Ho avuto una disavventura<small></small>
Italiana • Alternative • rock

Fitza Ho avuto una disavventura

2026 - Edac Music Group

18/07/2026 di Enzo Restaino

#Fitza#Italiana#Alternative

È inequivocabile il fatto che la musica italiana oggi canti al femminile: tantissime le voci interessanti che cercano percorsi alternativi al già sentito, al pop commerciale, o all'immagine che venderà meglio del contenuto proposto. 

Fitza entra senza bussare, e con la presunzione (giusta) dei vent'anni e poco più, entro questo sentiero tortuoso che è l'Arte con un disco di debutto coraggioso, in un'epoca di chitarre bandite: l'album Ho avuto una disavventura per EDAC Music Group, distribuita da Believe Italia ha qualcosa da dire e con urgenza.

Beatrice Fita aka Fitza si fa portavoce non solo del proprio disorientamento sociale e culturale, ma anche di una generazione senza grandi riferimenti, e che vede nello spettro dell'ansia un mostruoso Cerbero a tre teste da fronteggiare: ascoltate la title-track, ci troverete accordi ferrosi alla PJ Harvey, una voce ansiogena con respiri sonori e un andirivieni freudiano tra il dentro e il fuori da sé alla ricerca di aria. Il brano, giustamente in fondo al disco, è il manifesto poetico: l'incedere della batteria è una ripresa del battito cardiaco, sottolineato dalle parole "guarda la tua ansia, mi batte forte il cuore, non ho ragione, mi batte...forte...il cuoreee" e gli oltre cinque minuti del pezzo sono gonfi di pathos.

Fitza è coaudivata da musicisti navigati, che potrebbero aiutarla in un processo di crescita compositiva e vocale coerente con questo inizio: il disco infatti è prodotto da Davide Lasala (SI! Boom! Voilà!) e Andrea Fognini. Una scelta azzeccata, ad esempio, è stata una tracklist scarna: nove pezzi vecchia maniera, non ci sono riempitivi, ma ogni tessera è un pezzo per completare il puzzle artistico. Si inizia a tono con A tono, brano che con il suo arpeggio intreccia le parole feroci:
"In quello che faccio non c’è niente di buono/tu che mi dici che non sono mai di troppo/resto sul tuo divano e guarderò il tuo uomo/mi leverò di torno..." 

"Divento matta" inizia con un larsen innescato da jack in ampli, e ci porta di nuovo su terreni di dolori personali; è un brano che ha carattere e vive di echi di quel grande decennio che sono stati i Novanta del rock italico.
Farti male invece ha un basso pulsante degno dei solchi di un album degli Afterhours; il testo è descrittivo/emotivo: "non so come fai a restare così calma, la tempesta non riuscirai ad affrontare in confronto e quello che hai da dire...".

Fitza in sostanza, canta la rabbia...finalmente! Non se ne può più di ascoltare spazzatura musicale, e testi da scuola elementare, di sentimenti, tradimenti, luoghi esotici e citazioni senza senso. Beatrice è vera, quello che urla è vero, e lei sa che, per mantenere la schiena dritta in questo mondo, dovrà sempre seguire il Daimon ed essere predisposta a masticare filo spinato.

Track List

  • A tono
  • Divento matta
  • Farti male
  • Felice
  • Inspira
  • Ho paura di uscire la notte
  • Imitazione
  • Unica parte
  • Ho avuto una disavventura