Dimartino L`improbabile piena dell`Oreto
2026 - Numero Uno, Sony Music
Ne La primavera della mia vita Antonio, il personaggio di Dimartino torna alla Natura. Il nuovo disco del cantautore palermitano L'improbabile piena dell'Oreto sembra mosso dallo stesso sentimento.
Il fiume che attraversa Palermo, l’Oreto, e il relativo quartiere (nei pressi del quale l’album è stato registrato) sono tra le anime di questo lavoro raffinato e dal gusto artigianale. Un gusto che si assapora negli arpeggi de L'oro del fiume, che sorprende però con un’atmosfera finale alla Battiato. Il lento scorrere delle acque trasmette un senso di tranquillità e inquietudine insieme, trattiene impedendo di volare e al contempo accoglie. Il pànta rei di eraclitea memoria non ha qui niente di vorticoso, è un cambiamento continuo che però appare uniforme, avvenendo in intervalli di tempo sempre più piccoli. Un intervallo di tempo che tende a zero che permette di cogliere la propria finitudine, di “trovarsi da soli davanti all'immenso mistero, la vita” (Contemplare il cielo attraverso le dita).
Nella narrazione di Dimartino tutto è stupore (quasi gioiosamente infantile) e tutto è tremore. La Meravigliosa incoscienza non è atarassia ma permette la guarigione delle ferite del corpo, e forse di quelle dell’anima. E lo fa con un suono pieno, che parte esitante da tasti bianchi e neri che cercano certezze e invece iniziano a muoversi “nel buio nero”. Ma piano piano si aggiungono altri strati, altre voci, quasi cori angelici, in una sorta di psichedelia virata sul carillon. Il risultato ha un qualcosa di familiare, che sa di approdo sicuro seppure non permanente.
Il singolo Agua, ¿dónde vas? porta in musica una poesia di Federico García Lorca ed è accompagnato da un video di animazione creato dall'artista Giulia Conoscenti in cui grazia e natura si fondono. Gusci vuoti è un piccolo film neorealista che dai banchi, anzi dai bagni, di scuola, fino a “vedere sfiorire l’esistenza effimera di un'emozione”, racconta alla perfezione della sensazione di svuotamento, il sentirsi un guscio vuoto appunto, non tanto lontano dalla sensazione di “ovo sodo dentro che non va né su né giù” (dal film di Paolo Virzì).
L'improbabile piena dell'Oreto spaventa e consola, ed esonda dentro l’animo di chi ascolta.
PROSSIMI CONCERTI
19 giugno – Live in Chiostri @ Reggio Emilia
24 luglio – Lunaria @ Orto sul Colle dell'Infinito, Recanati
26 luglio – Riad X Scenari @ Modica (RG)
1 agosto – Carrara Estate (Rotonda Paradiso) @ Marina di Carrara (MS)
9 agosto – Concerti all'alba @ Spiaggia libera A. Costa, Cesenatico
13 agosto – Color Fest @ Lamezia Terme (CZ)
21 agosto – Teatro Arena Conchiglia @ Sestri Levante (GE)
30 agosto – Suoni Controvento @ Ponte di Augusto, Narni
2 settembre – Liberi Tutti Festival @ Piazza Garibaldi, Sesto Fiorentino
9 settembre – Molte Fedi sotto lo stesso cielo @ Chiesa di Longuelo, Bergamo
"Un improbabile finale":
19 dicembre – Teatro Golden @ Palermo
Il fiume che attraversa Palermo, l’Oreto, e il relativo quartiere (nei pressi del quale l’album è stato registrato) sono tra le anime di questo lavoro raffinato e dal gusto artigianale. Un gusto che si assapora negli arpeggi de L'oro del fiume, che sorprende però con un’atmosfera finale alla Battiato. Il lento scorrere delle acque trasmette un senso di tranquillità e inquietudine insieme, trattiene impedendo di volare e al contempo accoglie. Il pànta rei di eraclitea memoria non ha qui niente di vorticoso, è un cambiamento continuo che però appare uniforme, avvenendo in intervalli di tempo sempre più piccoli. Un intervallo di tempo che tende a zero che permette di cogliere la propria finitudine, di “trovarsi da soli davanti all'immenso mistero, la vita” (Contemplare il cielo attraverso le dita).
Nella narrazione di Dimartino tutto è stupore (quasi gioiosamente infantile) e tutto è tremore. La Meravigliosa incoscienza non è atarassia ma permette la guarigione delle ferite del corpo, e forse di quelle dell’anima. E lo fa con un suono pieno, che parte esitante da tasti bianchi e neri che cercano certezze e invece iniziano a muoversi “nel buio nero”. Ma piano piano si aggiungono altri strati, altre voci, quasi cori angelici, in una sorta di psichedelia virata sul carillon. Il risultato ha un qualcosa di familiare, che sa di approdo sicuro seppure non permanente.
Il singolo Agua, ¿dónde vas? porta in musica una poesia di Federico García Lorca ed è accompagnato da un video di animazione creato dall'artista Giulia Conoscenti in cui grazia e natura si fondono. Gusci vuoti è un piccolo film neorealista che dai banchi, anzi dai bagni, di scuola, fino a “vedere sfiorire l’esistenza effimera di un'emozione”, racconta alla perfezione della sensazione di svuotamento, il sentirsi un guscio vuoto appunto, non tanto lontano dalla sensazione di “ovo sodo dentro che non va né su né giù” (dal film di Paolo Virzì).
L'improbabile piena dell'Oreto spaventa e consola, ed esonda dentro l’animo di chi ascolta.
PROSSIMI CONCERTI
19 giugno – Live in Chiostri @ Reggio Emilia
24 luglio – Lunaria @ Orto sul Colle dell'Infinito, Recanati
26 luglio – Riad X Scenari @ Modica (RG)
1 agosto – Carrara Estate (Rotonda Paradiso) @ Marina di Carrara (MS)
9 agosto – Concerti all'alba @ Spiaggia libera A. Costa, Cesenatico
13 agosto – Color Fest @ Lamezia Terme (CZ)
21 agosto – Teatro Arena Conchiglia @ Sestri Levante (GE)
30 agosto – Suoni Controvento @ Ponte di Augusto, Narni
2 settembre – Liberi Tutti Festival @ Piazza Garibaldi, Sesto Fiorentino
9 settembre – Molte Fedi sotto lo stesso cielo @ Chiesa di Longuelo, Bergamo
"Un improbabile finale":
19 dicembre – Teatro Golden @ Palermo
