La persona peggiore del mondo<small></small>
Italiana • Alternative

GIIN La persona peggiore del mondo

2026 - Giungla Dischi/Artist First

26/10/2026 di Enzo Restaino

#GIIN#Italiana#Alternative

Inizia con un messaggio vocale e una frase strumentale cantata La persona peggiore del mondo, il primo album di GIIN, uscito via Giungla Dischi/Artist First. 
La volontà di iniziare senza artifici con un suono vero di clacson e caos di strada, che contrasta con la ricerca di Nessuna fretta, canzone che avvia l’album, dimostra la visione chiara sin da subito cosa fare dell’urgenza musicale che sconquassa l’anima di Ginevra: tredici canzoni fluttuanti, sospese tra piano e forte, la regola aurea dei maestri R.E.M. e Nirvana, che hanno insegnato al mondo giovanile elettrificato, non massificato, a tirar fuori quella voce interiore che spesso ci tormenta ma a volte ci salva, mentre il mondo fuori continua a scegliere la parte peggiore di sé.

Dunque, La persona peggiore del mondo è un disco che parla di contraddizioni, della paura di sentirsi troppo apatici, o fingere di non esserlo perdendosi nelle distrazioni di una città, rimandando l’esame più duro, quello con se stessi…giudici spietati. 
In questo disco la costruzione sonora è solida, chiari i rimandi ai suoni del rock alternativo che negli anni Zero hanno creato un genere, con quella voglia di esplorare soluzioni musicali non convenzionali, non esponendosi al soldo del dio radio friendly. E allora è un bel sentire quando le chitarre girano forte su un brano manifesto di poetica e di arrangiamento, che è Sfortunatamente: “Scusami davvero non ho voglia di capire chi sono / Resto ancora appesa un altro giorno e poi non so se mi muovo / Mi annoiano le parole, cambiamo le parole…”. Oppure quando la sei corde di Giorgio Maria Condemi, deus ex machina nel discorso prettamente musicale, sembra uscire da un disco dei Babyshambles in Roma mi vuol bene, e GIIN canta del suo rapporto con la Capitale, un odi et amo a suon di schitarrate alla ricerca di uno spazio per sé e il proprio sogno in una città che ha esportato cultura da quand’è nata, ma che oggi di possibilità non ne offre più o con sempre maggior fatica: “Forse / Ti perdono / Per non avere spazio per me / per non avere mai avuto uno spazio per me…”

La seconda parte del disco spiazza: mentre pensi che il sound si sia incasellato, ecco che si sperimentano terreni new wave nella bellissima Come ti voglio, oppure si vira su frequenze alla Slowdive nella doppietta Botte e Guardami: ritmi sincopati, voce eterea, suoni fluidi su una coperta di note prodotte per l’anima e le sue complicazioni. 
Non è un caso se la title-track arriva quasi in fondo all’ascolto, proprio nel momento di massima tensione del viaggio introspettivo, e se la canzone è quasi interamente suonata da Ginevra in tutti gli strumenti, cosa che è segno di personalità, di verità, in un brano catartico che scorre via lasciando dietro di sé tracce di DNA.

E allora, GIIN, abbi dubbi…continua a credere nel potere della parola e nella sacralità della Musica, lo spazio per il tuo sogno è certamente ancora da costruire, ma La persona peggiore del mondo è il tuo primo solido mattone.

Track List

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  • Nessuna fretta (feat. Giorgio Maria Condemi)
  • Sfortunatamente
  • Roma mi vuoi bene
  • Il Navigante
  • Come ti voglio
  • Botte
  • Guardami
  • La persona peggiore del mondo
  • Strumentale
  • Scarafaggi
  • Ricordo
  • Si puo` anche morire [Happy DEMO]