Calcinacci<small></small>
Italiana • Canzone d`autore • pop

Fulminacci Calcinacci

2026 - Maciste Dischi

16/04/2026 di Roberta Matticola

#Fulminacci#Italiana#Canzone d`autore #calcinacci #festival di sanremo #fulminacci #nuovo disco

C’è una linea sottile che lega “Perché è infinito anzi, infinito +1” (+1) a “L’infinito a me mi fa spavento” (Stupida sfortuna): quella linea si chiama Calcinacci, il nuovo album di Fulminacci pubblicato per Maciste Dischi. Il nuovo lavoro è stato anticipato non solo dal brano che l’ha visto protagonista sul palco del Festival di Sanremo di quest’anno (Stupida sfortuna), con il quale l’artista ha ottenuto il Premio della Critica “Mia Martini”, ma da altri tre singoli pubblicati dallo scorso maggio (Casomai) fino a ottobre (Sottocosto e Niente di particolare): tutti tasselli di un mosaico, così come suggerito dalle stesse copertine dei singoli, che sono confluiti in un disegno molto più grande, ovvero Calcinacci. Ad accompagnare l’uscita dell’album anche un cortometraggio omonimo, presentato a marzo con tre proiezioni a Roma, Milano e Napoli (e speriamo presto disponibile anche sulle piattaforme video).

Il Fulminacci che ascoltiamo in questo album è diverso dai precedenti, soprattutto da Infinito + 1 (2024). Forse è la prima volta che ascoltiamo l’artista nella sua versione più vulnerabile, intima e probabilmente più spaventata: le frasi che ho citato all’inizio, infatti, non sono una casualità, e verosimilmente solo gli ascoltatori più attenti hanno notato un legame tra i due brani. Se infatti nell’album del 2024 l’unione era il tema principale, in Calcinacci le vere protagoniste sono la solitudine e la messa in discussione di tutte le certezze. Una storia importante che finisce viene così a rappresentarsi con un titolo fortemente evocativo e una copertina che lo rispecchia appieno: una casa, l’ombra di due persone che camminano tenendosi per mano, ma, di fatto, c’è una sola persona che cammina, in un artwork che infonde un profondo senso di solitudine. Cosa resta quindi, quando qualcosa cade a pezzi? Le persone, come le case in frantumi, non hanno più un punto di riferimento e diventano solo materia grezza, salvo poi trovare in questa distruzione la forza di ricostruirsi: “i calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire”.

Per Calcinacci, prodotto da Golden Years, Fulminacci sceglie di fare un’operazione vincente associando testi alcuni malinconici e riflessivi (Da qualche parte in Italia, Niente di particolare, Nulla di stupefacente, L’avventura) e altri più ironici (Meno di zero, Mitomani, Maledetto me) pieni di sventure e contraddizioni, e  suoni in completo contrasto con l’atmosfera generale: il risultato è un album che risulta allegro e leggero, nonostante percorra addii e fughe, in cui l'autore sceglie di soffermarsi su istanti che, seppur semplici, sanno essere straordinari. Alcuni dei brani si presentano nella loro forma più pura e intima, come Tutto bene, registrata solo con voce e arrangiamento di chitarra, che sembra citare De Gregori, Fantasia 2000, una ballad di ricordi scritta e cantata insieme all’amico Franco126, o Da qualche parte in Italia, scritta insieme a Calcutta con le sue atmosfere surreali e un pianoforte persistente. Tra le altre collaborazioni presenti, si fanno spazio la voce di Tommaso Paradiso in Maledetto me e Tutti Fenomeni in Mitomani: un pezzo che, nel suo inizio, richiama molto i suoni di Battiato, uno degli artisti che – come dichiarato dall’artista stesso – ha influenzato la stesura del lavoro.

Per quanto alcune volte ridondante nelle costruzioni musicali che sembrano ripetersi, con questo lavoro Fulminacci si conferma una delle penne autoriali italiane più belle degli ultimi anni, grazie alla sua capacità di soppesare ogni parola, riuscendo quindi a descrivere con cura ed efficacia non solo situazioni (“Dentro un cinema all’aperto, come un’allucinazione, in mezzo a tutte le persone”, Stupida sfortuna) ma anche la sua città, Roma: dai cinquantenni che sul lungo Tevere fanno sport o l’arrotino che arriva puntuale ogni giorno (Maledetto me), fino ai cinghiali che si aggirano indisturbati tra le strade della città (Nulla di stupefacente). Musicalmente unisce sonorità pop a influenze più retrò di stampo anni ’60, con l’effetto di non risultare mai passatista ma fortemente attuale.

Attualmente Fulminacci è impegnato nel tour indoor Palazzacci, che, dopo Roma e Napoli, prosegue a Milano, Napoli e Firenze, sfociando poi nel tour estivo, che inizierà il 23 giugno dallo Sherwood Festival di Padova per proseguire poi nei principali festival musicali italiani.

Track List

  • Indispensabile
  • Maledetto me
  • Stupida sfortuna
  • Da qualche parte in Italia
  • Casomai
  • Fantasia 2000 - feat Franco126
  • Niente di particolare
  • Meno di zero
  • Tutto bene
  • Mitomani - feat Tutti Fenomeni
  • Sottocosto
  • Nulla di stupefacente
  • L`avventura

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