The War On Drugs I Don`t Live Here Anymore
2021 - Atlantic Records
Probabilmente l'infinita ricerca di suoni e suggestioni iniziata in Pennsylvania una quindicina di anni fa sta conducendo i The War On Drugs lontano dal presente per assumere nuove fascinose forme sonore, un viaggio che spinge Adam Granduciel e la sua creatura a lambire sfumature musicali quasi dimenticate, romantiche, nostalgia e grandi aspettative che puntano a trasportare la band in nessun luogo ma ovunque, purché non si resti fermi. Il suggerimento si coglie nel titolo del quinto lavoro, I Don't Live Here Anymore, una lucida affermazione su come resistere alla monotonia attuale o forse la sensazione di doversi soffermare solo dopo aver sperimentato per confrontarsi con il passato.
Come sempre a dominare il paesaggio The War On Drugs sono fiumi di chitarre stratificate e synth, pennellate di classe che dimostrano quanto ancora emozionante, interessante riesca ad esser la musica creata in studio dal gruppo anche grazie alla produzione che lascia spazio allo splendore nelle melodie disegnate da Adam, un susseguirsi di episodi iconografici perfetti per calarsi nei panni di un viaggiatore notturno, senza destinazione e bagagli, in tasca la sola viscerale voglia di libertà, un miraggio da rincorrere al volante.
Dieci tracce coinvolgenti, appaganti che rafforzano il piacere di vivere l'esperienza d'ascolto immersi totalmente nel sound e le sue magiche sfumature evocate dalla meravigliosa ballad che apre l'opera Living Proof. Nel disco c'e' tutto per sentirsi parte del vagabondaggio, il gusto vintage nella vibrante title-track, pezzo che non stanca nonostante sembri pescato dal secolo scorso, il mito on the road in Harmonia's Dream, un filo che lega malinconici passaggi, Victims, Rings Around My Father’s Eyes prima di giungere in fondo alle riflessioni amare di Granduciel. Occasional Rain "il cielo non è solo sfumature di grigio? finché non l'hai visto dall'altra parte? Oh, se amarti è lo stesso, è solo qualche pioggia occasionale."
I Don't Live Here Anymore conferma quanto di buono ancora riescano a rilasciare suoni e immagini accattivanti, ammalianti dal sapore quasi démodé in generale ma perfettamente collocabili, riconducibili alla bio di un gruppo fuori dal tempo, un progetto capace di regalare dell'ottimo classic rock del tutto personale, coeso, tanto da esser facilmente riconoscibile, un marchio di fabbrica all'orecchio magari ripetitivo ma mai banale.
Come sempre a dominare il paesaggio The War On Drugs sono fiumi di chitarre stratificate e synth, pennellate di classe che dimostrano quanto ancora emozionante, interessante riesca ad esser la musica creata in studio dal gruppo anche grazie alla produzione che lascia spazio allo splendore nelle melodie disegnate da Adam, un susseguirsi di episodi iconografici perfetti per calarsi nei panni di un viaggiatore notturno, senza destinazione e bagagli, in tasca la sola viscerale voglia di libertà, un miraggio da rincorrere al volante.
Dieci tracce coinvolgenti, appaganti che rafforzano il piacere di vivere l'esperienza d'ascolto immersi totalmente nel sound e le sue magiche sfumature evocate dalla meravigliosa ballad che apre l'opera Living Proof. Nel disco c'e' tutto per sentirsi parte del vagabondaggio, il gusto vintage nella vibrante title-track, pezzo che non stanca nonostante sembri pescato dal secolo scorso, il mito on the road in Harmonia's Dream, un filo che lega malinconici passaggi, Victims, Rings Around My Father’s Eyes prima di giungere in fondo alle riflessioni amare di Granduciel. Occasional Rain "il cielo non è solo sfumature di grigio? finché non l'hai visto dall'altra parte? Oh, se amarti è lo stesso, è solo qualche pioggia occasionale."
I Don't Live Here Anymore conferma quanto di buono ancora riescano a rilasciare suoni e immagini accattivanti, ammalianti dal sapore quasi démodé in generale ma perfettamente collocabili, riconducibili alla bio di un gruppo fuori dal tempo, un progetto capace di regalare dell'ottimo classic rock del tutto personale, coeso, tanto da esser facilmente riconoscibile, un marchio di fabbrica all'orecchio magari ripetitivo ma mai banale.
