Sir Joe Polito Black and White
2025 - Gutenberg Music / Caligola
"Questo disco parla della vita, della mia vita, della mia famiglia. Parte dalla realtà di tutti i giorni un viaggio alla ricerca dei miei sogni, dei nostri sogni." Sull'ultima facciata del bel libretto di Black and White, l'ultimo lavoro di Sergio Polito, in musica SirJoe Polito, ci sono queste frasi, che rispecchiano appieno lo spirito dell'artista veneziano. Un musicista vero, appassionato, che da oltre quarant'anni propone un genere di musica coerente, vibrante, ricca di atmosfera, ispirata ai grandi maestri, come Ry Cooder, David Crosby, Tom Waits. E nel suo ultimo lavoro dimostra di saper rielaborare in chiave originale la loro lezione, coadiuvato da musicisti di grande esperienza: Gianni Spezzamonte al basso, Danilo Scaggiante al sax tenore, che provengono dalla prima band di Polito, i B-Wops, Marco Campigotto alla batteria e Alberto Boscolo Agostini alla chitarra elettrica, mandolino, chitarra slide, con la partecipazione di un altro importante chitarrista, Carlo De Bei.
Un libretto bilingue testimonia la vocazione di Polito, tesa a celebrare le sonorità West Coast, innervandole di un'elettricità che rende molto bene l'energia di tutta la band, mentre la voce interviene a equilibrare le dosi con una giusta carica di emotività e profondità; si ascolti ad esempio Lay You Down, impreziosita da esaltanti assoli di chitarra di De Bei, ma anche dall'invito di Polito a rilassarsi e "sognare un mondo migliore", oppure la bluesy Run Against the Wind, dal testo scarno e ficcante, sostenuto dalla sfavillante resofonica di Boscolo Agostini, che si conclude con un lapidario: "Hurrying means no fun". Le composizioni originali riflettono esattamente quanto è scritto nelle frasi citate all'inizio: l'amore per la vita, per i momenti piccoli, ma importanti per darle senso, come nella strumentale e lieve New Morning On The Back Of A Horse, o per l'impegno che si deve mettere nel reagire alle difficoltà e al male nel mondo, come nell'iniziale Happy New Year: "The only thing that never dies is hope, A better future for every human being": ed è subito resistenza.
A formare il mondo musicale e culturale del chitarrista e cantautore contribuiscono, come si è scritto, importanti Maestri: così, troviamo un'intensa versione di 4+20, di Stephen Stills, proposta recentemente anche nel bel set al Buscadero Day, cambiando in 60 il 20, adattato agli anni che sta compiendo; l'inno generazionale del vate David Crosby, Almost Cut My Hair; o una notturna Bronx Lullaby / Smuggler’s Waltz, di Tom Waits, con un assolo di sax di Scaggiante, a sottolineare il legame strettissimo tra Polito e certa America, che lui sente particolarmente vicina, come canta in Welcome My Friend, dal clima californiano, immaginando che sia proprio quella America a parlare, riconoscendolo come il ragazzo ricco di sogni di quarant'anni fa. Lode alla resistenza, dunque, anche quando rischia di essere minata da amicizie che finiscono, ma le cui delusioni si possono risolvere con filosofia, come in Friends come and go, con la partecipazione della potente voce di Veronica Sbergia e dell'acustica elegante di Max De Bernardi.
Amore, amicizia, fedeltà ai valori positivi e all'umanità, passione per la bella musica: questa è la Life di Polito, come il brano che chiude il disco, con arpeggi e voce alla Ry Cooder. Una vita che, certo, può essere in Black and White, ma con infinite sfumature, come le sue canzoni. Un disco che fa bene al cuore, tutto da ascoltare e gustare, come le splendide fotografie on the road, queste a colori: a suggerire che spetta a noi colorare la nostra vita.
Un libretto bilingue testimonia la vocazione di Polito, tesa a celebrare le sonorità West Coast, innervandole di un'elettricità che rende molto bene l'energia di tutta la band, mentre la voce interviene a equilibrare le dosi con una giusta carica di emotività e profondità; si ascolti ad esempio Lay You Down, impreziosita da esaltanti assoli di chitarra di De Bei, ma anche dall'invito di Polito a rilassarsi e "sognare un mondo migliore", oppure la bluesy Run Against the Wind, dal testo scarno e ficcante, sostenuto dalla sfavillante resofonica di Boscolo Agostini, che si conclude con un lapidario: "Hurrying means no fun". Le composizioni originali riflettono esattamente quanto è scritto nelle frasi citate all'inizio: l'amore per la vita, per i momenti piccoli, ma importanti per darle senso, come nella strumentale e lieve New Morning On The Back Of A Horse, o per l'impegno che si deve mettere nel reagire alle difficoltà e al male nel mondo, come nell'iniziale Happy New Year: "The only thing that never dies is hope, A better future for every human being": ed è subito resistenza.
A formare il mondo musicale e culturale del chitarrista e cantautore contribuiscono, come si è scritto, importanti Maestri: così, troviamo un'intensa versione di 4+20, di Stephen Stills, proposta recentemente anche nel bel set al Buscadero Day, cambiando in 60 il 20, adattato agli anni che sta compiendo; l'inno generazionale del vate David Crosby, Almost Cut My Hair; o una notturna Bronx Lullaby / Smuggler’s Waltz, di Tom Waits, con un assolo di sax di Scaggiante, a sottolineare il legame strettissimo tra Polito e certa America, che lui sente particolarmente vicina, come canta in Welcome My Friend, dal clima californiano, immaginando che sia proprio quella America a parlare, riconoscendolo come il ragazzo ricco di sogni di quarant'anni fa. Lode alla resistenza, dunque, anche quando rischia di essere minata da amicizie che finiscono, ma le cui delusioni si possono risolvere con filosofia, come in Friends come and go, con la partecipazione della potente voce di Veronica Sbergia e dell'acustica elegante di Max De Bernardi.
Amore, amicizia, fedeltà ai valori positivi e all'umanità, passione per la bella musica: questa è la Life di Polito, come il brano che chiude il disco, con arpeggi e voce alla Ry Cooder. Una vita che, certo, può essere in Black and White, ma con infinite sfumature, come le sue canzoni. Un disco che fa bene al cuore, tutto da ascoltare e gustare, come le splendide fotografie on the road, queste a colori: a suggerire che spetta a noi colorare la nostra vita.
