Wepro Music for Rapine
2025 - Sumo Records
#Wepro#Emergenti#Alternative #wepro #music for rapine #riascolti
Quello di oggi non è un album nuovo, ma è un riascolto: era nella mia lista di ascolti da mesi, ma gli avevo dato solo una sbirciata senza approfondirlo. Poi, in una mite e silenziosa giornata di fine aprile, ho scelto di riascoltarlo come si deve, e sono stata travolta da un’intensa scarica di energia che, probabilmente, non mi aspettavo. Suoni rock a tratti più forti, altri più leggeri, che si incontrano con la leggerezza di una ballad e una profonda schiettezza testuale: l’album in questione è Music for Rapine di Wepro, pubblicato lo scorso dicembre per Sumo Records.
Nella sua musica risuona il rock americano anni ’90, e anche un po’ di post-grunge alla Nirvana, quelle stesse sonorità che hanno forgiato una generazione e, nel suo caso, anche un po’ la sua attitudine. È infatti proprio l’America ad esser stata la culla di questo progetto musicale, in cui il cantautore pugliese di stanza a Roma ha pubblicato come indipendente i due The White ep e The Black ep per poi collaborare con nomi della musica internazionale che ne hanno influenzato lo stile musicale.
In Wepro convivono diverse anime musicali che spaziano da un preponderante rock fino a inglobare una leggera pennellata di elettronica e la malinconica leggerezza del pop, come anche in Music for Rapine convivono diverse anime: un album incentrato su una rapina pensata e studiata non letteralmente come tale – per quanto alcuni brani (es. Sexy) hanno sonorità dal vago sapore di spy story – ma come “una metafora del furto di emozioni, della fuga dai problemi e dei momenti quotidiani in cui tutto sembra esplodere” . Nel suo sembrare di essere circoscritto a una sola persona (“Giulia” è un nome che si ripete in due diversi brani), Music for Rapine sa essere plurale e viaggia su una leggera tensione musicale che lo attraversa in toto: lascia posto a parentesi più calme come in E ti vorrei forever o nel brano interamente strumentale Mi Morse che chiude l’album e, metaforicamente, è come se volesse concludere questa rapina.
Una rapina dei sentimenti e non reale; in un’epoca in cui sembra che ci venga tolto tutto, anche i sentimenti, Wepro mette in musica canzoni non dolci ed edulcorate ma schiette e dirette, incredibilmente pure e sincere. Tra sesso ed emozioni, il cantautore incentra la sua attenzione sulla precarietà sentimentale, l’instabilità emotiva, il desiderio intenso e l’identità: i testi, infatti, sono fortemente personali, con immagini precise e ben distinte, descrittive il giusto, senza cadere nel didascalico o nell’ampolloso. Si stratta di una scrittura che sa essere fortemente efficace nella sua ordinarietà ma che acquista – e a sua volta regala - un valore aggiunto alla musica, che, all’ascolto, si sente che segue una minuziosa costruzione.
Un album soprattutto che va oltre la musica, prestandosi a molteplici curiosità, come raccontato dall’artista stesso in un post Instagram. La prima, nonché la più lampante, è che i titoli della tracklist, se letti in sequenza, formano una frase (“Sexy, perché sei cool come nel giorno in cui, nella rapina più bella, ti ho detto “Ti amo” ma non lo pensavo. Ed è vero ancora: tu mi fai “Wao”. Perché ti sento straniera e ti vorrei forever. Come quando il tuo bacio mi morse.”), mentre l’ultima traccia si chiama Mi morse, perché all’interno c’è un codice morse che recita “Quando non avrai più forza per lottare, supporta chi lo fa: questo salverà loro e te stesso”.
È difficile dire una traccia tra le dodici che sia migliore, perché si lasciano tutte ascoltare con un’estrema intensità che rende l’ascolto non sono bello ma principalmente appagante: al profondo senso di vuoto (forse più di inutilità, se ci si mette nei panni della controparte) che può avvolgere con le parole di Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo o quelle di addio de Il tuo bacio, si contrappongono le verve musicali piene, con le parole sensuali di Ti sento straniera, Tu mi fai wao (con un’inaspettata parentesi elettronica) o Come nel giorno in cui. Insomma, è un album da ascoltare – e gustare – dalla prima all’ultima traccia!
