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Esterina I testi di Dio ti salvi
Profondo e diretto, scuro e delicato, magnetico e commovente, quello degli esterina è uno dei dischi italiani dell’anno. Ascoltatelo e leggete i testi in esclusiva.
Diciamolo subito: Dio ti salvi degli esterina è uno dei dischi italiani migliori dell’anno. Il quintetto versiliese torna con un nuovo album dal suono che riesce a sembrare al contempo dolceamaro e ruvido, diretto e articolato, emozionante e asciutto.Vi si ascoltano chitarre post-rock che condensano umori, arpeggi pensosi, rara bellezza dispensata a piene mani in canzoni dal passo discreto, tra tocchi di fiati (che nell’ironica Mutande hanno una grandiosità prog) e luccichii preziosi di glockenspiel; i brani sono imperniati su ritmi pulsanti, che si colmano di tensioni o seguono la scia dei pensieri, oppure ancora si gonfiano come un’onda emotiva, sempre con misura non comune, con un’intensità elegante e “autentica”. I synth restano come uno sfondo lucido, su cui sono pronte a stagliarsi chitarre viscerali e struggenti come quelle di una perla come Sovrapporre. Gli esterina così mescolano colori differenti, quelli più scuri e magnetici, che rammentano le sfumature emozionali dell’alt-rock, come quelli più delicati e dolci, in un amalgama per cui è difficile trovare termini di paragone.
Una vena narrativa interessante per cura spesso cantautorale e sguardo sulle cose, talora anche poetica (v. per esempio Canzonetta, la stessa Sovrapporre o la conclusiva Fabula sangue), attraversa il personale e il sociale, intrecciati con naturalezza: le storie sono contestualizzate con piccoli tratti efficaci. Le strade, le stanze, gli scorci di paese accolgono passati e stati d’animo presenti, legami oltre addii che non si sono mai potuti pronunciare, immigrazione, miseria, profumi, cicale, sorrisi e i “silenzi cari”.
Particolare attenzione trovano le figure femminili, dalla ragazza “venduta” dal padre, che è solo “una bambina che vuole riposare”, alla morte interiore di un’amica (perché si muore “di sogno e di realtà”, “di segni e di distanze”) o alla madre “innamorata di un amore mai avuto e del sole”. D’altronde il moniker appunto è femminile ed esterina è presentata così:
esterina è una donna minore. Vive sola, per quanto ne è capace. Non ama i suoi parenti e li cerca fuori dal suo sangue. Dorme nella casa sul limite del bosco da dove si vede il mare di Viareggio, dove ci sono i signori, dove le donne sono confezioni da accompagnare, dove gli uomini sono arresi.
Lei no. Aspetta che il vino maturi, che la legna sia da bruciare, che la compagnia fatta ad un amico sia buona, che il sigaro sia acceso per bene, che la musica giunga e spieghi, riannodi e complichi.
esterina è di campagna, è la terra, ma conosce la città perché l’ha attraversata, l’ha letta. Sa che è una truffa.
La sua musica è il suono del suo pennato, dell’accetta per sistemar la legna necessaria a passare l’inverno.
Le sue parole sono l’eco delle storie che ha sentito raccontare, quelle viste scendere dal monte che gli sta alle spalle, il riverbero degli sputi che ha fatto volare.
esterina sono in cinque. E suonano.
Nel comunicato ufficiale si parla di “un processo di sottrazione tra la canzone d'autore e il post rock, tra Lucio Battisti ed i Motorpsycho, tra i Notwist e i King Crimson”, così come di un suono che è diventato più crudo “quasi shellacchiano” grazie alla coproduzione di Ale Sportelli del West Link, ma il risultato del processo ne scolora i passaggi, apparendo nella sua originalità.
Si aggiunge ancora nel comunicato: “La personalissima forma canzone del gruppo si innerva di chitarre affilate a mano e batterie sempre in faccia, un onnipresente piano rodhes ed inaspettate sezioni di fiati. L'elettronica che percorre carsicamente ogni traccia e le voci lunari e ruvide fanno il resto, aggiungendo la cifra originale al tutto e rendendo pressoché impossibile ricondurlo ad una sola definizione di genere”.
Gli esterina non si fermano mai alla superficie, ma scavano nel profondo, nei suoni e nelle parole. Vi consigliamo l’ascolto del disco e vi proponiamo i testi delle canzoni in esclusiva!
Gli esterina sono
Fabio Angeli: chitarra, voce, elettronica
Massimiliano Grasso: piano rhodes, fisarmonica, chitarra, elettronica, voce
Giovanni Bianchini: batteria
Michele Vannucchi: basso
Lorenzo Del Grande: flauti, clarone, vibrafono, glockenspiel, diamonica, synth
Precauzioni d'impiego
esterina prima di essere esterina è stata Apeiron. Per 12 anni. Con quel nome ha attraversato un decennio di musica, ha cercato nel rock le proprie ragioni e allo stesso tempo ha tentato di sfuggirgli dalle mani. Di Apeiron rimangono tracce, indizi, polvere e croste.
