Luca `O Zulù Persico con Caterina Bianco Violenti
2026 - La Tempesta Dischi
#Luca `O Zulù Persico con Caterina Bianco#Italiana#Alternative #urban #teatro canzone #spoken word #Rap #musica elettronica
La scrittura di Luca ‘O Zulù Persico la conosciamo bene: è alimentata dal coraggio dell'artista libero con la consapevolezza delle parole che usa, e la sua lingua napolurbaniana è strumento di lotta e presa di posizione. Il 9 gennaio è stato rilasciato un disco nuovo -Violenti - che in realtà è un altro step nella sua sfaccettata carriera, questa volta infatti Luca si misura con il concetto di teatro-canzone…se il Signor G ascoltasse questo disco ne sarebbe “assaje cundend”!
Violenti ha il suo humus in un progetto teatrale figlio della pubblicazione su carta dell’autobiografia di Luca Persico, Vocazione Rivoluzionaria – L’autobiografia mai autorizzata (Edizioni Il Castello, 2024), salvo poi trasformarsi in quest’Opera Urban in tre Atti con tanto di Prologo, in cui il Nostro si lascia andare a un monologo interiore ove riflette su coscienza e incoscienza, sul peso delle parole: “sto cercando di trovare le parole, sto imparando ad avvertire nelle pause la Violenza…”
Ecco perché non troverete canzoni nel senso stretto del termine: con questa formula l’ascoltatore non ha scuse per distrarsi dal peso delle parole, dalle invettive lanciate, dalle domande proposte e le risposte non trovate. È una poetica disillusa, un’analisi del potere focalizzata dal punto di vista dell’outsider, come sempre e forse più che mai…ascoltare per credere l’Atto I, Scena I: il testo è una citazione dei Posse, ripetuta, per chiedere al Presidente (di turno) chi sia il vero strano da tener sotto controllo, chi osa andare controcorrente, o chi indossa un’uniforme e abusa della posizione, o chi, ben vestito e con la valigetta, è pronto ad approfittare della povera gente.
Sì, è un disco sociale…ma è pure un disco complesso, un disco di formazione in cui Luca racconta le tre fasi della sua vita dalle origini coi 99 Posse, alla consapevolezza sempre barricadera ma più serena di Essere Umano, di essere "lo stronzo più tenace della scena", "strano e straniero".
Ad arricchire questo progetto ci sono le sonorizzazioni minimal ma molto efficaci di Caterina Bianco, che sposa perfettamente la sua attitudine musicale alla disobbedienza civile dei testi di Zulù: il risultato è un ottimo sound con gradazioni di tensione che si alternano continuamente.
Consiglio l’ascolto, ripetuta-ripetuta-ripetutamente!
Violenti ha il suo humus in un progetto teatrale figlio della pubblicazione su carta dell’autobiografia di Luca Persico, Vocazione Rivoluzionaria – L’autobiografia mai autorizzata (Edizioni Il Castello, 2024), salvo poi trasformarsi in quest’Opera Urban in tre Atti con tanto di Prologo, in cui il Nostro si lascia andare a un monologo interiore ove riflette su coscienza e incoscienza, sul peso delle parole: “sto cercando di trovare le parole, sto imparando ad avvertire nelle pause la Violenza…”
Ecco perché non troverete canzoni nel senso stretto del termine: con questa formula l’ascoltatore non ha scuse per distrarsi dal peso delle parole, dalle invettive lanciate, dalle domande proposte e le risposte non trovate. È una poetica disillusa, un’analisi del potere focalizzata dal punto di vista dell’outsider, come sempre e forse più che mai…ascoltare per credere l’Atto I, Scena I: il testo è una citazione dei Posse, ripetuta, per chiedere al Presidente (di turno) chi sia il vero strano da tener sotto controllo, chi osa andare controcorrente, o chi indossa un’uniforme e abusa della posizione, o chi, ben vestito e con la valigetta, è pronto ad approfittare della povera gente.
Sì, è un disco sociale…ma è pure un disco complesso, un disco di formazione in cui Luca racconta le tre fasi della sua vita dalle origini coi 99 Posse, alla consapevolezza sempre barricadera ma più serena di Essere Umano, di essere "lo stronzo più tenace della scena", "strano e straniero".
Ad arricchire questo progetto ci sono le sonorizzazioni minimal ma molto efficaci di Caterina Bianco, che sposa perfettamente la sua attitudine musicale alla disobbedienza civile dei testi di Zulù: il risultato è un ottimo sound con gradazioni di tensione che si alternano continuamente.
Consiglio l’ascolto, ripetuta-ripetuta-ripetutamente!