e umana per l'arte e la solidarietà. Ci investono, come un abbraccio caldo, le parole di Max Manfredi, Premio Tenco alla carriera, un poeta delle immagini, e quelle di Juan Carlos Flaco Biondini, Premio Yorum.
Juan Carlos Flaco Biondini
A questo proposito, Steven Forti sottolinea l'impegno del Club Tenco nel sostenere i valori che rischiano di essere messi in crisi dalla temperie attuale: “Difendere i diritti umani sembrava dato per scontato qualche anno fa, ma vediamo ogni giorno che occorre ancora difenderli”. Tra Amnesty International Italia e il Tenco è nata una collaborazione virtuosa, per sottolineare l’importanza di valori come la pace, la non violenza, i diritti; per questo è stata scelta l’Argentina, perché, “a cinquant’anni dal golpe di Videla, si rimettono in discussione i pilastri della conquista della democrazia”, e per questo è stata allestita una mostra a La Pigna, su Quino, la pace e i diritti umani. Mafalda al Tenco,
Mafalda di Quino a La Pigna
ed è stato conferito il Premio Yorum a Biondini, argentino, che incanterà l’Ariston, solo con la chitarra, con un Poema al Che, una poesia che Manuel Vázquez Montalbán compose assemblando frasi realmente pronunciate da Guevara e che Biondini musicò. A sorpresa, ritira anche il Premio SIAE, quest'anno asegnato a Francesco Guccini. Nel suo set, seguìto da tutti in un silenzio sospeso e rispettoso, eseguirà una versione in spagnolo di Scirocco, da lui scritta - “e poi Francesco me l’ha presa…” - ,
poi accompagnerà Claudia Crabuzza in un sorridente ricordo de La canzone di Sergio e Sergio, e, in omaggio ai due Sergio, canterà una canzone amatissima da loro, Volver, dell’immortale Carlos Gardel, presente nella Cantata per Sergio Staino. Puro incanto.
Flaco Biondini e Claudia Crabuzza
La giornata prosegue con un incontro sulla canzone democratica, con Fausto Bertinotti, Cesare Bermani, Antonio Silva, Marco Ongaro, Chiara Ferrari e Giulia Mei, e con Steven Forti e Paolo Talanca a fare da moderatori, in cui Bermani, nonostante - o forse grazie a - i suoi ottantanove anni, brilla per presenza di spirito e lucidità. Nella consegna ufficiale del Premio Tenco come operatore culturale, sul palco dell'Ariston, anche Bertinotti ne sottolineerà l’importanza: “Siamo debitori nei confronti di Cesare Bermani, perché ha contribuito a fare conoscere il lato del popolo di sotto, di quelli che non accedevano alla musica ufficiale, ma accedevano alla musica: mondine, operai, che hanno prodotto canzoni che hanno segnato la storia del Paese e dell’umanità. Cesare ci ha aiutati ad assegnare a loro la dignità di essere parte di un grande processo culturale e di una grande cultura: la cultura che è contro il potere”. Bermani dedica il premio alle centinaia di persone che gli hanno cantato le canzoni e hanno "permesso di modificare il modo di fare storia, creando un nuovo modo di stare al mondo". Parole importanti; questa è la canzone democratica; questo è il modo per vincere la morte, e diventare dio in terra.
Silvia Boschero, Cesare Bermani e Fausto Bertinotti
L’ultimo Volo di Volodja a La Pigna ribadisce e perfeziona il concetto, con David dei miracoli, un concerto omaggio al genio multiforme di David Riondino, un altro assente - presente di quest’anno, grazie alla profondità della sorella di Riondino, Chiara, all’ironia toscana di Paolo Hendel, alla bravura di Michele Staino, Paolo Cerri e Fabio Battistelli, anche con brani presenti nell’ultimo, prezioso disco, Non svegliate l’amore .