Indicazioni terapeutiche
L’idea di esterina è la realizzazione del suono della bonifica (sound della bonifia), dove la bonifica (terra strappata alla palude) è sintesi della sua strada. La musica e le parole di esterina come la terra nera strappata all’acqua e alle zanzare.
Discografia
diferoedibotte - 2008 - Cd - No Pop
Indecorose_esterina. senzacorente - 2010 - Cd + Dvd live - Le Arti Malandrine
Come satura - 2011 - Cd - Le Arti Malandrine
Dio ti salvi, uscito il 16 novembre 2015 per le Arti Malandrine.
Pantaloni corti
Quell'estate e la tu' zia,
la donna che non ti ha buttato mai via.
Le sere sulla tua bici,
le stanze accese dalle tue voci.
E i pantaloni corti,
le mie parole, te le ricordi?
I tuoi figli e la miseria,
i tuoi fiori ed una faccia poco seria.
Le cose, come me le dici,
le stanze accese dalle nostre fioche voci.
E i tuoi capelli corti,
pronti alla guerra, solo se non li tocchi.
C'è chi ti può e chi ti cerca,
chi è malato e basta,
chi ti ha visto lungo il fiume e adesso si tormenta.
C'è chi ti può e chi ti cerca,
chi non può far altro
che guardare, mentre vanga in un altro campo.
C'è chi ti può e chi ti cerca,
chi ha mentito e fischia
con quel pezzo di mollica trafugato in tasca.
C'è chi ti può e chi ti cerca,
chi non si dà pace,
che ha dovuto imbastire un altro desiderio
e non gli piace.
Dio ti salvi
Ho parlato a tutte le voci che insistevano,
ho cantato a tutti i demoni che ti cercavano.
Ho sparato a tutte le notti ché non tornassero mai,
ho salutato tutti quei giorni che non tornavi mai.
Ti ho cercato in tutte le fosse, in tutte le nuvole,
ti ho inseguito con le mie bestie, con le mie favole.
Ho speso tutti i sogni che avrei voluto fossero tuoi,
non ho mai saputo dire addio al posto di ciao.
Tu che sai
come non si cambia mai.
Tu che sai
come non si cambia mai.
Ti ho affogato in tutte le botte, in tutte le regole,
ti ho regalato tutte le strade, tutte le fragole.
Ho steso tutti i panni che avrei voluto fossero i tuoi,
non ho mai saputo dire addio al posto di ciao.
Tu che sai
come non si cambia mai.
Tu che sai
come non si cambia mai.
Tu che lo sai
dove il mio sangue andrà mai.
Tu che stringi,
tu che sorridi,
tu che mi prendi.
Tu che mi spieghi,
tu che mi parli,
tu che concedi.
Tu che vieni,
tu che mi abbracci,
tu che mi chiedi.
Tu che spingi,
tu che non ridi,
tu che sommergi.
Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli appartamenti.
Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli appartamenti.
Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli cieli eterni.
Dio ti salvi,
faccia dei suoi cieli cieli eterni.
Puta
Della mia scuola ero la più bella,
la mia cartella dipinta a fiori blu.
Una matita come una sorella,
tutta l'invidia per la mia gonnella.
Chi ricorda più
il freddo che faceva giù?
Era mio padre che m'insegnò a cantare:
'sei la più bella e ti devo guadagnare'.
Vendette me, il mio cuore e le mie cosce,
come si fa con il vitello grasso.
Chi di voi può pagare, dai,
per restare un po' con lei e la sua vita deliziosa?
Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Se vuoi restiamo insieme,
ma lo sai che non va bene.
Il cane abbaia e poi mi morde forte,
in questa stanza non ci sono le porte.
Le tue paure sono tutte amiche mie,
cambiano le vite, ma la mia non cambia mai.
Chi di voi vuol sputare, dai,
per vedere su di me la sua vita scandalosa?
Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Se vuoi restiamo insieme,
ma lo sai che non va bene.
Ti ricordi o no?
Mi ricorderai?
Ti ricordi o no?
Mi ricorderai?
Io sono una puttana,
mi devi volere tanto bene.
Io sono la regina di tutte le galere,
io sono la signora della spazzatura
io sono una bambina che vuole riposare.
Stanno tutti bene
Il sole divora l'aria,
persone bruciano per strada.
Signore, sa mica dove sta
la mia amica venuta qua?
La luce si svuota e scivola,
il fiume vicino, vicino va.
È sola, il suo viso è senza età,
bello come un fiore perché non lo sa.
Consola tragedie di ogni sera
e spalanca le finestre alla paura.
Si muore di sogno e di realtà,
la mia amica seduta qua.
Stanno tutti bene nei loro mille delitti.
Stanno tutti bene a copiarsi, cos'è che non capisci?
Stanno tutti bene, lo sai, a procurare affanni.
Stanno tutti bene oramai negli stessi panni.
Mi guarda da dentro la sua stanza,
'pietà l'è morta' mi canta.
Signore, sa mica perché mai
è andata così, solo a lei?
Non parla di niente, ma mi dà
una chiave con scritto 'rimani qua'.
Si muore di segni e di distanze,
ridammi la voce, le gambe.
