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Italiana − Folk − reggae, punk, songwriting

Gasparazzo

Mo` mo`

2014 - New Model Label
13/10/2014 - di
Mo’ Mo’, espressione in dialetto che significa “ proprio adesso, ora “ è il sesto disco in studio dei Gasparazzo, un gruppo emiliano, tra Bologna e Reggio Emilia, attivo da oltre dieci anni con un’intensa attività live, anche all’estero , e un forte impegno sociale e civile.

Il gruppo  composto da Alessandro Caporossi alla voce, chitarra classica, kazoo, slide whistle, Giancarlo Corcillo alla fisarmonica, Lorenzo Lusvardi alla batteria, Generoso Pierascenzi, alle chitarre, voce, programmazione e campionamento, synth, percussioni povere, marranzano, armonica, sansula e Roberto Salario al basso elettrico, basso acustico, contrabbasso, con questo lavoro prosegue nel  percorso musicale fortemente influenzato dal reggae, dallo ska, dal folk, dalla world music, ma anche dalla canzone d’autore.

Musica ibrida quindi con un mix di diversi generi, con riferimenti a Mano Negra  e Les Negresses  Vertes e gli italiani Modena City Ramblers, Mau Mau, Africa Unite e Statuto.

In questo disco ci sono undici nuove composizioni con luci ed ombre che non aggiungono niente di nuovo alla strada intrapresa dal gruppo.

Ci sono certamente alcune belle canzoni ma quello che in parte non convince è il cambio di tono tra momenti scanzonati e altri decisamente più impegnati  che a volte lasciano un po’ perplessi.

Quindi ci sono  interessanti brani come l’iniziale Rovesciala, anti inno per i Mondiali, anti razzista  in chiave reggae/folk con una bella fisarmonica, Cristo è là, toccante brano dedicato all’uccisione di Federico Aldrovandi , con le parole “…..ancora tante cose ti vorrei dire Federico, ma ce l’hanno interrotto all’alba …” , in gran parte basate su testi scritti dal padre, Lino Aldrovandi , e Centopelle, storia urbana che racconta di  ragazzo ribelle di strada che attraversa le epoche,  descritto da Collodi in un breve racconto nella raccolta Occhi e nasi, delicato e lento brano tra folk e reggae.

La title track Mo’ Mo’ è un altro buon momento del lavoro, suadente e coi suoi profumi mediterranei  e quasi arabi  e una melanconica fisarmonica, mentre Michelazzo , scelto come singolo, e Le trombe di Eustachio sono  si divertenti e ballabili  ma forse sono anche  un po’ troppo spensierate.

Il lavoro si chiude con Fondaco, storia (autobiografica?) di una band che suona in una vecchia cantina, scatenata filastrocca tra rock e reggae.

Un disco suonato con passione, con molta energia, non sempre omogeneo, ma comunque piacevole, che piacerà  sicuramente agli amanti del reggae e del combat-folk.  

 

 

 

 

Track List

  • Rovesciala
  • Michelazzo
  • Mo’Mo’
  • Agro
  • La tromba di Eustachio
  • Impulsi nudi
  • Centopelle
  • Se i posacenere potessero parlare
  • Mimi
  • Cristo è là
  • Fondaco

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