Music for Rapine, come i precedenti lavori, mette in risalto la voce ruvida e cruda di Wepro che riesce a plasmare con le sue corde (vocali e della chitarra) un sound e un lavoro in cui consolida la sua identità artistica, definendo con precisa chiarezza la direzione sonora.
Dopo aver annunciato l’arrivo di un album acustico, Wepro sarà in tour per l’estate e, tra le date in programma, toccherà Roma il prossimo 5 luglio per il Testaccio Estate Febbrarock: tutte le date qui.
Nella sua musica risuona il rock americano anni ’90, e anche un po’ di post-grunge alla Nirvana, quelle stesse sonorità che hanno forgiato una generazione e, nel suo caso, anche un po’ la sua attitudine. È infatti proprio l’America ad esser stata la culla di questo progetto musicale, in cui il cantautore pugliese di stanza a Roma ha pubblicato come indipendente i due The White ep e The Black ep per poi collaborare con nomi della musica internazionale che ne hanno influenzato lo stile musicale.
In Wepro convivono diverse anime musicali che spaziano da un preponderante rock fino a inglobare una leggera pennellata di elettronica e la malinconica leggerezza del pop, come anche in Music for Rapine convivono diverse anime: un album incentrato su una rapina pensata e studiata non letteralmente come tale – per quanto alcuni brani (es. Sexy) hanno sonorità dal vago sapore di spy story – ma come “una metafora del furto di emozioni, della fuga dai problemi e dei momenti quotidiani in cui tutto sembra esplodere” . Nel suo sembrare di essere circoscritto a una sola persona (“Giulia” è un nome che si ripete in due diversi brani), Music for Rapine sa essere plurale e viaggia su una leggera tensione musicale che lo attraversa in toto: lascia posto a parentesi più calme come in E ti vorrei forever o nel brano interamente strumentale Mi Morse che chiude l’album e, metaforicamente, è come se volesse concludere questa rapina.
Una rapina dei sentimenti e non reale; in un’epoca in cui sembra che ci venga tolto tutto, anche i sentimenti, Wepro mette in musica canzoni non dolci ed edulcorate ma schiette e dirette, incredibilmente pure e sincere. Tra sesso ed emozioni, il cantautore incentra la sua attenzione sulla precarietà sentimentale, l’instabilità emotiva, il desiderio intenso e l’identità: i testi, infatti, sono fortemente personali, con immagini precise e ben distinte, descrittive il giusto, senza cadere nel didascalico o nell’ampolloso. Si stratta di una scrittura che sa essere fortemente efficace nella sua ordinarietà ma che acquista – e a sua volta regala - un valore aggiunto alla musica, che, all’ascolto, si sente che segue una minuziosa costruzione.
Un album soprattutto che va oltre la musica, prestandosi a molteplici curiosità, come raccontato dall’artista stesso in un post Instagram. La prima, nonché la più lampante, è che i titoli della tracklist, se letti in sequenza, formano una frase (“Sexy, perché sei cool come nel giorno in cui, nella rapina più bella, ti ho detto “Ti amo” ma non lo pensavo. Ed è vero ancora: tu mi fai “Wao”. Perché ti sento straniera e ti vorrei forever. Come quando il tuo bacio mi morse.”), mentre l’ultima traccia si chiama Mi morse, perché all’interno c’è un codice morse che recita “Quando non avrai più forza per lottare, supporta chi lo fa: questo salverà loro e te stesso”.
È difficile dire una traccia tra le dodici che sia migliore, perché si lasciano tutte ascoltare con un’estrema intensità che rende l’ascolto non sono bello ma principalmente appagante: al profondo senso di vuoto (forse più di inutilità, se ci si mette nei panni della controparte) che può avvolgere con le parole di Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo o quelle di addio de Il tuo bacio, si contrappongono le verve musicali piene, con le parole sensuali di Ti sento straniera, Tu mi fai wao (con un’inaspettata parentesi elettronica) o Come nel giorno in cui. Insomma, è un album da ascoltare – e gustare – dalla prima all’ultima traccia!
Music for Rapine, come i precedenti lavori, mette in risalto la voce ruvida e cruda di Wepro che riesce a plasmare con le sue corde (vocali e della chitarra) un sound e un lavoro in cui consolida la sua identità artistica, definendo con precisa chiarezza la direzione sonora.
Dopo aver annunciato l’arrivo di un album acustico, Wepro sarà in tour per l’estate e, tra le date in programma, toccherà Roma il prossimo 5 luglio per il Testaccio Estate Febbrarock: tutte le date qui.