Forse il sole ci odia<small></small>
Italiana

Dorian Gray

Forse il sole ci odia

2009 - Coconino Press/Audioglobe
08/03/2009 - di
Può apparire una frase disturbata dal controsenso, ma con questo “Forse il sole ci odia” torna ad “illuminare” il nostro pianeta rock, dopo undici anni di dissolvenza, una delle band storiche della new wave italiana più influenti che si ricordi: i cagliaritani Dorian Gray sono di nuovo in pista con il loro nouveau charme sonico fumè intatto nell’anima e con nel corpo una scrittura fortemente innovativa che va oltre la palizzata ferrea che castiga nella “prigionia del passato” molte rentrèe degli ultimi tempi.
Racchiuso all’interno di una confezione deluxe di cartone rigido e patinato tassativamente nero, il disco contiene la musica di una band che esplora in avanti, che va a lambire il finisterre tra emozione e realtà, tra deserto e landscapes onirici, liquidi e trasognanti; c’è una grande voglia di esserci e fluttuare per anni ancora, e per questo i Dorian Gray si affidano alle tonalità grigie del nero per tornare a suonare e cantare le loro storie e accadimenti, come un libro dalle pagine bianche che si riapre per accogliere nuovo inchiostro, nuova vita.
Per capire e per poter ammirare il paesaggio che brama tra le session di questo album bisogna entrare nel dolce dolore della band, un delizioso unguento rilassante di stupende ballate imbastite tra sussurri, confidenze, pop e pollini scuri; concezioni vitali che rifioriscono tra twanging chitarristici e lattiginosità, echoes e sceneggiature seleniche. Sostanzialmente un percorso post-wave malato e in via di guarigione che si fa generoso e riflessivo attraverso la storica bella voce di Davide Catinari. E’ tutto un susseguirsi di eleganza,decadenza e rinascita dove ci si può circondare della acquosità tonali di “Volere/Potere”, nel piacere lussuoso di “Zero lisergico”, “Manicure” dove la chitarra viene accarezzata da Giovanni Ferrario, altrimenti dissetarsi nel rilancio wave di “Anatomia” fino ad arrancare tra gli acuminati picchi d’ascolto della triade “Non esiste ( con il tocco di basso di Giorgio Canali), Forse il sole ci odia e 2/4 d’infinito”. Assolutamente da citare l’art work di questo disco: un libro di 34 pagine a colori che contiene i testi ed illustrato da Igort della Coconino Press, famosa casa editrice di fumetti. E tutto per illustrare le storie soniche che ambasciano lo strepitoso ritorno di una band in pieno controllo, dall’estetica audace, che ci coglie nella nostra vulnerabilità di fruitori con il suo uppercut vellutato, malinconico, lucido della tintarella del suo sole malato. Bellezza ritrovata da prendere e non lasciare mai più.

Track List

  • Volere/Potere|
  • Zero lisergico|
  • Invisibile|
  • Manicure|
  • Anatomia|
  • 2/4 di infinito|
  • Forse il sole ci odia|
  • Non esiste|
  • Crisalide|
  • Salomè

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