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Pink Floyd Wish You Were Here cinquant'anni dopo: il futuro del passato
Sono alla Sony di Milano, in una stanza insonorizzata. Davanti a me, un impianto Dolby Atmos di ultima generazione, con una decina di casse, pronto ad accogliere le cinque tracce di un disco che compie cinquant'anni. E penso a cinquant'anni fa, quando, quattordicenne, comprai la musicassetta (che era quanto le mie finanze mi permettevano) di Wish You Were Here: ricordo l'emozione profonda, nell'ascoltare i bicchieri di Shine on You Crazy Diamond, quell'introduzione che sembrava proiettarsi verso l'infinito, col suo carico di rimpianti, ricordi, rimorsi, e, sullo sfondo, Syd Barrett, il mistero più fitto della storia di quegli anni. Ricordo i rumori industriali di Welcome to the Machine, che mi faceva arrivare il suo significato ben prima che ne leggessi il testo, e lo stupore nel sentirmi trapassare da un rumore sconvolgente alla fine di Have A Cigar. E ricordo la sensazione potente, nell'ascoltare l'inizio della title track trasformarsi da suoni in mono in stereo, che, nonostante gli scarsissimi mezzi del mio apparecchio, lacerava l'aria di note di chitarra acustica, mentre lacerava il cuore di una ferita che medicava subito dopo, con il vento buono della conclusione, in un ritorno circolare all'inizio, e ancora, e ancora, per cinquant'anni, e oltre.
Cinque tracce, che mi hanno accompagnata lungo tutta la vita; una colonna sonora sbilenca e psichedelica, da una cantina di Londra, nel 1984, con un ragazzo di Bilbao che suonava Wish You Were Here facendomi subito innamorare, passando per il concerto a Monza, nel 1989, fino a quello con Waters, a Milano, nel 2019, con la figlia, a mia insaputa appassionata dei Pink Floyd, contagiata a sua volta da un compagno di scuola.
Decenni scorrono nella mente, mentre ascolto versioni finora inedite; soprattutto, una Wish You Were Here diversamente bella e intensa, come ascoltare Bach suonato da Glenn Gould: simile, ma differente, e altrettanto affascinante, con la potenza del Dolby Atmos, che dona una profondità e una lucentezza di suono difficili da descrivere, e inimmaginabili dalla quattrodicenne di allora. Eppure credo che Roger Waters, Nick Mason, David Gilmour e Richard Wright, loro sì, avessero immaginato tutto questo. "Avevano composto nel 1975 pensando che il disco sarebbe stato suonato cinquant'anni dopo, con ben altri mezzi", dice Marco, il tecnico del suono che ci guida nella scoperta. Mi sento immensamente privilegiata, ad ascoltare questo capolavoro come non mi è mai capitato, e come, credo, non mi capiterà più; perché, anche se le mie finanze sono migliori di quando ero quattordicenne, non potrei mai permettermi un impianto simile, e una stanza costruita attorno a esso. Sono certa però che chiunque ascolterà la nuova edizione non penserà più a una mera operazione commerciale, ma si lascerà condurre per mano in una riscoperta che supera i confini di spazio e tempo. Che abbia avuto quattordici anni nel 1975, o li abbia adesso. Perché Wish You Were Here è senza tempo, un capolavoro del Novecento, da ammirare, lasciando la mente libera di volare.
LE INFORMAZIONI UTILI
La speciale edizione uscirà venerdì 12 dicembre via Sony Music per celebrare il 50° anniversario di un album che ancora oggi suona attuale e profondo e per scoprirne nuovi lati. I temi dell'assenza, dell'isolamento, della caducità e della critica all'ipocrisia dell'industria musicale, che hanno trovato espressione nella celebre copertina e nell'impianto fotografico, si intersecano con l'omaggio a Syd Barrett, amico d'infanzia, artista impareggiabile, fondatore della band. Il suono prodotto dallo sfregamento dei bicchieri in "Shine On You Crazy Diamond", l'assolo di "Wish You Were Here" e molto altro, rivivono nella versione Dolby Atmos. Con l'elegia in più parti "Shine On You Crazy Diamond" dedicata a Syd Barrett, l'ipnotica "Welcome To The Machine", la graffiante "Have a Cigar" con la sua immortale battuta «Ah, a proposito, chi è Pink?» cantata non da Waters o Gilmour ma dal non-membro della band Roy Harper, e l'immancabile title track, "Wish You Were Here", è senza dubbio una delle uscite discografiche più importanti nella storia della musica.
