Collettivo Un Incoerente Come Tanti

special

Collettivo Un Incoerente Come Tanti Esclusiva - I testi del disco Due

28/10/2012 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Collettivo Un Incoerente Come Tanti#Italiana#Alternative

Le ferite aperte della storia, i ventri misteriosi del passato remoto e recente, l\\\'Io e il Noi: ecco i testi del nuovo disco del Collettivo Un Incoerente Come Tanti
Io, Noi, la poesia, l'epica, la storia di un Paese, i ricordi dei singoli, le memorie delle ferite dell'Italia, il ventre buio e sporco dei suoi misteri, nella tensione dei synths, nell'altalena delle chitarre, tra chitarre elettriche ed elettronica, nella carezza di note di piano tenui e malinconiche, nei samples delle voci dell'epoca, fantasmi spettrali di dramma insensati: Due è il secondo album del Collettivo Un Incoerente Come Tanti, un disco che solo in apparenza sembra rifarsi a un certo cantautorato indie sociale, ma invece punta alla sperimentazione musicale e su parole che sono protesta e pugno nello stomaco.

Vi abbiamo già presentato in uno special questo lavoro originale e multiforme, denso delle inquietudini del passato di un secolo o di pochi decenni, che rivivono negli incubi e nelle ombre del presente, visto che "la storia si ripete se non la imparate / Il cuore va in cancrena / Se non lo curate".

Questa volta ospitiamo invece i testi dell'album, a cui il fluire drammatico e metamorfico della musica sa togliere qualunque sospetto di retorica e che l'interpretazione rende sassi insanguinati. Il comunicato stampa sul disco sottolinea che "a legare ognuna delle tredici canzoni dell'album infatti non è solo la tipologia degli argomenti trattati, da Pasolini ad Aldo Moro, dalla guerra allo stato individuale di alienazione, dalla strage di Bologna ai delitti di mafa, dall'amore come sfida appassionata al silenzio dell'assenza, dalle periferie ai palazzi di potere, dal G8 ai marinai in solitaria, ma anche le parti strumentali delle varie tracce, interconnessioni che contribuiscono a formare un unico più grande brano."

La recensione della nostra Enza Ferrara invece recita così: "Due è un disco viscerale (così come quel sound che lo caratterizza), forte in tutto quello che dice. Due è un disco che racconta quell’Italia che spesso si è cercato di dimenticare. Ed è proprio quando tutto sembra tacere, quando tutto sembra essere tranquillo che le voci diventano tristi da un lato e provocatorie dall’altro e le chitarre e il synth finiscono per diventare una cosa sola con quelle parole dette e con quegli scritti di tanti anni fa [...]Due, in conclusione, è un album [...] malinconico e crudo per certi versi, ma è soprattutto un disco che aiuta a ricordare o stimola le coscienze ad informarsi sulla Storia di ognuno". 
Qui trovate la recensione completa. 

Ecco invece i testi del disco del gruppo pratese, composto da Francesco Perrotta, Eugenio Alfano e MoMi (Monia Baldacci Balsamello). Vi auguriamo buona lettura, ma ovviamente vi invitiamo a un buon ascolto!


Tracklist:

1. Nelle case occupate (rivisitata)
2. Memoria
3. Atelier 80
4. La regola muta
5. 50 ore
6. Plf
7. Ballata del marinaio
8. Remake
9. A passo breve
10. Am
11. Io non sono qui
12. Petrolio
13. Getsemani


2. Memoria


Qui hanno appeso fiori
E ti hanno portato via
Così la tua assenza
Riporta l’armonia
Equilibrio dell’oblio

Nessuna bandiera o ideologia
Nessuna legge o economia
Narravi alle generazioni
Storie di conflitti e rivoluzioni

Romanzi di vita vissuta
Sceneggiature di malavita
S’incastrano pezzi mancanti
Persi tra sangue e diamanti

COME CADONO LE STELLE
CADI ANCHE TU
COME PIOVONO SENTENZE
ORA CHE NON CI SEI PIU’
(MEMORIA)
E SILENZI
DAVANTI ALLA TIVU’
CERVELLI SPENTI
E NON CI SEI PIU’
(MEMORIA)

