Il Reparto Psichiatrico Qualcosa più di niente
2017 -
#Il Reparto Psichiatrico#Italiana#Alternative #Il reparto psichiatrico #recensione #qualcosa più di niente
Il Reparto Psichiatrico sono un quartetto di Lucca, formatosi nel 2013 e con all'attivo l'EP La mia prima risata da matto del 2015. Nel 2017 vede la luce il loro primo lavoro sulla lunga distanza, Qualcosa più di niente.
Se i tre brani con cui si erano presentati al pubblico con il primo lavoro erano catalogabili all'interno del folk cantautoriale, in questi due anni la band ha preso tutt'altra direzione stilistica andando ad avvicinarsi a sonorità molto più dure e distorte, mantenendo però una forte connotazione cantautoriale per quel che riguarda le liriche.
Il Reparto Psichiatrico è quel luogo in cui si possono trovare personaggi strani e particolari, che solitamente vivono in mondo tutto loro. E in parte è così anche per la band toscana. Pur essendo sostanzialmente indipendenti in tutto e per tutto si distaccano totalmente dalla scena indie italiana, andando a creare un microcosmo personale fatto di filastrocche rock e citazioni a una parte di letteratura e cinematografia surreale e sognante, in qualche modo bambinesca.
La mia notte apre il disco e ci porta in un mondo fatto di citazioni, richiami, ispirazioni più o meno palesi a grandi autori, il tutto arrangiato in forma-canzone rapida e che pesca a piene mani dal rock alternativo. Possiamo ascoltare filastrocche distorte che prendono spunto da P.L. Travers e da Miyazaki ( Il funerale del clown, Laputa) o a pezzi più orientati al pop ispirati da Baum e Melville ( Oz, Moby Dick). Trova spazio anche quel viaggio lisergico che è stato Attraverso lo specchio di Carroll ( Humpty Dumpty). I testi fanno la parte del leone in questo Qualcosa più di niente ma il lato musicale non viene tralasciato, e pur non inventando nulla di nuovo, fa il suo dovere creando un tappeto dove possono accomodarsi le parole che accompagnano il viaggio tra sogno e follia della band.
Il Reparto Psichiatrico, con questo primo lavoro, risultano essere una gran bella scoperta nel mondo sommerso della musica italiana. Provano a mettere in scena una canzone d'autore di alta ispirazione adattata a sonorità più popolari e maggiormente fruibili. Il risultato è più che discreto, pur tra alti e bassi abbastanza classici in un disco d'esordio. La strada intrapresa sembra essere quella giusta, ora spetta alla band fare il decisivo passo in avanti con i prossimi lavori.
Se i tre brani con cui si erano presentati al pubblico con il primo lavoro erano catalogabili all'interno del folk cantautoriale, in questi due anni la band ha preso tutt'altra direzione stilistica andando ad avvicinarsi a sonorità molto più dure e distorte, mantenendo però una forte connotazione cantautoriale per quel che riguarda le liriche.
Il Reparto Psichiatrico è quel luogo in cui si possono trovare personaggi strani e particolari, che solitamente vivono in mondo tutto loro. E in parte è così anche per la band toscana. Pur essendo sostanzialmente indipendenti in tutto e per tutto si distaccano totalmente dalla scena indie italiana, andando a creare un microcosmo personale fatto di filastrocche rock e citazioni a una parte di letteratura e cinematografia surreale e sognante, in qualche modo bambinesca.
La mia notte apre il disco e ci porta in un mondo fatto di citazioni, richiami, ispirazioni più o meno palesi a grandi autori, il tutto arrangiato in forma-canzone rapida e che pesca a piene mani dal rock alternativo. Possiamo ascoltare filastrocche distorte che prendono spunto da P.L. Travers e da Miyazaki ( Il funerale del clown, Laputa) o a pezzi più orientati al pop ispirati da Baum e Melville ( Oz, Moby Dick). Trova spazio anche quel viaggio lisergico che è stato Attraverso lo specchio di Carroll ( Humpty Dumpty). I testi fanno la parte del leone in questo Qualcosa più di niente ma il lato musicale non viene tralasciato, e pur non inventando nulla di nuovo, fa il suo dovere creando un tappeto dove possono accomodarsi le parole che accompagnano il viaggio tra sogno e follia della band.
Il Reparto Psichiatrico, con questo primo lavoro, risultano essere una gran bella scoperta nel mondo sommerso della musica italiana. Provano a mettere in scena una canzone d'autore di alta ispirazione adattata a sonorità più popolari e maggiormente fruibili. Il risultato è più che discreto, pur tra alti e bassi abbastanza classici in un disco d'esordio. La strada intrapresa sembra essere quella giusta, ora spetta alla band fare il decisivo passo in avanti con i prossimi lavori.