Per il 50° anniversario dalla pubblicazione, in tutto il mondo aprono degli speciali Pop Up Store. A Londra, Barcellona, Los Angeles e Parigi saranno realizzati in collaborazione con News & Coffee Studio. Apriranno anche un temporary a Berlino e uno a Milano. Ogni location ospiterà un'esclusiva edizione "Wish You Were Here 50" della fanzine Brain Damage: una vivace rivisitazione del progetto editoriale originariamente fondato e pubblicato a metà degli anni '80 dall'autore e storico dei Pink Floyd Glenn Povey. In ogni sede saranno inoltre disponibili una stampa limitata celebrativa di Wish You Were Here 50 e una selezione di merchandising commemorativo. Tutti i prodotti dei pop-up sono a tiratura rigorosamente limitata.
Il Pop Up Store di Milano sarà allestito in Via Ripa di Porta Ticinese, 47, aperto al pubblico dalle ore 20.30 dell'11 dicembre, al 14 dicembre (venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00). Già dall'11 dicembre sarà possibile acquistare in anteprima tutte le nuove edizioni di "Wish You Were Here 50": 3LP, 1LP, 2CD, Blu-ray e cofanetto deluxe. Inoltre, solo nello store, sarà acquistabile una edizione limitata dell'album in vinile bianco. Per ogni acquisto ci sarà in omaggio una shopper brandizzata e l'esclusiva edizione "Wish You Were Here 50" della fanzine Brain Damage (fino ad esaurimento scorte).
Entrate nello store significherà anche immergersi nei giochi visivi ideati da Storm Thorgerson e Aubrey "Po" Powell dello studio Hipgnosis, che restano ancora oggi immagini iconiche e immediatamente riconoscibili.
"Wish You Were Here 50" è disponibile in pre-order: https://bio.to/PFWYWH50.
L'edizione digitale comprenderà l'album originale del 1975 con un nuovo mix in Dolby Atmos realizzato da James Guthrie, collaboratore dei Pink Floyd fin dal 1979 con "The Wall". Include inoltre 25 brani bonus composti da 9 rarità da studio e 16 registrazioni dal vivo realizzate dal celebre bootlegger Mike Millard al concerto dei Pink Floyd alla Los Angeles Sports Arena del 26 aprile 1975 (qui pubblicate ufficialmente per la prima volta). Tra le rarità da studio in uscita, figurano "The Machine Song (Roger's demo)", il primo demo casalingo che Roger Waters presentò originariamente alla band, un mix strumentale inedito di "Wish You Were Here" che mette in risalto la pedal steel guitar di David Gilmour, un'altra demo inedita di "Welcome to the Machine" "The Machine Song (Demo #2, Revisited)", e, per la prima volta, una versione completa di "Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9)" che unisce le due parti del brano in un nuovo mix stereo realizzato da James Guthrie.
L'audio dal vivo è stato accuratamente restaurato e rimasterizzato da Steven Wilson.
L'edizione Blu-ray permette inoltre ai fan di vedere 3 dei filmati proiettati nei concerti del tour del 1975, oltre a un cortometraggio di Storm Thorgerson. I formati 3LP e 2CD includono l'album originale e le nove tracce bonus da studio. Il cofanetto deluxe contiene tutto il materiale su 2CD, 3LP (in esclusivo vinile trasparente) e Blu-ray, oltre a un quarto LP in vinile trasparente, "Live At Wembley 1974", una replica del singolo giapponese 7" "Have A Cigar" / "Welcome To The Machine", un libro cartonato con fotografie inedite, un comic book con il programma del tour e un poster del concerto di Knebworth. Sul sito dei Pink Floyd è presente Dear Pink Floyd Experience www.pinkfloyd.com/dear-pink-floyd: uno spazio digitale interattivo dove i fan di tutto il mondo possono condividere poesie, ricordi e riflessioni ispirate alla musica della band.
Domenica 14 dicembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma si terrà un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica: la nuova rimasterizzazione 2025 di "Wish You Were Here" sarà fatta ascoltare con un impianto di livello assoluto con diffusori JBL Everest e amplificazione Mark Levinson, accompagnata dalle voci autorevoli di Marco Fullone e Giancarlo Valletta, che impreziosiranno l'esperienza con racconti, curiosità e riflessioni sul contesto culturale e musicale che ha reso immortale quest'opera. L'evento a ingresso libero potrà essere prenotato mandando una mail all'indirizzo: wywhauditorium@gmail.com e aspettando conferma di prenotazione. Le sessioni che si terranno presso lo Studio 2 con 50 posti a sedere saranno 6, dalle ore 10.30 alle ore 18.15.