Headbanging<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz

Saverio Zura Headbanging

2026 - Barly Records

26/08/2026 di Pietro Cozzi

#Saverio Zura#Jazz Blues Black#Jazz #Saverio Zura #Manuel Caliumi #Filippo Galbiati #Andrea Esperti #Francesco Benizio #Ada Flocco #Barly Records

L'immagine dell'“incappucciato” con un casco per saldatori in copertina, dal taglio un po' sinistro e claustrofobico, sembra suggerire una provocatoria e ironica contraddizione con il titolo, che fa riferimento al rito di agitare la testa violentemente avanti e indietro al ritmo dei chitarroni heavy metal. Acconciati in quel modo, è infatti ben difficile dimenare il collo con l'Headbanging, una pratica in apparenza lontanissima dal jazz e dall'approccio allo strumento di Saverio Zura, musicista sardo al suo disco d'esordio. Si può però provare a ribaltare queste premesse e leggere il lavoro come un tentativo di lacerare un certo tipo di grammatica musicale per inserire alcune dinamiche più aggressive, simili a delle disconnessioni improvvise, magari più vicine al mondo del rock, non tanto come stile ma come atteggiamento e propensione.

All'interno del quartetto sono soprattutto il sassofonista Manuel Caliumi e il batterista Francesco Benizio a giocare il ruolo dei disturbatori, mentre la chitarra del leader, autore di tutti i brani, tesse delle trame più pacate, senza virtuosismi esibiti. Nell'iniziale Bloomhouse, dopo l'introduzione il deciso cambio di ritmo introduce un tema spigoloso, a cui segue uno spazio di decantazione finale, ricco di segrete fioriture; Sentimento vive su un'armonia circolare del piano ripetuta ad libitum, su cui germogliano prima il romanticismo della chitarra e poi la concitazione del sax alto; Headbanging mostra subito sonorità profonde e una cadenza pesante, che introducono l'improvvisazione via via più nervosa e sfrenata di Caliumi, tallonato con efficacia da Benizio e dal basso di Andrea Esperti. Con le dovute proporzioni e trasposizioni, sono tre episodi che ben si addicono all'agitazione sconnessa a cui si accennava all'inizio.

Ma il disco si muove anche in altre direzioni, mantenendosi in bilico tra parti strutturate e parti libere. Ci sono brani in cui prevalgono la scrittura e il solco di schemi più riconoscibili, come nella rarefatta ballata Little Monkey, guidata dalla chitarra, o nell'accoppiata Punch-Raindrops, due tracce che si sviluppano secondo sequenze solistiche tradizionali, in un ambito post-bop. Lo spettro delle soluzioni stilistiche si allarga poi grazie all'utilizzo della voce (Ada Flocco), che si affianca al quartetto come uno strumento aggiunto nella forma del vocalizzo, portando un tocco di mistica rarefazione (Balai) e catalizzando intorno a sé l'ispirazione creativa di tutti gli altri musicisti (In The Middle Of A Pathway). Headbanging mostra quindi, all'interno di un'estensione temporale abbastanza limitata (siamo sotto i 40 minuti), una varietà musicale ben superiore alle aspettative e una ricchezza che forse avrebbe meritato una focalizzazione e un approfondimento maggiori. In chiave futura, queste variegate potenzialità sono ovviamente un pregio, un bagaglio a cui attingere volta per volta.

 

Track List

  • Bloomhouse
  • Sentimento
  • Headbanging
  • Balai
  • Punch
  • Little Monkey
  • Raindrops
  • In The Middle Of A Pathway