Still Looking<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Mainstream moderno

Sergio Di Gennaro Blind Spot Still Looking

2026 - GleAM

25/09/2026 di Vittorio Formenti

#Sergio Di Gennaro Blind Spot#Jazz Blues Black#Jazz

Eleganza e sostanza sono i due parametri che possono definire Still Looking,  lavoro di Sergio Di Gennaro, pianista torinese che esprime una bella sintesi tra tradizione e sensibilità moderna.
In trio con Ares Tavolazzi (contrabbasso) ed Enzo Zirilli (batteria), capitalizzando il contributo in alcuni brani di Emanuele Cisi (sax tenore), Di Gennaro offre una proposta in grado di attrarre gli estimatori di Bill Evans (e non solo) con una verve debitrice anche di umori mediterranei.

Una fusione interessante per via della spontaneità con cui viene espressa, non autoreferenziale ma funzionale alla comunicazione.
L’ascoltatore viene letteralmente avvolto dai delicati impasti, dal pianismo felpato, dalle linee di basso rotonde e corpose che riempiono gli interstizi e dal drumming sparso molto giocato sui piatti.
Il gioco funziona bene per la capacità di sfumare in maniera quasi impressionistica, quindi delicata ma radicata in una realtà tra introspezione e interazione, che attrae e rilascia come un elastico.

La geometria del combo si basa molto su di un'intesa tra tastiera e basso, con le pelli che legano in sottofondo, generando un effetto delicatamente caleidoscopico.
Dinamiche e altezze contenute riescono a coinvolgere grazie alla ricchezza dei dettagli e delle nuances che emergono in ascolti ripetuti, aggiungendo un valore a ogni passaggio.

Da sottolineare anche la coerenza con la quale si inserisce la voce del sax tenore, fluida e rispettosa delle idee di base, evitando individualismi e giocando sulle aperture armoniche delle basi.
I richiami al patrimonio della rumba, del blues e della ballata incrementano la fruibilità della proposta che, nel suo carattere cameristico di base, non risulta mai noiosa.

Il brano di apertura ne è un esempio palese. Tema in doppio tra piano e basso, umore mediterraneo disteso sulla ritmica a spazzole della batteria che crea un letto continuo adatto al mood. Il piano si libera poi in una seconda sezione pur restando collegato ai colleghi in uno schema corale. La ripresa del tema ricorda una struttura ABA, diluita in un fraseggio che non stacca sui singoli ma racconta con verve popolare.

Rainy Lake è un altro passaggio che rappresenta una dimensione più propriamente jazz, tra ballad e blues, orientando lo sguardo alla tradizione con sensibilità attuale, intensa e sobria.
Ci sono anche pagine vivaci, come Tilo’s Walk e She Danced Alone, basate sul groove più che sulla forza. Volendo fare un paragone con le leggi fisiche si può parlare di potenza controllata ma di sensibile rilascio di energia grazie alla continuità nel tempo, con un risultato finale appagante per il fruitore.

Il musicista ha una laurea in lettere che certamente contribuisce a estendere certe sensibilità narrative, che arrivano direttamente e invitano a riflettere.
Un’esperienza quindi non solo musicale che si invita a vivere seguendo anche le linee del libretto allegato al disco, non banale ed efficace nella guida al lavoro.

Track List

  • Just Breathe!
  • Night Sorrow
  • Tilo`s Walk
  • Modern Blindness
  • Smoothly Gliding
  • She Danced Alone
  • Rainy Lake
  • Wound up to Fly