The Tree Of Forgiveness<small></small>
Americana − Songwriting

John Prine

The Tree Of Forgiveness

2018 - Oh Boy Records
26/04/2018 - di
Raramente un Songwriter (la S maiuscola è doverosa) ha saputo scattare istantanee così efficaci nella storia della musica. John Prine questa dote l’ha palesata fin dallo stupefacente esordio risalente oramai a 47 anni fa. Era il 1971 quando l’Atlantic Records  pubblicò uno dei dischi fondamentali del cantautorato americano, quel John Prine, la cui immagine di copertina raccontava di un uomo seduto su un divano, in una stanza che sembrava essere spoglia, ma confortante nella presenza di una chitarra appoggiata al divano stesso. Quel disco avrebbe segnato indelebilmente un’epoca con le sue immagini di personaggi persi nelle droghe come in Illegal Smile (già il titolo lascia intravedere una storia intrigante), il racconto di Sam Stone un reduce del Vietnam che finirà rivisitato da decine di artisti a partire da Johnny Cash. Ma quel disco tanto prezioso aveva nei solchi una memorabile Angel From Montgomery, il cui soggetto è al femminile e ci narra le confessioni di una vecchia rodeo-girl.  La storia potrebbe essere banale ameno  che a scriverla e a cantarla fosse un uomo, John Prine appunto. Quello che apparve fuori dalla norma fu che fosse un uomo a scrivere una canzone dove le donne non erano lo sfizio ed il diletto di vecchi marpioni come da sana e robusta anedottica maschilista,  ensi fossero loro a vivere questa condizione di “oggetti sessuali”. Le versioni altrui si perdono nel tempo, ma quella di Bonnie Raitt rimane la più celebre. 

Quattro i dischi incisi con la label di Ahmet Ertegun, che non era molto interessato a quello che John stesse facendo. L’Atlantic aveva i Rolling Stones ed i Led Zeppelin. Quindi la decisione, pur pagando una penale, di rompere il contratto per passare alla Asylum Records. Tre dischi in te anni e poi l’inizio dell’avventura della Oh Boy Records, fondata da Prine stesso insieme ad Al Bunetta e dall’amico Dan Eistein. Da quel momento, siamo nel 1981, i dischi di John sono usciti con regolare cadenza, inserendo, di tanto in tanto, divagazioni come l’album di The Bis-Quits (qualcuno lo ricorda?), Donnie Fritts, Willie Nelson,  Conway Twitty, Merle Haggard, Kris Kristofferson, Todd Snider, e molti altri. Nel 2005 Prine incide l’ultimo albun con canzoni nuove scritte apposta per il disco. Fair & Square era un gran bell’album fin dall’iniziale Glory Of True Love. Poi sono rimasti solo i concerti, piuttosto rari, la malattia conro cui combattere duramente. Ma quando, come per magia, è apparsa la notizia che John sarebbe tornato con questo nuovo The Tree Of Forgiveness, l’attesa è tornata a manifestarsi in maniera evidente. Tredici anni. Cosa avrebbe mai potuto raccontarci Prine dopo tanto tempo? Le stesse cose che nel temo abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi racconti fatti di delusioni e disillusioni, maliconiche ballate fatte di suoni essenziali (No Frills diceva un vecchio album di Bette Midler), grazie ad una produzione nelle mani del producer numero uno negli States al momento, ovvero Dave Cobb

Ma è anche grazie a musicisti di notevole livello quali Jason Isbell, Dan Auerbach, Brandi Carlile, Amanda Shires, Pat McLaughlin, Keith Sykes e Roger Cook, che il disco ci consegna un’autore a livello della sua fama. E quando poi si ascoltano canzoni meravigliose come Summer’s End, intrisa di una nostalgia che tocca il cuore, nel raccontare di un amore che “finisce dietro una curva”, o come Egg & Daughter, Lincoln Nebraska 1957 (Crazy Bone) il cui titolo è già un capolavoro. Ma anche il resto lascia intendere che la classe, nonostante il tempo, non sia evaporata. Ed ecco quindi arrivare l’attacco di sapore ecologista di Lonesome Friends Of Science, come l’amara constatazione della vanità di alcuni compatrioti che emerge ascoltando i versi di Caravan Of Fools, il cui titolo esplicita perfettamente il senso della canzone. Non posso non citare la splendida Good Only Knows, scritta anni fa insieme a Phil Spector, dove giganteggia la slide guitar suonata da Jason Isbell di una bellezza cristallina.

Ma è tutto il disco ad avere l’afflato del grande album, consegnandoci un’autore che, a dispetto dei malanni e dell’età, continua ad avere la penna affilata, e la capacità di mantenere uno standard musicale e un livello di testi di primissimo ordine, collocandolo nell’Olimpo di musicisti che, per molti di noi, restano imprescindibili. Disco altamente consigliato.

 

Track List

  • Knockin` on Your Screen Door
  • I Have Met My Love Today
  • Egg & Daughter Nite, Lincoln Nebraska, 1967 (Crazy Bone)
  • Summer`s End
  • Caravan of Fools
  • Lonesome Friends of Science
  • No Ordinary Blue
  • Boundless Love
  • God Only Knows
  • When I Get to Heaven

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