Riccardo Morandini

special

Riccardo Morandini Un raccolto nell'Eden

24/01/2021 di Arianna Marsico

#Riccardo Morandini#Italiana#Alternative

Vi presentiamo in anteprima “Raccolto”, nuovo brano di Riccardo Morandini, con un video tra il decadente e l’autunnale. E abbiamo colto l’occasione per farci raccontare da lui qualcosa su entrambi…
Raccolto è il nuovo video di Riccardo Morandini, musicista di estrazione jazz ma che negli anni ha suonato in formazioni molto diverse. Il video della canzone è stato girato all’interno dei giardini monumentali di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani (provincia Padova) da Aurora Ovan, come il precedente La Sindrome di Erasmo 

“Dovendo girare dei videoclip, i contenuti simbolici sono chiaramente un tesoro prezioso, che ci ha aiutato a sottolineare ed ampliare il significato dei brani scelti, “La sindrome di Erasmo” e “Raccolto”. Inoltre girarli nella stessa location ci ha permesso di renderli coerenti tra loro dal punto di vista narrativo e dell’immagine”

Curioso è il contrasto tra dei suoni che sembrano arricchirsi secondo dopo secondo e un girato molto essenziale che invece si concentra sulla figura di Morandini, seduto ai piedi di una delle sculture. Le chiome degli alberi nello sfondo, ingiallite di autunno, ricordano il giallo del grano del raccolto della vita e al contempo lo scorrere implacabile del tempo.

Mescalina: Ascoltando Raccolto sembra di trovare qualcosa di un certo chamber - pop caro ai Baustelle ma soprattutto al disco solista di Francesco Bianconi. La tua esperienza come musicista è passata però attraverso mondi musicalmente molto diversi, come il liscio rivisitato dei Mr Zombie Orchestra. Quali ascolti sono stati più significativi per te come musicista, e quali in particolare per questo disco?

Riccardo: Gli universi Battiato e Baustelle, tra i quali c’è una chiara filiazione, mi hanno probabilmente influenzato ne La sindrome di Erasmo. In Raccolto faccio più fatica a individuare dei riferimenti precisi, forse Lennon nel modo in cui si muovono i bassi del ritornello. Come musicista ho iniziato da adolescente con il rock e il metal, poi nel mio percorso accademico ho studiato jazz e da lì ho tratto il gusto per una certa ricchezza armonica nei brani che scrivo. In ambito cantautorale Battisti e Battiato sono i “classici” che ho ascoltato di più. In generale sono davvero onnivoro, da Debussy ai Funkadelic, da Monk a George Harrison per citare degli estremi che mi vengono in mente.

Mescalina: In Raccolto le note sembrano stratificarsi e il suono quasi distorcersi via via che il brano procede. Come se il raccolto non fosse solo quello di esperienze ma anche di parole e ricordi sonori. Anche se sembra tutto effimero nell’ “addio incosciente d’immortalità”. Come è nato il brano?

Riccardo: Il brano nasce da alcune riflessioni che mi hanno accompagnato con l’approssimarsi dei trent’anni. Per la prima volta ho avuto la sensazione che una parte significativa di esistenza fosse già trascorsa e che alcune cose non fossero più possibili. A ciò si aggiunge il timore del “fallimento” dal punto di vista lavorativo ma anche personale, e la necessità di un maggiore senso di responsabilità e di pragmatismo nei confronti del proprio tempo, mentre prima, nei “venti”, ci si aspettava che l’arrivo della maturità risolvesse magicamente tutto. Infine c’è un malinconico addio alla giovinezza e alla vita “in comune” da cui è spesso caratterizzata, in favore della frammentazione sociale e delle famiglie atomizzate.

 

Mescalina: Parli poi di “futuro che scade”, che credo sia qualcosa di davvero sentito da tutti in questo periodo.  Come vedi il tuo futuro come musicista post – pandemia? Quanto è importante per te esibirti dal vivo? Pensi che la dimensione live avrà ancora un senso o la gente sarà talmente disabituata che sarà difficile riportarla ai concerti?

Riccardo: In questo momento la pandemia gioca a mio vantaggio perché mi dà il tempo di ultimare il repertorio per lo spettacolo live. Tra l’altro sarà una bella sfida perché ho una vasta esperienza come side-man, ma sarà la mia prima volta come cantante e front-man. Ammetto che in un progetto del genere mi sento più a mio agio nel lato compositivo, ma sono sicuro che il live sarà molto emozionante e stimolante, avendo un contenuto così personale. Il cantautorato è forse la forma musicale che ti mette più a nudo.