Con le mani tremanti
E gli occhi stanchi
I capelli sparsi sul petto
Ricordi pensieri distanti
Senza pregiudizio

COME CADONO LE STELLE
CADI ANCHE TU
COME PIOVONO SENTENZE
ORA CHE NON CI SEI PIU’
(MEMORIA)
E SILENZI
DAVANTI ALLA TIVU’
CERVELLI SPENTI
E NON CI SEI PIU’
(MEMORIA)

(Respiravi per testimoniare
Raccontavi per non scordare
Cronista di un tempo migliore
Rivoluzionario del cuore)

3. Atelier 80 

Hai deportato il cuore
Oltre l’altare
Ottantacinque innocenti
Da ricordare

Il caldo d’estate
Fa meno paura
Di una sala d’aspetto
Che aspetta e censura

BOLOGNA VIOLENTA
BOLOGNA VIOLENTATA
DAI SEGRETI DI STATO
DALLA FALSA MEMORIA

BOLOGNA VIOLENTA
BOLOGNA SEQUESTRATA
DALLA CRONACA NERA
DALLA STORIA FUMOSA

Non solo esecutori da condannare
Ma mandanti che continuano a governare
E coi comizi non sanno giustificare
L’impotenza dello Stato e del proprio valore

NEL NOME DEL PADRE
CONTINUERANNO A GRIDARE
CHE SOLO LA GIUSTIZIA
POTRA’ ALLEVIARE IL DOLORE

I FIUMI DI RABBIA
SUI CAMPI LIBERATI
SULLE SEDI DEI PARTITI
SUGLI ORGANI COLLEGIALI

E la sola grazia
Che il paese potrà avere
Sarà una classe dirigente
Ligia al dovere
Senza tracce di fantasmi
Che mutino l’azione
Ma uomini di stato
Per Costituzione

PARLATO:
Vieni qui vicino
Che ti dico un segreto
Un segreto di stato
Mai dimenticato

4. La regola muta 

Cadono foglie malate d’autunno
Nel dolce inseguirsi del vento
Radici ostinate come cemento
E una folla di nuvole in lutto

La pioggia insiste sul vetro
E graffia il silenzio nel buio
Lampo ricama disegni nel cielo
E accende le antenne sul tetto

E IO RESTO QUI
DELLA RAZZA DI CHI
GUARDA E ABBRACCIA
SENZA PARTENZE DA SCONTARE
SENZA RITORNI DA SPERARE
IO RESTO QUI
IO RESTO QUI

Detriti umani caduti per strada
E un timido sole che vuole tornare
E un lurido cane sembra che vada
A inseguire un profumo di pane

Un treno senza orario
Che perdi per forza
Un padre precario
Senza risposte
Un amore finito
Detto al contrario
Un vecchio diario
Vuoto e ingiallito
Una mano sporca
Che lava l’altra
Una generazione
Che non genera azione

E IO RESTO QUI
DELLA RAZZA DI CHI
GUARDA E ABBRACCIA
SENZA PARTENZE DA RIFARE
SENZA RITORNI DA INSEGUIRE
SENZA PARTENZE DA SCONTARE
SENZA RITORNI DA SPERARE


5. 50 ore


“Soldati! Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro.
Tutto ciò sarà vostro se vincerete.
Dovrete uccidere i Tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo.
Quello che vi ho detto e promesso e mantengo.
Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico.
Nessuno vi punirà per ciò che farete……..”

Cado di schiena
C’è un vento leggero
Qualcosa si muove nel nero
Facce tese come alleate
Facce scure vestite di pace
Un bottino di guerra
di un pugno di ore
donne liberate
senza amore
bambini da prendere
senza giocare
e sono solo un ribelle
che attende sotto le stelle

E SENTO GRIDARE
MA IL FUCILE NON SERVE
E VORREI RIPOSARE
E GODERMI LE STELLE
E LI SENTO MORIRE
MA SENZA CAPIRE
IL PREZZO DA PAGARE
PER LA PATRIA DA LIBERARE

La libertà costa
Tanta vergogna
Che toglie la vita
A chi la sogna
La libertà arriva
Vestita in divisa
E se ne va uccisa
Da un nome di uomo
Che mi sbatte sul seno
Parlando straniero
Mentre soffoca e annego
In un mare che sa di veleno.

