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Alberto Moscone L'album rumore di fondo in anteprima
Oggi vi offriamo la possibilità di ascoltare in anteprima il primo album del progetto bedroom pop di Alberto Moscone, rumore di fondo, in uscita il 4 settembre con distribuzione Artist First. Il disco è presentato così:
“Tendenzialmente ogni individuo cerca di trovare un proprio equilibrio nel mondo e lo fa, più che scoprendo se stesso, costruendo il proprio io, mattoncino dopo mattoncino, esperienza dopo esperienza, consapevolezza dopo consapevolezza. "rumore di fondo" è il racconto di un'evoluzione, quella personale e tribolata di Alberto Moscone - e di tanti come lui - che attraversando la paura di perdersi e di non avere un centro nella vita, cresce, cambia, evolve.La tracklist percorre - a suon di dolorose, ma necessarie prese di coscienza - questo processo descrivendo la meraviglia (e la fatica) dell'imperfezione; sfogliando le fotografie che Alberto Moscone ci regala, si attraversano buona parte delle trasformazioni con cui spesso ci si rispecchia e che portano ad accettare che la propria identità non resti mai uguale a se stessa. In mezzo, le stesse paure che da bambini si osservano da lontano e che poi diventano parte del proprio quotidiano senza chiedere permesso, ma anche delusioni, pesi, illusioni e i necessari sforzi che accompagnano il cammino degli esseri umani più sensibili e consapevoli.
Assimilabile alla poetica di Vasco Brondi, Alberto Moscone con il suo primo album rumore di fondo racconta la crescita (sua e di molti) affrontando tante ombre, ma restituendo una luce accecante.”
È un album che attraversa parabole esistenziali, vulnerabilità e malesseri, tra echi intimisti alt-rock à la Placebo, un cantato ricco di pathos tangibile, con punte di acuti emozionanti, oppure che talora ricorda in qualche modo una certa visceralità à la Verdena. Trame minimali raccontano le fragilità, per poi vestirle di ritmiche più decise, synth eterei, chitarre malinconiche e baluginii tristi. Ma a volte le proprie sventure personali prendono un piglio pop-punk ironico per ricordarci che i nostri piccoli dolori avvengono all’ombra delle “grandi sconfitte del mondo”.
In queste canzoni ci sono “stanze piene di irrisolti”, occhi rossi e addi difficili, la neve che scende sulle cose che si è perso, la grandine che cade su ciò che si aspetta, nuvole basse per dormire senza pensare. E c’è la difficoltà di crescere: “non ho pianto neanche il giorno in cui il mio cane è morto / Lui è diventato vecchio e invece io nemmeno cresco” (Il giorno del mio compleanno). L’infanzia, il tempo, la memoria e le sue lezioni sono tra gli argomenti del disco, in cui le canzoni sono disposte in un ordine ben preciso, come racconta Moscone:
“«Ogni vita ha dentro di sé un grande frastuono che nei bellissimi momenti di ritrovata armonia con sé stessi e con l’altro possono ritrovare una forma propria dimenticandosi che spesso ci si perde nel rumore di fondo.
Ho provato a strutturare il disco riordinando i brani in un ordine di crescente serenità. Cominciando dai brani in cui mi sono lasciato andare ad una capricciosa e goffa non accettazione di qualcosa, ogni brano è sempre un pelo più consapevole dell’altro fino a trovare “la tua forma” (il brano che conclude il disco ha per me un significato quasi spirituale).
Non c'è un concept unico, non è un disco razionalmente costruito per essere una cosa unica e coesa. Ma sono 9 brani che ho scritto nell’arco di 2 anni e che mi sembrava potessero raccontare ognuna una piccola parentesi di quotidiana rielaborazione. I temi principali del disco sono: l’infanzia e quello che resta dell'infanzia nella vita adulta, la tenerezza e la fragilità dei rapporti e le difficoltà nel riconoscersi, cambiarsi, accettarsi.»
A proposito ancora dell’infanzia, uno dei brani più riusciti, il pezzo più delicato e toccante del lotto, è America, in cui si racconta uno dei tanti trasferimenti con la famiglia e il contrasto tra l’idealizzare un luogo e i mostri e le inquietudini che ci seguono dovunque. E si sottolinea che sono le persone che possono essere davvero l’America per qualcuno.
“Da piccoli scappiamo da quei mostri che saremo domani”, canta invece Moscone in Stomaco, un brano disarmante e disarmato, dall’appeal più acustico, che si muove e vibra sul filo sospeso tra l’essere giovani e dover diventare adulti, con la paura di dover affrontare le responsabilità. Racconta l’artista:
“Ero un bambino molto goffo e continuo a sentirmi così. Dopo l’adolescenza passata a rincorrere l’età adulta sento che c’è una inversione di tendenza, ci si accorge di non essere ancora del tutto “grandi” e si cerca di trovare un equilibrio strano dove non vieni preso del tutto sul serio ma non ti è allo stesso tempo concesso di essere troppo “infantile”. Quando abbiamo scritto questo pezzo il sentimento era proprio questo, due esseri minuscoli e del tutto impotenti di fronte a quello che succede intorno a noi, ma carichi di aspettative, responsabilità e impegni che a volte vorremmo lasciare sul pavimento della cameretta per andare “fuori a giocare” senza fare i compiti.”
Acustica e intima appare anche Come la neve, per poi farsi potente e drammatica, mentre La tua forma in qualche modo riappacifica con il cambiamento, nonostante il disorientamento e la difficoltà di riconoscersi, nella raggiunta consapevolezza che se una nuova forma “non fa male”, “è quella giusta”.
Alberto Moscone esplora le trasformazioni della vita tra bedroom-pop, momenti folk e qualche venatura rock o persino punk, con una sincerità accorata e un’intensità palpitante di autenticità. Un esordio interessante, tutto da scoprire. Qui sotto per voi!
Tracklist
1) L'ho detto male
2) Io per te
3) Il cielo di pietra
4) Dentro ai ghiacci
5) Il giorno del mio compleanno
6) America
7) Stomaco
8) Come la neve
9) La tua forma
Crediti
Testi e musiche: Alberto Moscone
Ad eccezione del brano Stomaco il cui testo è stato scritto da: Renata La Serra, Alberto Moscone
Produzione, rec e mix: Luca Bossi
Master: Jesse Germanò
Batterie: Matteo Canali
Basso, synth, tastiere: Luca Bossi
Chitarre, synth, basso, suoni ambientali: Alberto Moscone
Foto: Renata La Serra
Biografia
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP Io perdo sempre, di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto; rumore di fondo è il suo primo album.
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