Antonio Silva, Paolo Hendel, Chiara Riondino
Ma le emozioni non finiscono: Silvia Boschero, a sorpresa anche del diretto interessato, apre la serata all’Ariston chiamando sul palco il "bravo presentatore" Antonio Silva, che quest’anno ha voluto cedere il ruolo ad altri, per consegnargli il Premio Tenco. E vale la pena spendere un po’ di tempo per leggere la motivazione, goliardica e sincera: “La forza propulsiva dell’URSS lo trasformò da irrequieto studente cattolico in giovanissimo sindaco comunista di Ceriano Laghetto. Era il lungo Sessantotto e la sua strada sembrava segnata: essere un nuovo Masaniello che porta la classe lavoratrice verso il sol dell’avvenire. Ma, per caso o per gioco, il carro dei Pan Brumisti lo portò a Sanremo e il visionario Amilcare lo ingaggiò come presentatore del Tenco. Amante indefesso della chanson francese, cultore del latinorum ed espressione più pura dell’arte del cazzeggio, ha accompagnato e coccolato diverse generazioni di cantautori sul palco e dietro le quinte dell’Ariston. Del Tenco è diventato l’anima, dei Dopo Tenco l’animatore. Ma, francesismi permettendo, è anche il passeur de flambeau di un gruppo di amici che ha fatto di un’idea un movimento che, ça va sans dire, guarda al sol dell’avvenire. Dal Brumista a Kavafis, sempre pagato il doppio del compenso dell’anno precedente.” Silva è talmente emozionato, stupito, euforico e sconvolto che saltella sul palco, abbraccia Desirée Lombardi, direttore di palco, saluta ex alunni, e dimostra un decimo dei suoi anni: il segreto per la gioia di vivere.
Tutta la serata all'Ariston però è da incorniciare; dopo l’energia di Giulia Mei, è il momento delle emozioni forti: Biondini, dicevamo, ma anche il superbo set di Max Manfredi, meritatissimo Premio Tenco alla carriera, accompagnato dai musicisti di sempre, il pianista eclettico Marco Spiccio e la violinista Alice Nappi. Eleganza, poesia, una chitarra impeccabile, una voce intensa, immagini incisive come fotogrammi di un film d’autore, come in Il regno delle fate o Il Negro, riflessioni sempre attuali (Il morale delle truppe), e il ricordo di De André, che volle cantare con lui ne La fiera della Maddalena.
Concludono in bellezza gli ultimi due Premi Tenco alla carriera del 2026, rispondendo alla domanda del primo giorno: come sta la canzone d’autore? Risponde per primo, ampliando lo spettro delle definizioni, Frankie HiNrg MC, che coinvolge tutti con il suo hip hop senza tempo, ma con molto ritmo e riflessioni profonde: sull’indifferenza di chi dice Faccio la mia cosa (1993!), sul Potere alla parola (1993!), su Quelli che benpensano - pezzo che ha quasi trent’anni, ma sembra scritto oggi -,
sulla salute mentale, nel recente Autodafé e batteria con l’ingresso di Fabri Fibra, che duetta con lui, lo abbraccia, e poi, sulla sua scia, presenta una critica al sistema della musica commerciale: “Mi mancheranno questi palchi quando L'intelligenza artificiale sarà al comando Quali dischi d'oro? Si prenderanno il mio e il tuo lavoro”. La sua versione de L’Avvelenata - la seconda dopo Turci - testimonia una sorta di passaggio di consegne tra generazioni, nel segno dell’autenticità e dell’urgenza comunicativa.
Le stesse qualità, con declinazioni diverse, troviamo in Enzo Avitabile, che propone un percorso da Napoli al mondo e ritorno, con sonorità world, strumenti creativi come la pentarpa napoletana o il saxello, ibrido tra ciaramella e sassofono, che evocano atmosfere ipnotiche, come in Tutt’egual song’ ‘e criature, con un suggestivo intarsio di una ninnananna africana e un ritornello che dovremmo imparare a memoria, per difenderci dalle brutture del mondo: “Nisciuno è figlio de nisciuno, Tutt nati dall'ammore, Se sape come si nasce, ma nun se sape comme se more.”
Così, in dolcezza e bellezza, cala il sipario sulla Rassegna. E noi salutiamo e ringraziamo il Tenco; occhi pesti, stanchezza a mille, ma il cuore colmo di meraviglia. Dio sarà anche morto, ma noi - e il Tenco - siamo vivi. "Mica paglia", come direbbe Silva. In attesa dell'edizione 2027, la numero cinquanta, rivedremo alcuni passaggi delle tre serate il 2 gennaio 2027 in seconda serata su Rai 1; intanto sul nostro canale YouTube ecco la playlist completa. Da vedere e rivedere, per rivivere momenti indimenticabili.
FOTO DI FRANCO VALSECCHI