Stanno tutti bene nei loro mille delitti.
Stanno tutti bene a copiarsi, cos'è che non capisci?
Stanno tutti bene, lo sai, a procurare affanni.
Stanno tutti bene oramai negli stessi panni.
Sai che coraggio
avere 20 anni, niente da perdere e dire
che avresti cambiato il mondo!
Sai che coraggio
avere 20 anni, niente da perdere e dire
che avresti cambiato il mondo!
Sai che coraggio
avere 30 anni, la vita da prendere e dire
che mi avresti amato tanto!
Sai che coraggio
avere 30 anni, la vita da prendere e dire
che mi avresti amato tanto!
Sai che coraggio
avere 50 miseri anni e dire
che forse hai sbagliato tutto!
Sai che coraggio
avere 50 miseri anni e dire
che forse rifaresti tutto!
Sai che coraggio
avere i tuoi anni, guardarmi negli occhi
per dire che di me conosci tutto!
Sai che coraggio
avere i tuoi anni, guardarmi negli occhi
per dire che puoi rovinarmi tutto!
Stesse barche
C'è chi è nato qua,
chi è nato altrove e casa sua è una paura
di passare una barriera, un mare come una tortura
e non si sa, se attraversare porta tutti da qualche parte,
se mio fratello, Dio, la legge sono sulle stesse barche.
Dimmi te perché?
dimmi che
lo capisci anche te.
C'è chi è nato qua,
chi è nato invece oltre il confine di questo gregge,
ché non esiste alcuna patria cresciuta senza un interesse
e non si sa, se civiltà vuol dire avere un privilegio,
se mio fratello, Dio, la morte stanno dalla stessa parte.
Dimmi te perché?
dimmi che
ti riguarda anche te.
Canzonetta
Ho chiesto se, però, fa meno male o non importa
avere un altro modo bello almeno come quella volta.
Ti ho chiesto e non lo sai se è meglio il rosso su quella porta,
mi hai detto: 'dammi almeno le tue labbra un'altra volta'.
E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far cantare.
Ho chiesto se per noi c'è un altro posto dietro la porta
che chiuda fuori quello che è ostile e quello che ci chiede e basta.
Ho stretto per un po' il tuo dolore, ma quanto basta
a sentire che non si trova il fondo al bene quando è bene e basta.
E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far cantare.
E io non ho, non ho le tue parole, i tuoi odori e le cicale
da far morire.
E la sera del giorno, poi, quando Dio era tra di noi
a cercare le sue dita nella tua risata,
la mattina che mi svegliai, era lì alla finestra
a guardare la tua bellezza di quando dormi e basta.
Ho chiesto se, però, fa meno male o non importa
avere un altro modo bello almeno come quella volta.
Sovrapporre
Erano le tue,
le mani calme che solcavano
radici fonde di dolore.
Erano le tue,
le mani stanche che colmavano
distanze sante, vere, nostre.
Erano le tue,
le mani bianche nella notte buia
da dove sei venuta.
Erano le tue,
le mani grandi di portare via
la mia insidiosa malinconia.
Erano le tue,
le mani senza dover distinguere
i tonfi sordi,i silenzi cari, le corse dei cinghiali.
Erano le tue,
le mani buone da non perdersi
i corpi torridi, le battaglie infami, che bel regalo con le tue mani.
Mutande
Com'è bella, com'è interessante,
com'è intelligente quando porta le mutande.
Com'è bella, com'è interessante,
com'è intelligente quando porta le mutande.
Com'è bella, com'è pertinente,
com'è indulgente quando porta le mutande.
No, non credo più a niente
che sia sufficiente,
io sono un tasto
e lei la corrente.
Solo uno sguardo
e una parola,
lei, la sua schiena
che vive da sola.
Vive contenta
in un movimento,
fissa la pace
in ogni tormento.
Chiare le voci,
belli i delfini,
disperse mutande,
dispersi i destini.
Fabula sangue
Nella pancia portava il mio corpo di rugiada
e la sua risata sbriciolava tutto intorno
e quel tempo
pareva solo andata e niente di riporto.
E di notte diceva che non c'era nessuno
di là che piangeva, che non c'era mai stato
un male eterno
indifferente e sconfinato.
Sale piano la marea,
vorrei che fosse la mia.
Ritornare fino a dove
apri gli occhi
e tu chi sei?
Che fai? Al mio tempo deserto che gli fai?
A tutto questo attorno senza senso?
Con la gonna mi portava a perder le sue tracce,
era solo innamorata
di un amore mai avuto
e del sole, dove sarà il suo posto quando piove?
E il mondo non ci credeva,
l'avevan persa tutti per una manciata,
presa prima di
ascoltare tutto quello che volevano avere.
Sale piano la marea,
vorrei che fosse la mia.
Ritornare fino a dove
apri gli occhi
e tu chi sei?
Che fai? Al mio tempo deserto che gli fai?
A tutto questo attorno senza senso?
Link:
http://www.esterina.it/
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http://www.promorama.it/bands.php?chiave=779%20&&codice=0&&archivio=0
Si ringraziano gli esterina e Alessandro Favilli (Prom-O-rama)