Back To Ma Funk<small></small>
Jazz Blues Black • Soul • Funk e altri

Yuts and Culture Back To Ma Funk

2025 - IRMA Records

23/04/2025 di Vittorio Formenti

#Yuts and Culture#Jazz Blues Black#Soul

Ensemble pugliese ispirato alla black music radicata nel funk – soul – reggae degli anni ’70, a cui gli arrangiamenti aggiungono raffinatezze e complessità derivate dal jazz, gli Yuts and Culture sono sulle scene dal 2016 e raggiungono con Back To Ma Funk un  livello di maturità degno di nota.

L’organico base è composto da Vincenzo Baldassarre (voce), Diego Martino (batteria), Angelo “Japan” de Grisantis (percussioni), Pierpaolo Polo (basso elettrico), Alberto Zacà (chitarra), Danielel Arnone (tastiere), Claudio “Kalad” Marra (tastiere), Carlo Gioia (sax alto, sax baritono e flauto) e Lorenzo Lorenzoni (trombone). A questo già nutrito insieme si aggiungono altri contributi per cori e fiati che non si elencano nel dettaglio, per motivi di sintesi, ma che contribuiscono in modo decisivo a impasti quasi orchestrali, la cui cifra principale sta nell’espressione collettiva e non nelle esposizioni solistiche, nella miglior tradizione dei generi citati in esordio.

I brani, tutti di composizione originale, richiamano alla memoria l’eredità di Marley, Al Green, Curtis Mayfield, Marvin Gaye a altri classici simili della musica afro-americana.
Spicca l’approccio imperniato sui ritmi e sul groove, ai quali vengono sovrapposti gli interventi melodici e vocali che sanno offrire sia spontaneità sia raffinatezza, con una cura ai suoni e alle sincronie non così scontate per un combo di queste dimensioni; elemento questo che ne testimonia il valore sia artistico sia tecnico che va decisamente oltre una dimensione provinciale, in grado di offrire una visione dei propri riferimenti radicata nella tradizione ma dotata di uno slancio attuale.

Le origini del gruppo vengono dal reggae, qui esposto in tutta evidenza in  My Love Will Never Die, in cui l’eredità dei Wailers è riproposta con una sapienza sia canora sia ritmica che riesce ad alternare il secco del levare ad alcuni momenti più “legati”, in qualche modo conseguenza della sensibilità mediterranea che aggiunge sfumature del tutto proprie.
La sintesi tra storia e attualità, richiamata nel titolo del disco, è poi esemplificata nella title track, nella quale lo sviluppo arriva a unire invito alla danza e alla narrazione collettiva.

Gli arrangiamenti prendono vita soprattutto nelle parti canore corali, quasi in una logica spirituale con quella verve sanguigna tipica del gospel e quel senso terreno del funk e del R&B.
L’ascoltatore riesce a divertirsi e, contemporaneamente, a vivere impressioni di profondità e di ricchezza che posizionano il lavoro ben oltre una banale offerta commerciale; risulta ben chiara la genuinità del progetto, perché di progetto e non di somma delle parti si tratta.

In questo senso è riduttivo cercare di classificare i singoli pezzi della scaletta, tutti uniti in una prospettiva di suite. Utile è comunque richiamare I Got You, pagina dalla quale poi tutto si può derivare come essenza del lavoro: ritmo di base (basso, batteria e percussioni), sovrapposizioni strumentali (chitarra e sax) e voci come elemento finale ma di primo impatto.

A conclusione è d’obbligo esprimere un apprezzamento alla discografica IRMA che, sia in questo caso sia in altri, si manifesta con un encomiabile ruolo di rivalutazione di un certo segmento musicale, da sempre vitale e arricchito da un vissuto odierno.

Track List

  • As Jah Wants
  • Intermission
  • I Got You
  • Come Over
  • 400 Days
  • Together
  • I Hope It Was Worth It
  • My Love Will Never Die
  • If I Was The Man Of Your Life
  • Back To Ma Funk
  • Beauty
  • Are You In My Heart