Cinque. La luna e le spine<small></small>
Italiana − Alternative − Songwriting, folk

Marta Sui Tubi

Cinque. La luna e le spine

2013 - Bmg Rights Management
24/05/2013 - di
Superati i convenevoli sulla loro partecipazione al Festival di Sanremo, e nonostante non abbiano vinto il premio della critica, andato a dei mostri sacri come Elio e le Storie Tese, i Marta Sui Tubi scendono dal palco dell’Ariston con la vittoria morale di aver mostrato a quel tipo di pubblico un versione alternativa del fare canzoni.

Pop geniale e controcorrente sono le basi su cui poggia, anche, il loro quinto disco, Cinque, la luna e le spine. Un lavoro più ambizioso e sperimentale, ultimo tassello di una sorprendente attività musicale che dimostra la tendenza della band ad esplorare sentieri musicali sinora mai contemplati. 

Ad ispirare il titolo del disco il numero più ricorrente nella storia della band (cinque): quinto disco, quinto anno di stabilita a cinque elementi. 

Tornando al Festival, secondo la nuova formula, due le canzoni presentate al pubblico inesperto dell’Ariston, che nelle sue labili competenze musicali ha scelto di mandare avanti il brano Vorrei, canzone più melodica rispetto all’altro brano Dispari, più quotato e apprezzato dagli estimatori classici della band, in quanto incarna maggiormente lo spirito dei Marta Sui Tubi. D’altra parte, entrambi i brani, anche se diversi tra loro, racchiudono un po’ tutta l’essenza del disco e della poetica della band. 

Una poetica eccezionale come sempre, ma che si lascia alle spalle la forte tendenza critica del disco precedente (Carne dagli occhi), manifestando tematiche sul senso di colpa e sul desiderio di superarlo, sempre con quel pizzico di ironia alla quale ci hanno abituati. Ironia rivestita con un’eleganza musicale degna di nota, condita di elettronica e psichedelia, che si contagia anche di musica classica e blues.

Apre le danze del disco Il primo volo, deliziosa composizione risaltata magicamente dalla voce di Gulino, lodevole punto di forza della band siciliana con base a Milano.
Il singolo sanremese Dispari, cambia registro esaltando l’esclusivo gioco delle parti, tipico dei MST, tra voce e chitarra. A seguire, I nostri segreti e Vorrei (altro singolo sanremese) ritornano a cavalcare l’onda più melodica del disco che s’infrange qualche brano dopo, esaltata alla massima potenza, nella ballata La ladra, canzone intima ed elegante.

Scorrendo il disco, passo dopo passo, prende forma lo stile della band che si mostra, in tutto il suo chiarore, attraverso le ritmiche di canzoni come Il collezionista di vizi, Grandine, Maledettamente bene e Tre, quest’ultima piacevole ballata blues.
Vagabond home è la novità assoluta: per la prima volta Gulino si cimenta con il cantato in inglese, un esperimento mai effettuato prima, ma che ottiene un ottimo e insolito risultato. Polvere sui maiali, invece, con il suo cantato stile crooner chiude un disco che ti conquista ascolto dopo ascolto.

Sicuramente, Cinque, la luna e le spine farà storcere il naso a molti ammiratori dei Marta Sui Tubi, avendo perso un po’ l’essenza che aveva caratterizzato i dischi precedenti, una perdita dovuta soprattutto alle nuove vie sperimentali intraprese, ma che, in fin dei conti, non guastano mai.

Track List

  • Il primo volo
  • Dispari
  • I nostri segreti
  • Vorrei
  • Vagabond home
  • Il collezionista di vizi
  • Tre
  • La ladra
  • Maledettamente bene
  • Grandine
  • Polvere sui maiali

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