Drogo Smart Horror Show
2026 - Brutture Moderne
Un progetto, Drogo, un quartetto strumentale di jazz con incursioni dal funk al latin, dall’acid all’ethno jazz, dai Perigeo ai Weather Report, dagli Head Hunters ai Doctor 3. Perigeo e Weather Report come stelle polari dichiarate, nato nel 2018 e ben consolidatosi nel 2023 con la pubblicazione del primo disco intitolato Terza Ridotta. Un quartetto strumentale composto da Antonio Pizzarelli al sax tenore e sax soprano, Fabio Landi alle tastiere, Luca Pasotti al basso e Stefano Passaretti alla batteria. Jefferson è la seconda composizione estratta dal loro secondo album Smart Horror Show, dedicata alla blasonata serie anni ‘70, un tributo a certe colonne sonore di quell’epoca, rivisitata in una chiave fusion e dove si respira l’atmosfera più funky dell’album. Fabio Landi è l’autore di sei brani, Landi con Pasotti hanno composto Jefferson mentre Landi
e Passerretti hanno firmato Luca e Smart Horror City.
Il disco è pubblicato sia in CD sia in vinile, registrato in presa diretta al Duna Studio di Russi in provincia di Ravenna e prodotto da Brutture Moderne. Il titolo è un doveroso rimando al famoso musical del 1973 “The Rocky Horror Show”, qui riadattato ai tempi che stiamo vivendo. In particolare, si vuol fare riferimento alla cattiva abitudine che gran parte dei media contemporanei hanno di edulcorare ad arte anche i provvedimenti più sinistri. Nel loro secondo lavoro di inediti la contaminazione incontra ogni deriva possibile, in un disco di musica strumentale, ben suonato, con tutte le sue influenze jazz, funk ed etniche del
caso. Una commistione di generi che ricerca atmosfere e messaggi per raccontare qualcosa in ogni brano, dai temi più importanti legati all’attualità, fino a dediche a musicisti e a icone del patrimonio culturale internazionale.
L’apertura è affidata a Julian Assange, un brano che funge da dichiarazione d’intenti. Heisenberg prende il nome dall’alter ego di Walter White in “Breaking Bad”. Personal è un brano di fusion che richiama Personal Jesus dei Depeche Mode, mentre In mezzo scorre il fiume celebra il festival San Pietro in Jazz del 2024, dedicato all’omonimo festival e al romanzo di Norman Maclean, ci riporta a ritmi più rilassati e il ritorno alla vita di provincia e alle osterie romagnole che la band rivendica con orgoglio. Luca è pura emozione, un’elegia sentita ma giocosa per un amico e artista scomparso troppo presto. A seguire troviamo Zawinul, un omaggio gospel in crescendo al maestro dei Weather Report, che certifica l’appartenenza dei Drogo a quella nobile stirpe di musicisti capaci di guardare al passato senza restarne intrappolati.
Hypnosis è puro lounge, sospeso, quasi ipnotico, e in chiusura Smart Horror City dove i suoni si fanno portavoce di quel senso di orrore per una modernità omologata e iper-controllata.
La nuova rotta sonora dei Drogo si conferma tra jazz, libertà e coscienza civile, una presa di posizione, un racconto orientato alla coscienza collettiva.
e Passerretti hanno firmato Luca e Smart Horror City.
Il disco è pubblicato sia in CD sia in vinile, registrato in presa diretta al Duna Studio di Russi in provincia di Ravenna e prodotto da Brutture Moderne. Il titolo è un doveroso rimando al famoso musical del 1973 “The Rocky Horror Show”, qui riadattato ai tempi che stiamo vivendo. In particolare, si vuol fare riferimento alla cattiva abitudine che gran parte dei media contemporanei hanno di edulcorare ad arte anche i provvedimenti più sinistri. Nel loro secondo lavoro di inediti la contaminazione incontra ogni deriva possibile, in un disco di musica strumentale, ben suonato, con tutte le sue influenze jazz, funk ed etniche del
caso. Una commistione di generi che ricerca atmosfere e messaggi per raccontare qualcosa in ogni brano, dai temi più importanti legati all’attualità, fino a dediche a musicisti e a icone del patrimonio culturale internazionale.
L’apertura è affidata a Julian Assange, un brano che funge da dichiarazione d’intenti. Heisenberg prende il nome dall’alter ego di Walter White in “Breaking Bad”. Personal è un brano di fusion che richiama Personal Jesus dei Depeche Mode, mentre In mezzo scorre il fiume celebra il festival San Pietro in Jazz del 2024, dedicato all’omonimo festival e al romanzo di Norman Maclean, ci riporta a ritmi più rilassati e il ritorno alla vita di provincia e alle osterie romagnole che la band rivendica con orgoglio. Luca è pura emozione, un’elegia sentita ma giocosa per un amico e artista scomparso troppo presto. A seguire troviamo Zawinul, un omaggio gospel in crescendo al maestro dei Weather Report, che certifica l’appartenenza dei Drogo a quella nobile stirpe di musicisti capaci di guardare al passato senza restarne intrappolati.
Hypnosis è puro lounge, sospeso, quasi ipnotico, e in chiusura Smart Horror City dove i suoni si fanno portavoce di quel senso di orrore per una modernità omologata e iper-controllata.
La nuova rotta sonora dei Drogo si conferma tra jazz, libertà e coscienza civile, una presa di posizione, un racconto orientato alla coscienza collettiva.