Marco Cantini

Marco Cantini

Il video di Un figlio


07/10/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
La bellezza che salverà dalle violenze e dai soprusi della Storia: vi presentiamo il video di Un figlio, che anticipa l’uscita dell’album La febbre incendiaria di Marco Cantini, ispirato al romanzo La Storia di Elsa Morante. Un brano elegante e intenso, con l’organetto diatonico di Riccardo Tesi, e tre ragazzi che resistono alle brutture anche odierne con la loro fresca semplicità.
Uscirà il 15 ottobre per Radici Music Records La febbre incendiaria, il terzo disco del cantautore toscano Marco Cantini: si tratta di un lavoro molto interessante e personale, liberamente ispirato al romanzo La Storia (Einaudi, 1974) di Elsa Morante, che racconta le drammatiche vicende della maestra elementare di origini ebree Ida Ramundo nella Roma della Seconda guerra mondiale. L’album comprende quattordici tracce ispirate ai personaggi principali del romanzo e agli episodi principali dell’opera; oggi vi presentiamo il video che anticipa l’uscita del disco, quello del singolo, Un figlio.

Il video è stato girato a Firenze dai registi Lorenzo Ci e Giacomo De Bastiani e vede la presenza di tre giovani attori, Anna Moretti, Sayak Liam Rijkard ed Ernesto Verga. Il brano e il suo video sono presentati così:
il pezzo – ispirandosi alle pagine della Morante che raccontano i bombardamenti che nel 1943 devastarono il quartiere San Lorenzo a Roma – racconta la necessità di liberarsi ad ogni costo dai tiranni e dagli oppressori, evocando attraverso il video una forma di resistenza giovanile ambientata ai nostri giorni: sottolineando come alle sopraffazioni che ancora oggi persistono - certamente più invisibili, ma comunque presenti – sia possibile opporsi attraverso un esempio di fratellanza e rispetto, nutrendo sempre speranze verso le nuove generazioni.

Il brano guarda infatti soprattutto al futuro, che i giovani protagonisti sembrano portare nei loro occhi pieni di incanto e speranze: nella canzone infatti si parla di un figlio, animato da una “febbre incendiaria”, che cercherà “fortune amorose, giustizia e anarchia”. Vibra infatti nel pezzo il desiderio e l’inevitabilità di un rinnovamento: “cadranno troni, re, miti e regine”, mentre il ragazzo non “seguirà il passo della Storia che ci spazza via” e sarà “stufo della Città Santa, […] cercando un posto senza santità dove ogni cosa che deve bruciare brucerà”. È affidato insomma alle nuove generazioni il compito di superare i soprusi della Storia, che “schiaccia povere vite, tra fascismi e il potere di chi sempre le ha usate”.

I tre ragazzi del video cominciano una sorta di avventura insieme a partire da un viaggio in treno: forse dalla realtà a colori, in cui i due giovani guardano la ragazza così carina che siede davanti a loro, passano al piano di un sogno in bianco e nero, che a volte sembra chiaramente citare scene di Jules et Jim di François Truffaut (1962). Con i loro sorrisi e affetti genuini sembrano però colmare di colori il bianco e nero delle immagini, mentre scherzano, corrono o ballano. La canzone, tra folk raffinato e cantautorato, parte imperniata sul piano, per poi accogliere sfumature preziose e intense grazie alle note struggenti ed eleganti dell’organetto diatonico di Riccardo Tesi, valore aggiunto del pezzo; l’apertura dolcemente melodica del ritornello è una carezza sulle ferite della Storia e si riempie di un afflato ricco appunto di speranza, grazie soprattutto all’ottima interpretazione dello stesso cantautore.



