Vocazioni<small></small>
World • Folk • Elettronica

Ra di Spina Vocazioni

2025 - Agualoca Records

09/06/2025 di Davide Bonamici

#Ra di Spina#World#Folk

Voci e suoni che varcano le linee temporali, che fondono la tradizione con la contemporaneità e costruiscono nuovi panorami ad antiche narrazioni. Nasce così Vocazioni di Ra di Spina, il progetto musicale guidato da Laura Cuomo e che vede la partecipazione all’album di Alexandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra e produzione) e Francesco Paolo Manna (percussioni).

Il disco vuole essere un’opera di resistenza culturale e al contempo d’innovazione, come si può notare dalla prima canzone Madonni quant’è jirti stu palazzo: un brano popolare di Ferrandina legato al Carnevale, che i cantori intonavano oscillando sull’altalena e l’oscillazione stessa è un simbolo di incontro tra sensazioni opposte (nel caso la ricerca dell’ascesa spirituale e del piacere sessuale). Il sound, molto ritmato, miscela folk e world music, come fa anche la seconda canzone, Sant’Anna: il brano ha accenni di musica elettronica ed è un canto tradizionale campano dedicato alla madre di Maria, vista come una dea della fertilità e invocata proprio per richiamare alla femminilità e alla maternità. 

Il brano, tramandato da Biagio De Prisco, fa da collante con un’altra canzone tramandata da un’importante cantora proveniente dalla Sicilia (Rosa Balistreri), Ciuriddi di lu chianu: testo e musica hanno origine da un canto per bambini francese e richiamano l'arrivo dell’autunno; l’atmosfera è solenne per via della potenza sonora, data dai vocalizzi che fanno da sfondo. Gli stessi vocalizzi sono preponderanti in Matajola, un canto della tradizione orale calabrese, dove inscenano il suono delle chitarre dei cantori di Longobucco (Cosenza) e sono accompagnati dal battito delle mani a metà canzone e dalle percussioni nel finale. 

Da un padre che litiga con la figlia, si passa alla serenata d’amore alla figlia di un marinaio e alla difficoltà di dirle addio: Procidana, resa immortale da Concetta Barra, ha sfumature world music ed elettroniche, impreziosite dai vocalizzi. Le voci corali, accompagnate dalle percussioni in sottofondo che riportano al battito del cuore, sono preponderanti in Ninna nanna di Carpino: il brano è una dolce ninna nanna diffusa dal cantore foggiano Antonio Piccininno ed è un invito al sonno rivolto ai bambini. L’atmosfera diventa giocosa, invece, nel brano successivo, Nananà Tarantella: una melodia avellinese che ha insito il nonsense nel testo, usato per dare vita ad allegre danze carnevalesche e a cui si seguono nella reinterpretazione dei suoni molto decisi che intrecciano folk e world music. 

Diverse sono le sonorità di Matarrese grottesca, che trova nei vocalizzi delle melodie ritmate, che rimandano a world music ed elettronica, il punto di forza dello sfondo sonoro di questo canto di questua della Lucania. Un sound simile, con punte di folk, si ritrova in Surfarara: un canto dedicato alla donna amata dai minatori delle miniere di zolfo siciliane. Il disco si chiude restando in Sicilia, vicino a Marsala, con Canto dei salinai: un canto che serviva a scandire e a far mantenere il ritmo durante il lavoro collettivo nelle saline, il sound unisce vocalizzi molto rapidi a percussioni che rimandano a world music ed elettronica.

Vocazioni è un viaggio tra le tradizioni del Sud Italia, che si prefigge lo scopo di salvaguardarle e innovarle, donando a loro nuove interpretazioni e nuova vita. Ra di Spina mantiene vive queste secolari identità e le loro rispettive essenze, fondendole con la contemporaneità e, così facendo, permettendo loro di rimanere nel presente e di essere tramandate di generazione in generazione.

Track List

  • Madonni quant`è jirti stu palazzo
  • Sant`Anna
  • Ciuriddi di lu chianu
  • Matajola
  • Procidana
  • Ninna nanna di Carpino
  • Nanana` Tarantella
  • Matarrese grottesca
  • Surfarara
  • Canti dei salinai