E MI SENTO GRIDARE
MA LA VOCE NON SERVE
E VORREI RIPOSARE
E GODERMI LE STELLE

ECCO IL PREMIO FINALE
UN RITO DI GUERRA
L’ISTINTO BESTIALE
SEMPLICE DANNO COLLATERALE

6. Plf

Lontano dal sole
Con gli occhi chiusi ad asciugare
Sorrido alle ombre che vedo passare
Sembrano salutare

Un libro appassito dai temporali
Riposa distrutto su una panchina
Nei giorni invernali la pioggia
Sarà sottofondo dei nostri origami

E ADESSO CHE HO FREDDO
RICAMO PENSIERI DISTRATTI
CERCO PER RISCALDARMI

Lontano da qui
Ci sono treni che tagliano il buio
Scrivo su un vecchio diario
Pensieri da missionario

E ADESSO CHE HO FREDDO
CERCO PER RISCALDARMI
PENSIERI ASTRATTI
PER LE MIE MANI
E NON HAI IDEA (no no)
E NON HAI IDEA (no no)
SOLO NEBBIA INTORNO
E NON HAI IDEA (no no)
E NON HAI IDEA (no no)
SOLO NEBBIA SUL MIO RITORNO

E adesso che ho freddo
Ti cerco per riscaldarmi
E adesso
Ti cerco


7. Ballata del marinaio

Dunque partì
E fu come tornare
Verso l’azzurro
Paterne e micidiale
Dove la luce
Piangeva giù dal cielo
Fino a cadere
nel buio che t’assale.

Uomo che scelse
D’amare solo il mare
Come una donna
E più che fosse madre
Via dalla terra
Che ferma non comprese
I segni cupi sul volto
Del suo andare

Figlio di cime
Fedele a qual sartiame
Grato alle vele
Al vento e al temporale
Alle serate
Sul ponte ad aspettare
Guardando il sole
Arreso allo splendore

Cercava un faro
Tra onde di barriera
Una salvezza
Che lo rendesse ancora
Figlio di costa
Amante di frontiera in sosta solo
Qual tanto che bastava

Parole d’acqua
fluirono di notte
in veglia lunga
ed ansia di virare
vollero spiagge
di carta come approdo
per dire al mondo
il nome delle rotte

E vidi reti
Spose gozzi e strade
Porti di mare
Gabbiani e cartoline
Morsi di sale
Sui muri delle case
Di chi abitava
Una terra di confine

Così vagava
per mete circolari
marosi infranti
e chiglie assassinate
candore d’ali
in alto a sbeffeggiare
solcando sogni
e latitudine d’altrove

Visse d’azzurri
Creature argentee e spruzzi
Un universo di rapidi colori
Fin troppo grande
Da urlare e da capire.
Forse era questo
-e lo sapeva bene-
Il senso vero di un uomo
In mezzo al mare 

8. Remake

Questa è la mia verità
non voglio barattarla
preservo la mia dignità
e non posso ridarti la tua

la mia verità è una lama che incide
le vene indurite della tua realtà
la mia verità è la lente che uccide
la trama del tempo che vivi

LA VITA SOMIGLIA
AGLI OCCHIALI CHE INDOSSI
LA VERITA' CAMBIA
SE CAMBI LE LENTI CHE USI
LA VITA E' IL TUO FILM
E LA METTI A FUOCO COME VUOI

Questa è la tua presunzione
che ti porta a cercare altrove
per proteggere la tua illusione
di essere fuoco che brucia e luce che scalda

le balene spiaggiate
gli uragani passati
le farfalle che volano
a tempo con le mie mani

CAMBIA IL PUNTO DI VISTA
CERCA LENTI MIGLIORI
TU SEI IL REGISTA
E PUOI INVENTARE IL FINALE

E LE TUE PAROLE NON MI SANNO FERIRE
E LA MIA VERITA' GRIDA FORTE IL SUO NOME
MENTRE LE TUE PAROLE NON SANNO FERIRE
LA MIA VERITA' SOFFOCA FORTE IL TUO NOME.

