Juri Deidda SecondoMe`
2026 - Claire de Lune
Juri Deidda (classe 1973) a 17 anni impara a suonicchiare la chitarra per cantare Fabrizio De Andrè, poi la vita lo porta in altre avventure e l’accostamento al jazz; inizia le prime esperienze musicali con il sax contralto nel 1996, frequentando i corsi della band musicale di Cagliari diretta da Ottavio Sitzia e sotto la guida del clarinettista Pasquale Iriu per la tecnica dello strumento. Del 1997 le prime esperienze con band di Rhythm & Blues che lo portano ad abbandonare il sax contralto per affezionarsi definitivamente alla timbrica più calda e vellutata del sax tenore. Negli anni successivi si laurea al conservatorio di musica Giovanni Pierluigi Da Palestrina in Sassofono Jazz (2019) a Cagliari e nel frattempo ha studiato e studia con i maestri Stefano D’Anna (sassofonista tenore e soprano, compositore, palermitano), Tino Tracanna (jazzista, sassofonista di Livorno), Maurizio Giammarco (sassofonista, compositore, arrangiatore jazz originario di Pavia), Achille Succi (nato a Lodena, esperto al clarinetto basso e al sassofono alto), Emanuele Cisi (sassofonista già negli Area II a metà ’80 con il solo Giulio Capozzi batterista degli originali Area ) e Dario Cecchini (nel 1998 nella marching band Funk Off e collaboratore di artisti come Jovanotti, Eros Ramazzotti e Lucio Dalla).
In seguito, Deidda incide con il compositore, cantante e musicista Marcello Liverani il singolo Forward- Reprise nel 2023 e finalmente nel 2025 pubblica il suo primo disco da leader intitolato SecondoMé, in cui si accosta al repertorio di De André con il suo sassofono, togliendo la voce e il testo di Faber. Un lavoro per raccontare, senza parole, l’anima e le visioni dell’artista ligure. L’obiettivo non era un tributo didascalico, bensì una volontà di cercare di tradurre la forza poetica di De André attraverso le suggestioni della musica strumentale per mezzo di linguaggi propri di Juri Deidda, ovvero il jazz, l’improvvisazione radicale,
il “progressive” e il pop.
L’ispirazione di quest’album gli viene affacciandosi alla finestra dello studio di Faber a L’Agnata a Tempio Pausania in piena Gallura, quella stessa finestra che, reinterpretata nella copertina del vinile, funge da portale verso il dialogo interiore che Deidda ha voluto creare, affiancato da tre musicisti di grande esperienza: Paolo Assiero Brà (contrabbasso,
basso elettrico, elettronica), Mauro Martino Pes (pianoforte, sintetizzatori e fisarmonica elettronica) e Alessandro Garau (batteria e percussioni).
Il progetto è però arricchito dalla presenza di ospiti illustri soprattutto nelle tre suite in streaming con alcuni camei musicali a cura di Rossella Faa (voce nella Suite delle Donne), Michela Calabrese (flauto), Gino Marielli (chitarrista e autore dei Tazenda, qui presente nella suite Dell’Alfa e Dell’Omega), Mauro Palmas (liuto cantabile nella Suite dell’Acqua) e Giorgio
Murtas (chitarra). L’album, così come è stato concepito, non è una raccolta di brani in medley, ma un’architettura in “cinque splendide suite tematiche” ognuna delle quali ha un suo carattere singolo e proprio. Questo lavoro ha però una doppia dimensione: una fisica e un’altra in streaming.
Sul vinile ci sono soltanto due suite, sulla Facciata A: La Suite della Gente Speciale e sulla Facciata B decisamente progressive La Suite dell’Alfa e dell’Omega. Le due dimensioni si integrano ma non si sostituiscono un’altra con l’altra.
La Gente Speciale - ovvero la “Suite della Gente Comune”, ripercorre le tappe di tre canzoni assai note: Via Del Campo, Nancy e Una Storia Sbagliata.
Per Via del Campo, ha strutturato il brano in varie versioni con il De André prima maniera (1967); ha quindi creato un brano con ben quattro cambi di tonalità a seconda delle differenti incisioni del pezzo originale. Sulla Side B ecco in chiave jazz progressive La Suite dell’Alfa e dell’Omega, detta anche La Fede o La Suite del cielo in cui Juri Deidda si cimenta con grande maestrìa e bravura nel trittico Il Sogno di Maria, Deus Te Salvet Maria e Il Testamento di Tito. Il sogno di Maria in apertura è il sogno dell’Immacolata Concezione, Deus Te Salvet Maria è l’Ave Maria in sardo mentre Il testamento di Tito, l’attimo della crocefissione.
SecondoMé è una sorta di opera omnia nel senso che non si è limitato a ripescare De André bensì, pur tenendo la melodia uguale dell’originale, ci ha elaborato e rielaborato in maniera intelligente e dal risultato assai musicale, sonoro e armonioso. Il sax è spettacolare, in chiave jazz e i musicisti che lo accompagnano arricchiscono il suono dar rendere il progetto decisamente riuscito.
Le altre tre suites si trovano soltanto sul web in streaming sulle principali piattaforme digitali. “La Suite della Libertà”, con Se ti tagliassero a pezzetti, e Il suonatore Jones; la “Suite dell’Acqua” un ricordo sonoro del mare che comprende Sinàn Capudàn Pascià del 1984 dall’album Creuza de mä, e la “Suite Delle Donne”, (unica suite cantata con la voce di Rosella Faa), è un ritratto sensibile dell’universo femminile in una metafora di colori cangianti e brani assai celebri come: La canzone di Marinella, Rimini, Bocca Di Rosa e Volta La Carta.
