Kevin and The Blues Groovers Something Old Something New Something Borrowed Blues
2022 - Basin Street Records
Il titolo del disco è già di per sé una palese indicazione di quello che si andrà ad ascoltare. Chi lo ha realizzato è un giovane cantante pianista di soli ventitré anni, si chiama Kevin Gullage. Nella foto di copertina è il più alto di quelli appoggiati alla macchina, gli altri sono i musicisti della band, The Blues Groovers. Tutti vestiti uguali come da tradizione di una città dove, fra orchestrali di formazioni più o meno ampie di swing e di street band, vige la “divisa di ordinanza” anche per una questione scenografica. Qual è la città ?
New Orleans naturalmente!

E’ da là dunque che proviene il giovane Kevin, cresciuto in mezzo a quella varietà di artisti, troppi da citare, ma a differenza della quasi totalità di loro, ha voluto studiare piano dapprima al New Orleans Center for Creative Arts The Louis Armstrong Jazz Camp e dopo alla Loyola University. Gli studi e la sua predisposizione gli hanno aperto da subito la scena musicale fra inviti e apprezzamenti. Dal 2019 ha avviato Kevin & The Blues Groovers, subito segnata come resident band al B.B.King Blues Club di N.O, un ep, Blues In The City, un Grammy e la partecipazione ad una delle trasmissioni americane più seguite, American Idol. Questo disco è un po’ come l’investitura ufficiale nella scena blues e r&b e lo ha fatto chiamando anche una schiera di ospiti impiegati con svariati strumenti. Il canto e l’interpretazione di Kevin tradiscono la sua età per tonalità adulte e una spiccata personalità, ci pensano poi i suoi sodali, musicisti in là con l’età a combinare tutto il resto.
Tornando al titolo, “qualcosa di vecchio” si può ipotizzare a degli standard, esempio: Shakey Ground, già conosciuta per una bella versione di Delbert McClinton e qui rivestita di un blues con lui al piano e hammond, una chitarra elettrica e una cospicua sezione fiati; due pezzi dal repertorio di Little Milton, Grits Ain’t Groceries che si muove più verso una forma r&b, mentre The Blues Is Alright con un centrale assolo di piano di Kevin, è un classicone blues di quelli che dal vivo sono l’ideale per fare eccitare il pubblico facendolo cantare e ballare; e una lunga versione di un altro celebre standard, lo slow Ain’t Nobody’s Business If I Do, anche qui Kevin senza mai essere auto celebrativo mette in mostra il bel tocco del suo piano. Per “qualcosa di nuovo” potremmo riferirlo a tre suoi pezzi autografi, dei quali segnaliamo le due soul ballad, Movin’ On con Ronnie Baker Brooks alla chitarra, So Called Friends Of Mine, e il buon blues My Baby Gave Me The Blues con Norman Sylvester alla chitarra.
Infine “qualcosa preso in prestito” si potrebbe ipotizzare, Valerie, uno dei successi di Amy Winehouse, a cui Kevin & The Blues Groovers, sempre con al seguito il fondamentale apporto della sezione fiati, hanno dato ulteriore smalto con un mid tempo molto black. Una bella versione a complemento di un disco che auguriamo sia di buon auspicio per il proseguo di questo volenteroso ragazzo di New Orleans.
New Orleans naturalmente!

E’ da là dunque che proviene il giovane Kevin, cresciuto in mezzo a quella varietà di artisti, troppi da citare, ma a differenza della quasi totalità di loro, ha voluto studiare piano dapprima al New Orleans Center for Creative Arts The Louis Armstrong Jazz Camp e dopo alla Loyola University. Gli studi e la sua predisposizione gli hanno aperto da subito la scena musicale fra inviti e apprezzamenti. Dal 2019 ha avviato Kevin & The Blues Groovers, subito segnata come resident band al B.B.King Blues Club di N.O, un ep, Blues In The City, un Grammy e la partecipazione ad una delle trasmissioni americane più seguite, American Idol. Questo disco è un po’ come l’investitura ufficiale nella scena blues e r&b e lo ha fatto chiamando anche una schiera di ospiti impiegati con svariati strumenti. Il canto e l’interpretazione di Kevin tradiscono la sua età per tonalità adulte e una spiccata personalità, ci pensano poi i suoi sodali, musicisti in là con l’età a combinare tutto il resto.
Tornando al titolo, “qualcosa di vecchio” si può ipotizzare a degli standard, esempio: Shakey Ground, già conosciuta per una bella versione di Delbert McClinton e qui rivestita di un blues con lui al piano e hammond, una chitarra elettrica e una cospicua sezione fiati; due pezzi dal repertorio di Little Milton, Grits Ain’t Groceries che si muove più verso una forma r&b, mentre The Blues Is Alright con un centrale assolo di piano di Kevin, è un classicone blues di quelli che dal vivo sono l’ideale per fare eccitare il pubblico facendolo cantare e ballare; e una lunga versione di un altro celebre standard, lo slow Ain’t Nobody’s Business If I Do, anche qui Kevin senza mai essere auto celebrativo mette in mostra il bel tocco del suo piano. Per “qualcosa di nuovo” potremmo riferirlo a tre suoi pezzi autografi, dei quali segnaliamo le due soul ballad, Movin’ On con Ronnie Baker Brooks alla chitarra, So Called Friends Of Mine, e il buon blues My Baby Gave Me The Blues con Norman Sylvester alla chitarra.
Infine “qualcosa preso in prestito” si potrebbe ipotizzare, Valerie, uno dei successi di Amy Winehouse, a cui Kevin & The Blues Groovers, sempre con al seguito il fondamentale apporto della sezione fiati, hanno dato ulteriore smalto con un mid tempo molto black. Una bella versione a complemento di un disco che auguriamo sia di buon auspicio per il proseguo di questo volenteroso ragazzo di New Orleans.