9. A passo breve

La primavera è esplosa dentro
Il mio fiume tra le tue dita
I tuoi mondi come distese
Dove potermi posare

E andare
Prima che torni l’alba a spiegare
Prima che il tempo venga a mancare

La primavera è esplosa dentro
Il mio cielo tra la tue dita
I tuoi sguardi come attese
Per farmi sognare

10. Am

ecco l'ennesima bandiera
alla porta della coscienza
l'hai messa ben in vista
ché non sapresti fare senza

hai colonizzato la libertà
cercando nuovi alleati
la democrazia è un'utopia
e siamo tutti già schedati

IL ROSSO NON E'
SOLO IL COLORE DEL CUORE
MA QUELLO DELLE BANDIERE
CON LA STELLA DA DISARMARE

IL GIUSTO NON E'
SEMPRE DALLA PARTE DEL CUORE
MA NELLA VOLONTA'
DELLE SINGOLE PERSONE

il rapimento di un uomo
che non segue i normali binari
fotografato
e pubblicato sui quotidiani

e la memoria storica
è una cassa di risonanza
che se perde il colore
lascia la sostanza

IL ROSSO NON E'
SOLO IL COLORE DEL CUORE
MA QUELLO DI UNA SINISTRA
COME DESTRA NEL TRICOLORE

IL ROSSO NON E'
SOLO IL COLORE DEL CUORE
MA UNA SCUSA PER FOMENTARE
LA POLITICA DEL TERRORE

11. Io non sono qui

Guido piano per non disturbare
Notti d’estate da riposare
Sulla schiena della città
Palazzi per ricominciare
Le insegne straniere
A rassicurare

E IO NON SONO QUI
NO, IO NON SONO QUI

Lentamente lungo il crinale
Netturbini domenicali
Sono ancora a lavorare…..

I semafori spenti
Un ragazzo ubriaco
Lungo la siepe
C’è un cane a pisciare

MA IO NO SONO QUI
NO, IO NO SONO QUI
NON HA NOME
QUESTO LUOGO DA ABBANDONARE
MA IO NON SONO QUI
SONO I MIEI LIMITI
NON HO UN NOME
E NEMMENO UN LUOGO DA ABBANDONARE

12. Petrolio

Ho provato sulla mia pelle
Che dire quello che si pensa
E pericoloso più di un attentato
Più letale della violenza

Non è normale staccare il cervello
Perché a usarlo si dura fatica
Non è morale stare in silenzio
E preferire la via di fuga

UN UOMO ITALIANO
UN DELITTO DISUMANO
UN LUOGO DI PIACERE
SENZA PRECAUZIONE

E’ successo tutto di notte
Scariche d’offese e percosse
Poveri assassini senza ragione
Ciechi burattini in azione

UN UOMO ITALIANO
UN DELITTO DISUMANO
UN LUOGO VIOLENTATO
UN CERVELLO CASTRATO
E’ PIOMBO CHE INCHIODA IL PETTO
UN BATTITO D’ALI GIA PERSO
UN CUORE CHE BATTE IL DIFETTO
DI ESSERE PRESCELTO
 
13. Getsemani

Ci si abitua alla morte dei parenti
E si piangono con le piastrine fra i denti
Che il sapore dell’acciaio dà meno fastidio
Di un figlio caduto, di un eccidio voluto

COME LE MANI SPORCHE
PIANTANO GLI ULIVI
PER I MAGISTRATI
PER GLI SCRITTORI ANCORA VIVI
E SONO LE STESSE MANI
CHE PIAZZANO LE BOMBE
NEI CUORI DEI BAMBINI
CHE PARLANO ALLE TOMBE

Il prossimo è il figlio di un pentito che ha parlato
È la madre che piange l’asfalto insanguinato
È un lenzuolo sporcato appeso al balcone
E lasciato a coprire un attentato

La storia si ripete se non la imparate
Il cuore va in cancrena
Se non lo curate

Collettivo Un Incoerente Come Tanti:

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Etichetta: La Bicicletta Dischi
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Si ringrazia Isabella Corigliano.