L’album è stato registrato presso lo storico SoundClinic Studio Larione 10 di Firenze e ha la produzione artistica ancora una volta di Gianfilippo Boni con lo stesso Cantini; il disco è stato registrato dal vivo in presa diretta dal cantautore con Gianfilippo Boni, Lele Fontana, Lorenzo Forti, Riccardo Galardini e Fabrizio Morganti, ai quali si sono aggiunti Francesco “Fry” Moneti (Modena City Ramblers) e Claudio Giovagnoli (Funk Off) che assieme a Cantini ed ai già citati musicisti hanno curato gli arrangiamenti di tutto il disco. Il lavoro vede inoltre la presenza di molti ospiti illustri, come i cantautori Marco Rovelli, Tiziano Mazzoni, Nicola Pecci e Silvia Conti, e ottimi musicisti e artisti come Riccardo Tesi, Gabriele Savarese, Roberto Beneventi, Serena Benvenuti, Claudia Sala, Stefano Disegni, Nicola Cellai, Andrea Beninati e Valentina Reggio.

L’immagine di copertina de La febbre incendiaria e le illustrazioni interne sono tratte da opere del pittore Massimo Cantini, padre del cantautore. Già nel disco precedente, intitolato Siamo noi quelli che aspettavamo (Radici Music Records, 2016), la storia è particolarmente importante, ma questa volta la macchina del tempo conduce a Roma, al culmine di “un punto di orrore definitivo” (come Elsa Morante definì il ventesimo secolo), durante gli anni cruciali della Seconda guerra mondiale e poi nell’immediato dopoguerra.  

L’urgenza di Cantini è stata quella di “continuare a narrare le vite dei vinti, le storie degli altri che ci appartengono, facendo sue le stesse priorità della grande scrittrice nel 1974: recuperare una coscienza sociale e civile, schierandosi contro il sistema della sopraffazione, contro un potere capace da sempre - oggi come allora - di annientare quelle vittime che hanno la “sola e unica colpa di essere nate”, indagando e fissando un punto di vista sul nostro passato sociale e politico”.

 


MARCO CANTINI - Biografia


Marco Cantini nasce a Firenze il 19 agosto 1976.
Cresce amando e ascoltando cantautori come Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè, Claudio Lolli e Francesco De Gregori.

Inizia a suonare la chitarra a 17 anni da cui le prime scritture inedite.

L`esordio discografico arriva nel dicembre 2010 con il disco Sosta d`insetto prodotto da Soundrecords: la tracklist è composta da 10 brani realizzati con la produzione artistica del chitarrista Lorenzo Piscopo.

Nel 2011 dà vita, con il cantautore Marcello Parrilli, a Zero Cover Firenze; la rassegna – effettuata  in locali del capoluogo toscano – nasce con l’intento di dare voci ai cantautori della scena indipendente, in un libero spazio di condivisione musicale.

Molti live a sagomare e rodare bene il nuovo design musicale, molte le collaborazioni dal vivo non ultima quella con Beppe Carletti de I Nomadi.

Il 4 aprile 2016 esce il secondo album, un concept album storico-generazionale dal titolo Siamo noi quelli che aspettavamo, prodotto dallo stesso Cantini e da Gianfilippo Boni: il disco vanta una serie di importanti collaborazioni come Erriquez (Bandabardò), Luca Lanzi (Casa del Vento) e Francesco “Fry” Moneti (Modena City Ramblers).

Il 15 ottobre 2018 esce La febbre incendiaria, un nuovo concept album liberamente ispirato al romanzo “La Storia” di Elsa Morante che vede ancora una volta Gianfilippo Boni affiancare Cantini nella produzione artistica. Nel disco si riconferma anche la presenza di Francesco “Fry” Moneti (che partecipa agli arrangiamenti), con altre importanti collaborazioni tra le quali spiccano Marco Rovelli, Riccardo Galardini e Riccardo Tesi.

 

Link:

https://www.marcocantini.org/

 

RadiciMusic Records

http://www.radicimusicrecords.it/

 

ufficio stampa

Paolo Tocco

paolotoccopress@gmail.com