Song of the Lizard May 2, 2026
2026 - Rivertale Productions
#Song of the Lizard#Italiana#Alternative #Stoner Rock #desert-blues
Andrea Van Cleef torna con un nuovo progetto che lo riporta indietro nel tempo, verso le sue radici sulfuree e desertiche: i Song of the Lizard sono il frutto di questa scelta stilistica, e, senza un disco di inediti, decidono di farsi conoscere solo attraverso note già note, con un live album molto particolare, registrato in un solo giorno, chiaramente il 2 maggio 2026 come si intuisce dal titolo di questo EP, in cui i Nostri mettono a segno una sestina di brani con un sound chiaro in mente, potente e catabatico. È un lavoro che vede il contributo di tutti i musicisti della band, ricco dunque di tante sfumature come è giusto che sia in un progetto a più teste.
Coyote è il primo pezzo che già dalla sua apertura ci porta tra suoni alla Fuzztones e incedere alla Black Sabbath, che come dichiarazione di intenti non è male. Il resto lo fa la voce di Andrea, credibile e non banale. Si lavora sugli effetti, le modulazioni, senza cadere in mestiere o note inutilmente troppo gutturali: il risultato finale è un ottimo brano con gli inserti strumentali che non cedono alla noia, ma aggiungono pathos.
Altro brano che cattura attenzione è il mid-tempo Maud And The Black Moon: qui il sound si fa psichedelico, ipnotico, in un crescendo che porta a un bellissimo finale. Veniamo al brano migliore dei sei, Apache Road: intro alla Blues Saraceno, e che ricorda certi suoni di Dome LaMuerte con il suo progetto solista, e poi si randella per il resto del brano, arrivando a una apertura magnifica a metà, con l'assolo di chitarra elettrica che gira intorno alle note giuste per un rito apache spirituale a occhi chiusi; un brano che ci lega alla terra e non solo.
Chiude la session Rama Kushna quasi come ad affidare lo spirito di questa nuova formazione alla divinità indù: dodici minuti tra strumentale prima e cantato (molto poi), ma, se sappiamo aspettare, e ci lasciamo trasportare, a metà dell'esecuzione verremo catapultati in un'altra dimensione da un'apertura magnifica.
Dunque è tempo di accettare il destino e proseguire il percorso polveroso del dio del blues che vive in Andrea e che lo porta poi a visitare generi musicali, a farli suoi e trasformare tutto in Musica. Attendiamo il disco di inediti.
I Song of the Lizard sono: Andrea Van Cleef (voce e chitarre), Alessandro Serioli (tastiere e cori), Mauro Maurer (bassista e responsabile delle grafiche della band), Mauro Carraro (batteria).
Coyote è il primo pezzo che già dalla sua apertura ci porta tra suoni alla Fuzztones e incedere alla Black Sabbath, che come dichiarazione di intenti non è male. Il resto lo fa la voce di Andrea, credibile e non banale. Si lavora sugli effetti, le modulazioni, senza cadere in mestiere o note inutilmente troppo gutturali: il risultato finale è un ottimo brano con gli inserti strumentali che non cedono alla noia, ma aggiungono pathos.
Altro brano che cattura attenzione è il mid-tempo Maud And The Black Moon: qui il sound si fa psichedelico, ipnotico, in un crescendo che porta a un bellissimo finale. Veniamo al brano migliore dei sei, Apache Road: intro alla Blues Saraceno, e che ricorda certi suoni di Dome LaMuerte con il suo progetto solista, e poi si randella per il resto del brano, arrivando a una apertura magnifica a metà, con l'assolo di chitarra elettrica che gira intorno alle note giuste per un rito apache spirituale a occhi chiusi; un brano che ci lega alla terra e non solo.
Chiude la session Rama Kushna quasi come ad affidare lo spirito di questa nuova formazione alla divinità indù: dodici minuti tra strumentale prima e cantato (molto poi), ma, se sappiamo aspettare, e ci lasciamo trasportare, a metà dell'esecuzione verremo catapultati in un'altra dimensione da un'apertura magnifica.
Dunque è tempo di accettare il destino e proseguire il percorso polveroso del dio del blues che vive in Andrea e che lo porta poi a visitare generi musicali, a farli suoi e trasformare tutto in Musica. Attendiamo il disco di inediti.
I Song of the Lizard sono: Andrea Van Cleef (voce e chitarre), Alessandro Serioli (tastiere e cori), Mauro Maurer (bassista e responsabile delle grafiche della band), Mauro Carraro (batteria).