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Italiana • Folk

Il Pan Del Diavolo Folkrockaboom

2014 - La Tempesta Dischi/ Master Music

25/08/2014 di Alfonso Fanizza

#Il Pan Del Diavolo#Italiana#Folk

Il nuovo disco del Pan del Diavolo era sicuramente una delle attese più invocate. Molte le voci che avvolgevano l’uscita del loro terzo disco: registrato insieme ad Antonio Gramentieri (Sacri Cuori), mix e mastering realizzati a Tucson, e mixato da una leggenda vivente della musica americana come Craig Schumacher, già al lavoro con Calexico, Giant Sand e Bob Dylan.

Meno veemente del precedente, lo straordinario Piombo, polvere e carbone, ma di certo non meno incisivo e bello, Folkrockaboom svela, anche in questo caso, le qualità intrinseche che il duo palermitano ha saputo costruire e mettere in mostra nel tempo.
Partendo dalla purezza emanata dalle loro due figure, rovesciano tutta l’istintività del momento nelle registrazioni in presa diretta, ottenendo, in parte, l’ottimo risultato che abbiamo tra le mani.
Dodici brani che racchiudono quelle emozioni autobiografiche e quelle visioni accumulate nel viaggio, nei loro lunghissimi e continui viaggi intrapresi anche per i concerti.

Alosi e Bartolo mettono da subito, nero su bianco, il genere che intendono proporre:  quel famigerato folkrockaboom tanto pronunciato nel titolo del disco e nella traccia di apertura. Lo gridano, liberando l’istinto che pervade i loro corpi, e che, di conseguenza, impregna tutto il resto del disco: affascinanti ballate dall’incredibile attitudine acustica delle quali basta poco per innamorarsene.
Infatti, nemmeno il tempo di lasciarci alle spalle la prima traccia, che ci pensa il secondo brano, Mediterraneo, ballata western tex-mex dal sapore decisamente cupo, a prenderti per mano e accompagnarti in questo suggestivo viaggio musicale, man mano che passano le canzoni.

Ed è proprio il viaggio, nelle sue vari sfaccettature, a catalizzare il disco, lo lasciano intendere i testi della maggior parte dei brani, ora trapelando attraverso la “valigia sempre pronta a partire” della title – track, il “non volere tornare a casa” di Io mi do o il “dallo specchio retrovisore leggo la tua bocca” ne I peggiori,  per citarne alcune.

Un disco basato su narrazioni scure e ombrose, raccontate attraverso versi fiduciosi, partenze e tematiche, a tratti, surreali, e che rendono il passare dei minuti un susseguirsi di emozionanti vibrazioni. Un disco perfetto, senza cali di tensione, dove la voce di Alosi contribuisce a rendere le canzoni magnetiche e d’impatto, nel gioco sonoro tra chitarre e gran cassa, e delle quali segnaliamo le ballate malinconiche e pessimistiche come la stupenda Vivere Fuggendo, e I peggiori, e i brani Aradia, unica testimonianza strumentale con Andrei Douglas Rothbard alle chitarre elettriche, e la traccia conclusiva, Il domani con il contributo prezioso degli amici Sacri Cuori.

Colpiscono nuovamente nel segno, e Folkrockaboom si prenota per essere uno dei migliori dischi di quest’anno solare 2014.

Track List

  • Folkrockaboom
  • Mediterraneo
  • Vivere fuggendo
  • Il meglio
  • Cattive idee
  • Io mi do
  • I peggiori
  • Un classico
  • Nessuna certezza
  • Mezzanotte
  • Aradia (feat. Andrew Douglas Rothbard)
  • Il domani (feat. Sacri Cuori)

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