Per quanto riguarda i concerti in generale sono fiducioso in una ripresa. Penso che la gente avrà voglia di contatto e anzi, se prima la musica dal vivo poteva essere trascurata perché data per scontata, la sua mancanza ha rivelato alle persone quanto essa ci arricchisca e ci ispiri.

Mescalina: Il video è stato girato a Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani.  Il bellissimo giardino voluto dal cardinale veneziano Zuane Francesco Barbarigo nacque in qualche modo come ringraziamento a Dio per l’epidemia di peste che lo risparmiò, assieme ai suoi familiari, e per rappresentare un percorso di redenzione e di avvicinamento all’Empireo. Eppure i toni autunnali fanno pensare che sia girato in un cimitero monumentale, come se il tempo per il raccolto terreno fosse finito…Cosa ti lega al posto, tanto che lo hai scelto anche per il video de La sindrome di Erasmo, e sempre con la regia di Aurora Ovan?

Riccardo: Intitolandosi l’EP Eden, la scelta per la location del videoclip è caduta molto naturalmente su un giardino. Quando, dopo alcune ricerche sul web, mi sono imbattuto nel giardino di Valsanzibio, me ne sono innamorato immediatamente - più che sindrome di Erasmo è stata sindrome di Stendhal! - Oltre alla bellezza e alla teatralità delle sculture barocche che lo popolano mi ha da subito attratto il fatto che fosse concepito secondo un disegno allegorico. Alcuni luoghi del giardino erano perfetti per commentare simbolicamente i testi dei brani e le suggestioni erano tante da poter costituire il materiale per i videoclip di entrambi i singoli. Così La sindrome di Erasmo si svolge tra il portale di Diana e il Labirinto, mentre Raccolto è un lungo piano sequenza nella radura della Statua del Tempo, un luogo magico e irreale. In questo modo il giardino di Valsanzibio ha permeato l’immaginario di tutto l’EP, permettendomi di dare alla musica una veste fotografica e filmica molto coerente. Per altro si trovava provvidenzialmente a metà strada da Bologna, dove risiedo io, e Udine da cui viene la troupe diretta da Aurora Ovan.

 

Mescalina: Con Raccolto e La sindrome di Erasmo, musicalmente hai presentato due facce musicali diverse, una più riflessiva e un’altra più scoppiettante. Cosa possiamo aspettarci con l’uscita dell’EP Eden?

Riccardo: Oltre a Raccolto e a La sindrome di Erasmo, l’EP conterrà un’introduzione clavicembalistica di sapore barocco e un terzo brano intitolato “Il mondo non finisce”. È un brano molto energico e ritmico, affine a La sindrome di Erasmo, che tratta del ritorno alla normalità dopo il primo lockdown, traendone delle conclusioni tra l’ironico e l’amaro. Tra tutti i testi è quello con cui ho il rapporto più problematico, per via del riferimento così esplicito alla cronaca che, come si sa, accelera molto il processo di invecchiamento di un brano. Tuttavia l’evento che stiamo affrontando può quasi essere paragonato ad una guerra mondiale e l’impatto sulle coscienze è inevitabilmente molto profondo. Confido quindi che il contenuto manterrà un suo interesse anche quando tutto questo sarà finito… (speriamo!)

Mescalina: Grazie mille e in bocca al lupo per il disco!

Riccardo: Grazie a voi!

CONTATTI

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CREDITI VIDEO

Raccolto

Parole e musica: Riccardo Morandini

Regia: Aurora Ovan 

Direttore di fotografia e operatore di macchina: Davide Nicolicchia

Assistente camera: Alessandro Zanuttigh  

Montaggio e correzione colore: Filippo di Primio

Make-up artist: Veronica Ramses

A.d. e titoli: Luca Morandini 

Titolo in calligrafia: Luca Barcellona

Thanks to:
Alberto Bazzoli
Leonardo Ricci
Roberto Villa
Marco Battistini
Giovanni Versari
Matteo Guariso
Alessandra Cicogna


Girato presso il Giardino monumentale di Valsanzibio di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani Valsanzibio - Padova