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Golconda Il singolo C'era una volta un uomo in anteprima
Oggi vi presentiamo in anteprima il nuovo singolo di Golconda, che anticipa un EP di prossima uscita: si intitola C’era una volta un uomo, un brano tra cantautorato e hip-hop, cupo e maestoso sull'emarginazione con cui si allontana qualunque disagio per non percepirlo dentro di sé. Il protagonista è un "outcast", un reietto, osservato da un doppio sguardo e voce narrante, una esterna che guarda e giudica e una interna, ovvero le parole del personaggio stesso. Il brano, tra beat scuri, palpitanti e quasi industrial e chitarre acustiche, offre un importante scorcio sociale e fa riflettere su una paura indeterminata, indefinita, immotivata, se non dal pregiudizio. La canzone ci fa così soffermare su certe figure che spesso in tanti si limitano a scansare, su una condizione di marginalità economica e affettiva, su solitudine e indifferenza che preferisce etichettare, anziché prendersi cura.
Il nuovo singolo uscirà ufficialmente il 16 giugno distribuzione Artist First. Ecco come ne viene illustrato e approfondito il significato:
“So che tu hai bisogno di me, per non vedere che sono dentro di te”: è questo il ritornello di C’era una volta un uomo […] Un po’ tutti, almeno una volta, ci siamo sentiti come Joaquin Phoenix in Joker o Brandon Lee in The Crow: invisibili, emarginati, fuori posto. Ed è proprio da quella crepa interiore che nasce il racconto di Golconda. Il brano non è soltanto la rappresentazione di un uomo ai margini, ma anche una metafora delle nostre paure più profonde: rabbia, depressione, alienazione e odio. Un mix di cantautorato e rap, tra il cantato parlato alla Francesco Guccini e certe atmosfere crude e dirette di Frankie hi-nrg mc. Una traccia che ci fa capire il confine sottile tra ciò che respingiamo e ciò che in fondo ci appartiene.
E ancora:
C’era una volta un uomo è la storia di un emarginato: è il matto del villaggio, lo straniero, il senzatetto. La città lo teme perché le ricorda che in fondo tutti sono stranieri a sé stessi, esuli e derelitti. Temerlo e detestarlo sono modi di rimuovere la paura, proiettandola su di lui. Stavolta però è lui a prendere la parola. E finalmente si mostra per quello che è: un uomo.
La canzone può far pensare per es. anche a Il corvo dei Baustelle, dove il protagonista, scansato e temuto da tutti, ricorda loro che appartengono alla stessa umanità, destinata a morire.
Buon ascolto!
Crediti
Testo: Francesco Turco
Musica: Francesco Turco, Lorenzo Pellegrini
Produzione e mix: Lorenzo Pellegrini
Master: Niccolò Caldini (Tea Room Mastering)
Distribuzione: Artist First
Edizioni: Costello's di Simone Castello
Artwork: Elena Molino
Foto: Agnese Zingaretti
Biografia
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.
Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, Il mondo di Ambra, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale Dante Rock di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo Caronte, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, Eldorado, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.
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