Fading Corners<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Contemporaneo

Edoardo Liberati Synthetics Trio Fading Corners

2026 - WoW Records

10/09/2026 di Vittorio Formenti

#Edoardo Liberati Synthetics Trio#Jazz Blues Black#Jazz

Lavoro ideale questo Fading Corners di Edoardo Liberati Synthetics Trio, per chi è interessato a un’esperienza di qualità nell’ambito del jazz moderno. Edoardo Liberati è un giovane chitarrista romano dal solido retroterra di studi che, insieme a Riccardo Gola (contrabbasso) e Riccardo Marchese (batteria), dà vita a un trio decisamente a trazione contemporanea.

Con questa sua terza fatica Liberati prosegue in una traettoria assai poco legata alla tradizione, disegnata piuttosto partendo dalle lezioni di libertà di Metheny e per avvicinarsi alle logiche di artisti del nuovo millennio quali, ad esempio, Kurt Rosenwinkel.
L’apertura verso altre musiche, elemento fondante del nuovo jazz, si traduce in composizioni nelle quali i vari riferimenti compaiono come spunti per una soluzione organica e del tutto personale. Nessun derivativismo o citazionismo; partendo dall’aspetto melodico i brani assumono un carattere da affresco e non da mosaico.
In questo senso risulta esemplificativa l’unica track non originale: Love Me Tender di Presley.
L’arrangiamento (termine riduttivo in questo caso) rende quasi irriconoscibile la matrice di base, che appare velocemente in qualche passaggio per poi lasciare spazio a una trama compatta, a energia concentrata lontana anni luce dal carattere sentimental-romantico del pezzo. Accordi decisi, frasi da rock progressive, fondo ritmico in continuo rollio, basso dinamico e a tratti protagonista, impasto corale portano a un risultato che con la tradizione nulla ha a che vedere.

Echi di jazz europeo nordico, latino, mediterraneo, di rock e perfino di ballate permettono al combo di realizzare una scaletta nella quale i brani risultano diversi l’uno dall’altro, pur mantenendo un’evidente coerenza complessiva.
Altro aspetto interessante riguarda la struttura lineare delle composizioni. Non ci sono chorus, sequenze tipo AABA, ritornelli o temi a rondò. Le idee sono chiare e vengono sviluppate sfruttando in modo fluido i contributi di tutti gli strumenti, ricorrendo a una base ritmica fluida e raramente basata sul beat nonché a una dialettica di rilievo con il contrabbasso, corposo partner nel compimento delle tessiture.

Questo fa sì che l’ascoltatore possa fruire, e non consumare, la proposta ricavandone non solo piacere ma anche una convinta soddisfazione, sentendosi non solo spettatore ma anche parte attiva nel ciclo complessivo della comunicazione del fatto artistico.
Si è citato il brano finale come esempio e, giusto a integrazione senza voler fare una cronaca pedissequa del disco, si evidenzia anche la track iniziale come campionario di elementi tipici. Una logica di power trio si alterna a passaggi più delicati, alternando energia a riflessione in modo complementare e non contrapposto. Decisivo è il drumming di base, continuo e coinvolgente senza prevalere e travolgere. I momenti solisti compaiono con durate e intensità controllate, ottenendo una bella sintesi tra senso di libertà e logica complessiva, evitando dispersioni spesso indotte da eccessi di individualismi.

Da ultimo, un cenno a come Liberati usa il suo strumento; elettrico e acustico, accordi e linee orizzontali, arpeggi ed effetti elettronici restituiscono impasti e sonorità resi ad ampio spettro, a favore una volta di più della ricchezza creativa espressa da questo meritevole lavoro.

Track List

  • Future Memories
  • Fading Corners
  • Sombras do fogo
  • Lost Baggage
  • Lonely Whale Song
  • Anywhere But Here
  • Uncertain
  • Love Me Tender