Don Antonio Dopo tutto
2026 - Santeria / Audioglobe in partnership con La Chute Dischi e Salty Music
È tornato, e stavolta con una sorpresa: dopo album solo strumentali (gli splendidi Colorama - una sola eccezione cantata -, e Lacosta), Dopo tutto è un lavoro imperniato sul connubio tra musica e testi, e la voce ci conduce, con delicata fermezza (un altro ossimoro...), in una storia intima e collettiva, che racconta di un io narrante poetico e concreto. Le parole per dire un ritorno a casa sono sempre pericolose, in equilibrio precario come sono tra retorica e nostalgie, ma Don Antonio sa come maneggiare quel materiale rischioso, grazie a una cura minuziosa dei suoni, un lavorìo sulla forma canzone, un'esatta vaghezza evocativa, vicina alla scrittura di Calvino nei dialoghi con Celati, nel descrivere un tutto attraverso i dettagli. Il risultato sono canzoni raffinate e popolari, pensose e ironiche, dall'arrangiamento modernissimo e senza tempo, che rende omaggio ai maestri della canzone d'autore, imprimendo loro un respiro internazionale e ampio, pur trattando di luoghi e momenti privati.
I testi sono accurati, e si muovono nello spazio di una casa, nel tempo di un ritorno, nei giorni di un amore, nei ricordi di età lontane, sussurrati dal talking blues di Gramentieri, sostenuto da voci femminili - Elisabetta Delprato, anche violino, viola, clarinetto, pianoforte, organo, tastiere, e Arianna Pasini, anche chitarra elettrica e pianoforte - che sembrano dialogare intimamente, mettendo allo scoperto la parte più dolce e femminile dell'anima di un io narrante fragile e forte. L'ascolto si snoda come le scene di un film, dai titoli scritti in minuscolo, ma con sentimenti maiuscoli, con un protagonista che si incammina verso il suo "sentiero di curve, nel mio eterno ritorno verso un punto di appoggio, verso il mio mezzogiorno" (l'esatto peso dei sogni), e ci porta con sé, invitandoci a confrontare il proprio percorso col nostro, come in benzina, canzone perfetta, dal sapore gucciniano.
E riscopriamo la foto mossa di figure che altrimenti starebbero svanendo; la torrida estate dell'anima di dopotutto, sospesa sul filo di percussioni inquiete; le pietre con cui poter dialogare, noi che non riusciamo a stare fermi, tanto che possiamo dire che la pietra "proprio non ci somiglia", in un momento di intensa poesia, arricchito da un intervento percussivo del maestro Vince Vallicelli; la nostalgia lieve di gozzano - felicita, senza accento, perché è il nome proprio della protagonista della celebre poesia di Gozzano, di cui ha lo stesso colore azzurro "d'un azzurro di stoviglia", in versi come "forse qualcosa ho lasciato in tutto il tempo trascorso, ma di ogni tua cosa tu dammene un sorso", con l'incantevole voce di Pasini.
Le sequenze del film si susseguono, guidandoci nei generi più diversi, sempre con le chitarre del cantautore a tenere insieme le trame del racconto, dall'energia rock, ma disincantata, di forse johnny, con un assolo di elettrica di Gramentieri, fatto come si deve, alla ruvida morbidezza della ballad di come cadere, suoni che entrano come bussando, col sax di Marco Pretolani, il trombone e il clarinetto di Francesco Bucci, fino alla milonga contiana di happiness, con sdrucciole che scivolano lungo i tasti del pianoforte: "happiness, cosa fai per me? la solitudine è un'attitudine, sempre tu, cosa vuoi di più? questa musica che si mastica".
La musica diventa materia, che si mastica insieme ai pensieri e ai ricordi, e viene sostanziata da un gruppo di musicisti ispirati; oltre a quelli già citati, anche Enrico Mao Bocchin, batteria e percussioni, Sergio Marazzi, chitarra acustica, voce, Denis Valentini, voce, percussioni, Ciccio Samaritani, chitarra, Marco Sangiorgi, sintetizzatore e Nicola Peruch, wurlitzer. Il tutto suonato in diretta, buona la prima, per restituire tutte le vibrazioni positive che può dare solamente la musica masticata e gustata insieme.
Dato conclusivo, importante: l'album completo potrà essere ascoltato esclusivamente acquistando la versione fisica in vinile a tiratura limitata. Perché è urgente recuperare questa dimensione, intima e riflessiva, rispettando l'interezza e l'integrità di un lavoro, prima che la musica liquida e i download parziali ci annacquino il gusto.
"Se mi sveglio, dammi mille lire; ho questo sogno ancora da finire": il sogno continua, e si chiama Dopo tutto. Basta ricominciare l'ascolto.
Per comprare il disco dal produttore, ecco i prossimi live di presentazione:
9 luglio Clandestino, Faenza
10 luglio Arena delle Balle di Paglia, Cotignola
22 luglio Forte Belvedere, Firenze
