Riccardo Morandini Radice senza fine
2025 - New Model Label
Un disco che fa della sperimentazione un mantra, in cui più generi si uniscono e costituiscono un panorama sonoro che dà vita a Radice senza fine, nuovo lavoro di Riccardo Morandini, che richiama il vivere naturale dell’essere umano, come dimostrato dal brano d’apertura, Foreste madri: un inno dionisiaco alla natura primordiale, su sonorità progressive rock e post-rock. Il vivere dell’essere umano viene scandagliato in Come zattere, in cui si parla di equilibrio e della sua ricerca, un equilibrio che si muove sull’orlo del precipizio e scivola nella pazzia: la passeggiata de L’eremo è leggera, ma quasi indifferente agli eventi. Il sound vede unirsi il progressive rock con la musica d’autore, si sentono i field recordings di un ambiente esterno durante una passeggiata, e la canzone si chiude poi con gli archi.
Il genere muta in Cercare la vertigine: la preponderanza ritmica di chitarre e percussioni porta ad accenni di world music, e la ricerca della vertigine significa lasciare la propria comfort zone e andare oltre. La world music resta nelle sonorità di Cupe faglie; il post-rock si unisce a un sound orientaleggiante e desertico, simbolo di quelle faglie sanguinose e cupe che dividono Oriente e Occidente. Diverso è il panorama sonoro di In orbita: un lied ermetico, con archi preponderanti che creano uno scenario immaginifico, che racconta di un viaggio alla ricerca del proprio cielo tra sideralità e introspezione.
Cadono le statue è una critica al potere contemporaneo, in cui ogni ordine è destinato alla polvere e la violenza scaturita dal padrone del mondo terminerà. Il brano si dipinge di rimandi ad afro, un incedere shuffle, un reel irlandese, calimbe poliritmiche e voci lisergiche. Uno scenario musicale che guida l’ascoltatore al blues psichedelico, ipnotico ed erotico di Endimione: il racconto di una notte d’amore e di passione per le anime coinvolte, una preghiera psichedelica al fuoco che arde, come viene descritto dalla solennità delle voci nel coro in chiusura del brano. Il fuoco resta come elemento nell’ultima canzone dell’opera, Fiamme e fiori: le note seguono il percorso del Sole in un paesaggio simbolico misterioso, in un tramonto in cui ci si scioglie nelle proprie emozioni. Si uniscono insieme sonorità provenienti da grunge, rock psichedelico, shoegaze e un violoncello che anticipa la chiusura con gli archi, che lascia la traccia e il ricordo del viaggio compiuto.
Radice senza fine è un viaggio psichedelico tra cieli, panorami naturalistici e immaginari, che rompe i confini geografici e mentali e dà vita a un villaggio sonoro ed emozionale unico. Morandini sperimenta con coraggio e visione, dando alla propria opera un tocco di sacralità che costruisce con delicatezza il rapporto tra l’essere umano e la natura nella contemporaneità, sintesi di un viaggio iniziatico che invita a perdersi e poi a ritrovarsi nelle proprie emozioni.
Il genere muta in Cercare la vertigine: la preponderanza ritmica di chitarre e percussioni porta ad accenni di world music, e la ricerca della vertigine significa lasciare la propria comfort zone e andare oltre. La world music resta nelle sonorità di Cupe faglie; il post-rock si unisce a un sound orientaleggiante e desertico, simbolo di quelle faglie sanguinose e cupe che dividono Oriente e Occidente. Diverso è il panorama sonoro di In orbita: un lied ermetico, con archi preponderanti che creano uno scenario immaginifico, che racconta di un viaggio alla ricerca del proprio cielo tra sideralità e introspezione.
Cadono le statue è una critica al potere contemporaneo, in cui ogni ordine è destinato alla polvere e la violenza scaturita dal padrone del mondo terminerà. Il brano si dipinge di rimandi ad afro, un incedere shuffle, un reel irlandese, calimbe poliritmiche e voci lisergiche. Uno scenario musicale che guida l’ascoltatore al blues psichedelico, ipnotico ed erotico di Endimione: il racconto di una notte d’amore e di passione per le anime coinvolte, una preghiera psichedelica al fuoco che arde, come viene descritto dalla solennità delle voci nel coro in chiusura del brano. Il fuoco resta come elemento nell’ultima canzone dell’opera, Fiamme e fiori: le note seguono il percorso del Sole in un paesaggio simbolico misterioso, in un tramonto in cui ci si scioglie nelle proprie emozioni. Si uniscono insieme sonorità provenienti da grunge, rock psichedelico, shoegaze e un violoncello che anticipa la chiusura con gli archi, che lascia la traccia e il ricordo del viaggio compiuto.
Radice senza fine è un viaggio psichedelico tra cieli, panorami naturalistici e immaginari, che rompe i confini geografici e mentali e dà vita a un villaggio sonoro ed emozionale unico. Morandini sperimenta con coraggio e visione, dando alla propria opera un tocco di sacralità che costruisce con delicatezza il rapporto tra l’essere umano e la natura nella contemporaneità, sintesi di un viaggio iniziatico che invita a perdersi e poi a ritrovarsi nelle proprie emozioni.
