Giancane Una vita al top
2015 - Snakes Studio / Goodfellas
Scrivere è un atto d'amore, nei confronti di qualcuno, di qualcosa, di una situazione, di una passione e di qualsiasi cosa vi possa venire in mente. Le undici tracce all'interno di questo album sono un atto d'amore nei confronti della nostra società e della premura di riuscire a dire la propria in un clima di piattume generale.
Una Vita al Top, uscito il 20 novembre 2015, è il titolo del primo album di Giancane, prende le mosse dall' Ep d'esordio Carne, 2013, tanto che ne ritroviamo,arricchite, le sei canzoni più cinque inediti.
Esordio sì, ma Giancarlo Barbati, non è nuovo nel panorama musicale. Dal 2010 è uno dei componenti del Muro del Canto, band folk rock e, nella scena musicale romana, è uno dei più presenti ed apprezzati cantautori, anche se lui non ama definirsi tale.
Giancane è uno dei tanti progetti musicali a cui lavora. Potremmo definirlo il più intimo, quello nel quale, a detta sua, fa una sorta di terapia psicologica. La missione è quella di esternare frustrazioni, paure e ansie nonché di assimilare tutto quello che lo circonda e di buttarlo fuori denunciando ciò che disprezza.Niente di rivoluzionario ma tutto molto dissacrante e spiattellato nudo e crudo in faccia all'ascoltatore.
Per molti e per chi scrive, questo disco, che va ascoltato, ma soprattutto letto, può risultare stucchevole. In tutte le undici tracce viene puntato il dito contro qualcuno o qualcosa. Tuttavia, ad un ascolto attento, molti potrebbero trovare delle analogie di pensiero.
Sono gli status simbol e la mediocrità in generale a non andargli giù e questo è chiaro fin da subito in Hogan Blu, con Alessandro Martinelli alla fisarmonica. Scarpe che definiscono uno status sociale vero o ostentato che sia. I personaggi sono i più classici, la fighetta bionda con chihuahua e l'uomo d'affari con macchinone e orologione, soggetti che si ritrovano in Vorrei essere te.
In Ma tu no, con Giovanni Truppi al piano, ad essere presi di mira sono i controsensi: persone che si battono, a parole, per qualche ideologia e poi, nella vita, si comportano facendo tutto il contrario.
La struttura di Fai schifo inizialmente non lascia intendere il soggetto; tuttavia, attraverso il monologo di Alessandro Pietravanti, già suo compagno del Muro del canto, ci si rende conto che è il mondo dei social network, di chi vive in funzione dei like e dei post ad essere l'oggetto del disprezzo.
Non da ultimi, nel mirino finiscono anche i vecchi (Vecchi di merda) , e l'industria discografica in Ciao sono Giancane:
“E ciao sono Giancane, e non sono un cantautore di merda,
non ho il gilet, né il cappellino di paglia, e neanche una cravatta gialla sulla maglia.
Ma ti canto le canzoni guardandoti negli occhi,
e spiegherò le ali per volare via lontano, poi pisciarti in testa piano, piano, piano...”
Giancane è dissacrante anche nei confronti del proprio lavoro: non si ritiene un cantautore, ma ha realizzato un disco cantautorale, al cui centro non ci sono virtuosismi musicali, ma i testi e la necessità di esprimere un punto di vista proprio, come fanno i cantautori.
La ciliegina sulla torta è il modo di pubblicare i suoi lavori: l'ep in comode vaschette per il manzo, il disco con il packaging delle sottilette Craft. Prodotti da banco dei più comuni il cui contenuto vi sorprenderà. Potranno darvi fastidio, certo, ma ciò significa che il messaggio che Giancane voleva comunicarvi vi è arrivato forte e chiaro. Potrete sentirvi offesi, certo, ma anche questo fa parte del gioco. In ogni caso una minima parte di voi, qua e là, potrà trovarsi in sintonia. Ascoltare per credere.
Una Vita al Top, uscito il 20 novembre 2015, è il titolo del primo album di Giancane, prende le mosse dall' Ep d'esordio Carne, 2013, tanto che ne ritroviamo,arricchite, le sei canzoni più cinque inediti.
Esordio sì, ma Giancarlo Barbati, non è nuovo nel panorama musicale. Dal 2010 è uno dei componenti del Muro del Canto, band folk rock e, nella scena musicale romana, è uno dei più presenti ed apprezzati cantautori, anche se lui non ama definirsi tale.
Giancane è uno dei tanti progetti musicali a cui lavora. Potremmo definirlo il più intimo, quello nel quale, a detta sua, fa una sorta di terapia psicologica. La missione è quella di esternare frustrazioni, paure e ansie nonché di assimilare tutto quello che lo circonda e di buttarlo fuori denunciando ciò che disprezza.Niente di rivoluzionario ma tutto molto dissacrante e spiattellato nudo e crudo in faccia all'ascoltatore.
Per molti e per chi scrive, questo disco, che va ascoltato, ma soprattutto letto, può risultare stucchevole. In tutte le undici tracce viene puntato il dito contro qualcuno o qualcosa. Tuttavia, ad un ascolto attento, molti potrebbero trovare delle analogie di pensiero.
Sono gli status simbol e la mediocrità in generale a non andargli giù e questo è chiaro fin da subito in Hogan Blu, con Alessandro Martinelli alla fisarmonica. Scarpe che definiscono uno status sociale vero o ostentato che sia. I personaggi sono i più classici, la fighetta bionda con chihuahua e l'uomo d'affari con macchinone e orologione, soggetti che si ritrovano in Vorrei essere te.
In Ma tu no, con Giovanni Truppi al piano, ad essere presi di mira sono i controsensi: persone che si battono, a parole, per qualche ideologia e poi, nella vita, si comportano facendo tutto il contrario.
La struttura di Fai schifo inizialmente non lascia intendere il soggetto; tuttavia, attraverso il monologo di Alessandro Pietravanti, già suo compagno del Muro del canto, ci si rende conto che è il mondo dei social network, di chi vive in funzione dei like e dei post ad essere l'oggetto del disprezzo.
Non da ultimi, nel mirino finiscono anche i vecchi (Vecchi di merda) , e l'industria discografica in Ciao sono Giancane:
“E ciao sono Giancane, e non sono un cantautore di merda,
non ho il gilet, né il cappellino di paglia, e neanche una cravatta gialla sulla maglia.
Ma ti canto le canzoni guardandoti negli occhi,
e spiegherò le ali per volare via lontano, poi pisciarti in testa piano, piano, piano...”
Giancane è dissacrante anche nei confronti del proprio lavoro: non si ritiene un cantautore, ma ha realizzato un disco cantautorale, al cui centro non ci sono virtuosismi musicali, ma i testi e la necessità di esprimere un punto di vista proprio, come fanno i cantautori.
La ciliegina sulla torta è il modo di pubblicare i suoi lavori: l'ep in comode vaschette per il manzo, il disco con il packaging delle sottilette Craft. Prodotti da banco dei più comuni il cui contenuto vi sorprenderà. Potranno darvi fastidio, certo, ma ciò significa che il messaggio che Giancane voleva comunicarvi vi è arrivato forte e chiaro. Potrete sentirvi offesi, certo, ma anche questo fa parte del gioco. In ogni caso una minima parte di voi, qua e là, potrà trovarsi in sintonia. Ascoltare per credere.
