Around The World<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz

Oscar Peterson Around The World

2025 - (Mack Avenue/Two Lions Records

03/01/2026 di Franco Bergoglio

#Oscar Peterson#Jazz Blues Black#Jazz

Nato a Montréal nel 1925, questo 2025 appena trascorso sarebbe stato il centenario della nascita di Oscar Peterson. Eppure questa ricorrenza mi sembra sia passata senza produrre ricordi o musiche rilevanti in onore del grande (in tutti i sensi) pianista canadese, celebre per la sua velocità sulla tastiera e il senso dello swing poderoso, in particolare su tempi a rotta di collo. Azzardo una spiegazione per questa dimenticanza. Il suo jazz è mainstream in purezza senza tempo, una musica che oggi viene data per scontata, messa in secondo piano rispetto a linee evolutive che hanno portato il jazz altrove. Peterson poi ha suonato tanto e inciso come pochi altri: esistono ben cinquecento registrazioni a suo nome e se la qualità del suo lavoro è alta non altrettanto si può sempre dire della scelta dei materiali o dell’originalità nell’affrontarli. Stella fissa del Jazz at the Philharmonic di Norman Granz, questo tipo di jazz era tanto famoso quando conquistava il mondo negli anni Cinquanta/Sessanta – e Peterson prestava le proprie arti a Ella Fitzgerald, Roy Eldridge, Clark Terry, Lester Young, Lionel Hampton - quanto poi archiviato come démodé.

Eppure vogliamo mettere la pura gioia scatenata da una cascata di note di Peterson mentre la sezione ritmica gira a mille? Certo il jazz tutto foot tapping con soul (battere il piede mentre si esclama yeah!) non è più di moda e il buon Peterson
rimane in ombra. Quindi vale la pena di accendere i riflettori su questo disco che festeggia il suo centenario. Around The World raccoglie sette performance inedite dal vivo che coprono un arco temporale tra il 1969 e il 1981, anni nei quali il musicista è ancora al massimo delle possibilità tecniche. La sua celebre versatilità emerge anche dai diversi contesti: un medley in solo di A Child Is Born e Here’s That Rainy Day chiude il tema ballad, Reunion Blues, sempre in solitaria, esplora il lato gioioso del blues, facendo fiorire un boogie supersonico che cresce di intensità e poi rallenta sul finale fino a spegnersi delicatamente tra gli applausi. In duo con Joe Pass affronta deliziosamente uno standard come Stella By Starlight e ovviamente il formato trio è quello più incandescente del disco con Sam Jones e Bobby Durham su una sua composizione originale, L’impossible, e con una rara collaborazione con Michel Donato (contrabbasso) e Louis Hayes (batteria) per un vecchio successo di Count Basie, Cute.

Track List

  • The Lamp is Low
  • L&rsquo;impossible
  • Reunion Blues
  • Place St. Henri
  • Stella By Starlight
  • A Child is Born/Here&rsquo;s that Rainy Day
  • Cute