Above the Below<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Mainstream

Emanuele Primavera Quintet Above the Below

2020 - Abeat

17/01/2021 di Edoardo Mazzilli

#Emanuele Primavera Quintet#Jazz Blues Black#Jazz

Non accade spesso di ritrovarsi tra le mani un disco interamente scritto da un batterista ma About the Below rientra in questa categoria. Un progetto di Emanuele Primavera realizzato con il suo quintetto: l’amico e collega Carmelo Venuto al contrabbasso - con cui aveva già collaborato al disco precedente - il pianista Alessandro Lanzoni, il sassofonista Nicola Caminiti e il trombettista Alessandro Presti.

Si potrebbe dire che nel disco scorre sangue siculo visto che, fatta eccezione per Lanzoni, tutti i musicisti sono originari dell’isola del Mediterraneo. Ma è proprio il pianista non-siciliano ad essere l’amico più datato di Emanuele Primavera, conosciuto durante la sua formazione artistica - prima a Roma, poi in Umbria e in seguito a Firenze. Ed è proprio nella sua formazione artistica e nelle sue influenza che trae origine (ovviamente) lo stile e le venature di About the Below.

Paolo Fresu l’ha definito un disco «potente come la sua Sicilia» ed effettivamente la potenza è tangibile; non un’esplosione sonora, piuttosto la gestione di una grande energia domata e sprigionata con cura attraverso linguaggi differenti, con visibili influenze classiche e jazz tinte di modernità.

Se l’inizio del disco con Walk Away può apparire addirittura «rockeggiante», ci si ridimensiona in una forma più classica già con il brano successivo, Anace, dove viene mantenuta una dialettica jazzistica e l’improvvisazione dei musicisti si prende la scena, come succede poi in Black Dagoes e Thea.

Il ruolo che gioca Primavera è quello del vero leader che non prende parte ai pezzi come protagonista - fatta eccezione per alcuni interminabili fill di batteria che risultano comunque piacevoli da ascoltare - ma che tiene saldamente le redini della ritmica insieme a Venuto e Lanzoni. C’è democrazia nel gruppo ed è impossibile asserire che uno strumento predomini sugli altri. A valere nei pezzi è sempre un godibilissimo interplay.

È doveroso portare l’attenzione a Sea Lament, un pezzo che si distingue dagli altri e dove l’energia a cui si accennava qualche riga sopra viene qui espressa con un’accezione malinconica. Il pezzo è un omaggio a tutte le vittime del Mediterraneo ed è appunto un «lamento», un pianto, un soliloquio di sax trasportato da un ondeggiare ritmico della batteria e del basso. Si tratta di un brano delicato che riesce a trasmettere con precisione il sentimento che racchiude.

Above the Below è un disco interessante, un tassello che va ad aggiungersi al panorama del jazz made in Italy e che dimostra un’assoluta caparbietà da parte delle generazioni più recenti di salvaguardare un genere e riadattarlo ai temi e alle sonorità del presente. Inoltra porta ulteriore conferma della grandezza dei musicisti che l’hanno realizzato, già affermati sulla scena italiana e internazionale, ma che continuano a lavorare con passione per elevare il proprio linguaggio artistico.

 

Track List

  • Walk Away
  • Anace
  • Sea Lament
  • Impro Entropya
  • Finding Clarity in Discomfort
  • Dagoes
  • Diary of Waiting
  • Thea
  • E.T.N.A. (Energy Ticks Need Aching)