Rancore

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L`Eden di Rancore è solo un codice


29/02/2020 - di Antonio Corcillo
Decifriamo il codice: un`analisi di Eden, il brano portato a Sanremo da Rancore
Eden è la canzone che ha portato alla settantesima edizione del festival di Sanremo Rancore, nome d’arte di Tarek Lurcich, rapper romano già noto al pubblico dello scorso anno per Argento vivo. Lui stesso si dichiara esponente di quel rap ermetico che ha dato fama mondiale a Eminem negli anni Novanta.

Tutti conosciamo la storia di Adamo ed Eva che cogliendo la mela, il frutto proibito nel giardino dell’eden, si corrotti col peccato originale condannando l’umiltà a esseri mortali. Qui si vuole declinare il peccato nei tanti mali e guerre che affliggono il mondo. Ma andiamo a decifrare il codice, perché di questo si tratta ed è chiaro fin dall’inizio del pezzo: “Questo è un codice, codice”.

Penso che, per molti di noi, il primo ricordo legato alla guerra è l’11 settembre quando sono cadute le torri gemelle, tutti eravamo colpiti da quell’attentato, ha portato a una perdita d’innocenza collettiva, portando nuovi nemici in casa nostra e in America, più vicina di quanto pensiamo: prima Bin Laden poi L’Iraq di Saddam Hussein con la sua statua presa d’assalto come una strega nel medioevo. In tutt’e due i casi non servono parole: “è un codice muto”.

Si passa poi alla tecnologia, l’ipad è uno dei tanti prodotti americani, ultimo di quell’invasione tecnologica che abbiamo subito nell’era post-bipolare e successivamente tutti i servizi come Netflix o Spotify, visti come “nuovo aggiornamento, nuova simulazione”. Questo è soltanto un aggiornamento metodico di quell’influenzamento statunitense che da sempre ci corrompe.

Noi, secondo Rancore, abbiamo la possibilità di scegliere perché “ogni scelta crea ciò che siamo” e cosa fare con “la mela attaccata al ramo” che teniamo in mano tentandoci. Scegliere quindi se lasciarci corrompere.

Questa scelta è difficile perché siamo abituati a pensare che quel modo di fare sia giusto, soprattutto per una nonna ipotetica che ha vissuto la guerra e quel potere che offre cibo e protezione è “il rimedio più sicuro”, ma non per questo senza controindicazioni, motivo per cui “toglierà il dottore in futuro”. Ci toglierà quindi qualunque possibilità di scegliere da che parte stare.

Se continuiamo a nasconderci dietro quella mela, come l’uomo nel quadro di René Magritte dal titolo Il figlio dell`uomo, “L’uomo è dipinto nella tela, Ma non vedi il suo volto è coperto da una mela” non vediamo la realtà ed inoltre ci mettiamo in pericolo poiché è la stessa mela “che resta in equilibrio / in testa ad ogni figlio”. Un facile bersaglio.

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