Spleen Gush
2026 - Contempo Records
#Spleen #Emergenti#Alternative #Grunge #underground ##indie #contempo records
Come un coperchio, questo disco d'esordio dei fiorentini Spleen, Gush, uscito per Contempo Records, copre il cielo azzurro fatto di menzogne, e di false verità, ed è subito sera: l’atmosfera migliore per ascoltare i Nostri in questo loro bisogno immediato di musica ammantata di gioia nera, di "malinconoia". Gli Spleen nascono a Firenze nel 2024. Poco dopo firmano con Contempo Records e pubblicano l’EP di debutto Dystopic School, accolto con entusiasmo nel Regno Unito e trampolino per le prime date live in Inghilterra. Nello stesso anno pubblicano anche il secondo EP Making Plans for Nigel e iniziano a farsi conoscere nella scena underground italiana ed europea grazie a un’intensa attività dal vivo.
Affected kid è il pezzo di apertura che ha un riff energico, duro come ossidiana, e che suona rotondo, non plasticoso, con la batteria lasciata grezza quasi suonasse live, e una buona linea melodica vocale incassata nel sound e non sparata in faccia.
Reload e W.B.T.S. sono due ottimi brani, ma l’acceleratore si schiaccia a tavoletta quando parte Kill the Prig: un punk sguaiato che non dà spazio a nessuna morale, c’è solo tanta voglia di pogare, di vivere e brillare. Altro brano che mette in luce le possibilità melodiche del combo è l’affascinante danza senza cadenza di Lazy People, incedere dettato dal testo, ma che zampilla polpa bianca e polpa rossa come fa la milza, spleen esistenziale che regola il nostro slancio: affascinanti echi new wave nella strofa sposano un ritornello alla Cobain, vera perla del disco.
Tredici tracce, insomma, che dimostrano che il rock è vivo, che le band a volte non si sciolgono, ma che dei ventenni siano in grado di suonare ribellione, chitarre e underground è una vera consolazione in un’epoca di semplicismi, tra un “la musica di oggi fa tutta schifo” e un “ritmo reggaeton da bailar” perché c’è bisogno di leggerezza.
"E lunghi funerali, senza tamburi né musica,
sfilano lentamente nella mia anima;
vinta, la Speranza piange; e l’atroce Angoscia, dispotica,
pianta sul mio cranio chinato il suo vessillo nero." (Baudelaire).
Affected kid è il pezzo di apertura che ha un riff energico, duro come ossidiana, e che suona rotondo, non plasticoso, con la batteria lasciata grezza quasi suonasse live, e una buona linea melodica vocale incassata nel sound e non sparata in faccia.
Reload e W.B.T.S. sono due ottimi brani, ma l’acceleratore si schiaccia a tavoletta quando parte Kill the Prig: un punk sguaiato che non dà spazio a nessuna morale, c’è solo tanta voglia di pogare, di vivere e brillare. Altro brano che mette in luce le possibilità melodiche del combo è l’affascinante danza senza cadenza di Lazy People, incedere dettato dal testo, ma che zampilla polpa bianca e polpa rossa come fa la milza, spleen esistenziale che regola il nostro slancio: affascinanti echi new wave nella strofa sposano un ritornello alla Cobain, vera perla del disco.
Tredici tracce, insomma, che dimostrano che il rock è vivo, che le band a volte non si sciolgono, ma che dei ventenni siano in grado di suonare ribellione, chitarre e underground è una vera consolazione in un’epoca di semplicismi, tra un “la musica di oggi fa tutta schifo” e un “ritmo reggaeton da bailar” perché c’è bisogno di leggerezza.
"E lunghi funerali, senza tamburi né musica,
sfilano lentamente nella mia anima;
vinta, la Speranza piange; e l’atroce Angoscia, dispotica,
pianta sul mio cranio chinato il suo vessillo nero." (Baudelaire).