Canto Conte<small></small>
Italiana • Canzone d`autore

Ilaria Pilar Patassini Canto Conte

2025 - Parco della Musica Records

02/04/2025 di Laura Bianchi

#Ilaria Pilar Patassini#Italiana#Canzone d`autore

Quanto è difficile cantare Paolo Conte, e suonarlo senza sembrare una tribute band della formidabile orchestra di Maestri di cui si circonda l'unico Avvocato che io possa riconoscere come tale? Chiediamolo a Ilaria Pilar Patassini, che ha voluto e realizzato un progetto lungo ben diciotto canzoni, tra le più famose del suo repertorio, e l'ha chiamato Canto Conte: "La produzione artistica di Paolo Conte è una summa di arti: canzone, poesia, letteratura, jazz, cinema, opera, arte visiva e un profumo coloniale e retrò, ma il tutto resta invariabilmente contemporaneo, non mi stanco mai di ascoltarlo. Erano anni che volevo realizzare questo progetto, volevo dare voce e corpo alla parte femminile di Conte, al suo lato più sensuale, erotico, giocoso e francese. Alla fine tra l'incoscienza e la saggezza ha vinto il desiderio".

Di sicuro il disco è un po' incosciente: prendere in mano le gemme preziose di un Maestro assoluto della scrittura e dell'arrangiamento è scalare un Eiger della musica, parete verticale, vertiginosa e scivolosa, il cui suono, indimenticabile e imprescindibile per comprendere il messaggio dei versi, è talmente radicato nella mente degli ascoltatori da risultare difficile da sradicare. Ed è impossibile rielaborare il suo timbro di voce, tra lo svagato, l'ironico e il sensuale, ritroso e appassionato insieme, così tipicamente maschile, direi quasi contiano, inimitabile, e trasformarlo in quello femminile. Una sfida in cui prevale il desiderio, però, non accetta questo metro di giudizio: è desiderio, appunto, e bisogna che l'ascoltatore ci faccia pace, e  la accetti per quello che è.

Il direttore d'orchestra e arrangiatore Angelo Valori, alla guida degli archi della Medit Orchestra, ha sovraccaricato di archi la partitura, aggiungendovi alcuni solisti: Manuel Trabucco al clarinetto e sassofono, Danilo Di Paolonicola alla fisarmonica e Alessandro d’Alessandro all'organetto. Un abito orchestrale, sinfonico, è molto lontano da quello dell'"orchestrina" (come Conte l'ha chiamata, con la consueta ironia, in una canzone irridente e affettuosa), che sa evocare le atmosfere fumose, swinganti, latine, notturne delle canzoni, intonandosi perfettamente, dopo decenni di convivenza, con lo spirito contiano. Così, l'essenzialità ritrosa e pudica di Una giornata al mare acquista un tappeto di archi quasi drammatico, mentre la storia d'amore di Messico e nuvole, dal tono rassegnato e dal piano imprescindibile, diventa una sorta di elegia sentimentale, in cui, come altrove, il piano sparisce, e la fanno da padroni, di nuovo, gli archi e il clarinetto. In questo modo, comunque, emergono due elementi che in Conte sono assenti: la vocalità cristallina e il timbro teatrale di Patassini, che reinterpreta le canzoni virandole a un punto di vista femminile, pur lasciando i testi al maschile, come da dichiarazione di intenti di cui sopra, con risultati a volte emozionanti, come in Madeleine o Come mi vuoi, che non a caso vede il piano protagonista, in dialogo con l'organetto.

Quindi, non ci si aspetti dall'ascolto delle diciotto canzoni un'interpretazione minimale, essenziale, ad esempio voce e piano, o voce e chitarra; qui siamo in un'altra dimensione, teatrale appunto, a tratti barocca, nel senso di sovraccarica di pathos; ma è proprio il risultato che desidera l'artista, e può essere una scoperta e una sorpresa, anche piacevoli, capire che un Maestro "dentro l'anima per sempre resterà", e si concederà alle anime altrui, lasciandosi fare quello che le anime desiderano. 

Track List

  • Alle prese con una verde milonga
  • Come di
  • Un vecchio errore
  • Gli impermeabili
  • Dancing
  • Dal Loggione
  • Madeleine
  • Architetture Lontane
  • Spassiunatamente
  • Una giornata al mare
  • Reveries
  • Messico e Nuvole
  • Snob
  • Elisir
  • Via con me
  • Come mi vuoi
  • Il Maestro

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