Deidda ha scelto il vinile creando un progetto e un prodotto di alta fedeltà, poco più di dodici minuti sulla facciata A e oltre 18 minuti sulla Facciata B con un risultato meritorio di grande ascolto per qualità sonora ed eccelsa musicalità. Le suite sono suonate in maniera ineccepibile in un lavoro d’équipe tra lui e i suoi musicisti, in un percorso tra l’universo poetico del cantautore genovese e un sassofonista di spessore che ci sorprende e ci incanta con le sue armonie. De André in chiave jazz strumentale è davvero emozionante e il risultato è di un album ben riuscito, ben inciso, suonato egregiamente, assai gradevole e piacevole d’ascoltare. Un viaggio di grandi emozioni.
In seguito, Deidda incide con il compositore, cantante e musicista Marcello Liverani il singolo Forward- Reprise nel 2023 e finalmente nel 2025 pubblica il suo primo disco da leader intitolato SecondoMé, in cui si accosta al repertorio di De André con il suo sassofono, togliendo la voce e il testo di Faber. Un lavoro per raccontare, senza parole, l’anima e le visioni dell’artista ligure. L’obiettivo non era un tributo didascalico, bensì una volontà di cercare di tradurre la forza poetica di De André attraverso le suggestioni della musica strumentale per mezzo di linguaggi propri di Juri Deidda, ovvero il jazz, l’improvvisazione radicale,
il “progressive” e il pop.
L’ispirazione di quest’album gli viene affacciandosi alla finestra dello studio di Faber a L’Agnata a Tempio Pausania in piena Gallura, quella stessa finestra che, reinterpretata nella copertina del vinile, funge da portale verso il dialogo interiore che Deidda ha voluto creare, affiancato da tre musicisti di grande esperienza: Paolo Assiero Brà (contrabbasso,
basso elettrico, elettronica), Mauro Martino Pes (pianoforte, sintetizzatori e fisarmonica elettronica) e Alessandro Garau (batteria e percussioni).
Il progetto è però arricchito dalla presenza di ospiti illustri soprattutto nelle tre suite in streaming con alcuni camei musicali a cura di Rossella Faa (voce nella Suite delle Donne), Michela Calabrese (flauto), Gino Marielli (chitarrista e autore dei Tazenda, qui presente nella suite Dell’Alfa e Dell’Omega), Mauro Palmas (liuto cantabile nella Suite dell’Acqua) e Giorgio
Murtas (chitarra). L’album, così come è stato concepito, non è una raccolta di brani in medley, ma un’architettura in “cinque splendide suite tematiche” ognuna delle quali ha un suo carattere singolo e proprio. Questo lavoro ha però una doppia dimensione: una fisica e un’altra in streaming.
Sul vinile ci sono soltanto due suite, sulla Facciata A: La Suite della Gente Speciale e sulla Facciata B decisamente progressive La Suite dell’Alfa e dell’Omega. Le due dimensioni si integrano ma non si sostituiscono un’altra con l’altra.
La Gente Speciale - ovvero la “Suite della Gente Comune”, ripercorre le tappe di tre canzoni assai note: Via Del Campo, Nancy e Una Storia Sbagliata.
Per Via del Campo, ha strutturato il brano in varie versioni con il De André prima maniera (1967); ha quindi creato un brano con ben quattro cambi di tonalità a seconda delle differenti incisioni del pezzo originale. Sulla Side B ecco in chiave jazz progressive La Suite dell’Alfa e dell’Omega, detta anche La Fede o La Suite del cielo in cui Juri Deidda si cimenta con grande maestrìa e bravura nel trittico Il Sogno di Maria, Deus Te Salvet Maria e Il Testamento di Tito. Il sogno di Maria in apertura è il sogno dell’Immacolata Concezione, Deus Te Salvet Maria è l’Ave Maria in sardo mentre Il testamento di Tito, l’attimo della crocefissione.
SecondoMé è una sorta di opera omnia nel senso che non si è limitato a ripescare De André bensì, pur tenendo la melodia uguale dell’originale, ci ha elaborato e rielaborato in maniera intelligente e dal risultato assai musicale, sonoro e armonioso. Il sax è spettacolare, in chiave jazz e i musicisti che lo accompagnano arricchiscono il suono dar rendere il progetto decisamente riuscito.
Le altre tre suites si trovano soltanto sul web in streaming sulle principali piattaforme digitali. “La Suite della Libertà”, con Se ti tagliassero a pezzetti, e Il suonatore Jones; la “Suite dell’Acqua” un ricordo sonoro del mare che comprende Sinàn Capudàn Pascià del 1984 dall’album Creuza de mä, e la “Suite Delle Donne”, (unica suite cantata con la voce di Rosella Faa), è un ritratto sensibile dell’universo femminile in una metafora di colori cangianti e brani assai celebri come: La canzone di Marinella, Rimini, Bocca Di Rosa e Volta La Carta.
Deidda ha scelto il vinile creando un progetto e un prodotto di alta fedeltà, poco più di dodici minuti sulla facciata A e oltre 18 minuti sulla Facciata B con un risultato meritorio di grande ascolto per qualità sonora ed eccelsa musicalità. Le suite sono suonate in maniera ineccepibile in un lavoro d’équipe tra lui e i suoi musicisti, in un percorso tra l’universo poetico del cantautore genovese e un sassofonista di spessore che ci sorprende e ci incanta con le sue armonie. De André in chiave jazz strumentale è davvero emozionante e il risultato è di un album ben riuscito, ben inciso, suonato egregiamente, assai gradevole e piacevole d’ascoltare. Un viaggio di grandi emozioni.