Dimartino

Dimartino

Intervista in occasione dell`apertura del Karel Music Expo


29/09/2015 - di Veronica Eracleo
Al Karel Music Expo dall`1 al 3 ottobre a Cagliari saliranno sul palco nomi come Dimartino, Appino, Colapesce, Giuliano Dottori, Drink To Me, i Clinic, Bob Log III e tanti altri. In occasione dell`evento abbiamo fatto quattro chiacchiere con Dimartino, fresco vincitore del miglior video dell’anno al festival del cinema musicale italiano con il video di "Come una guerra la primavera", primo singolo estratto dal suo terzo disco "Un paese ci vuole".
Riparte il primo ottobre il Karel Music Expo, giunto alla sua nona edizione. Una tre giorni intensa e ricca di musica e cortometraggi di fiction e animazioni nelle tre suggestive location del quartiere Castello di Cagliari: il teatro civico in via De Candia, palazzo Siotto e il piccolo teatro Santa Croce.

A rendere ricca la manifestazione sono ovviamente i nomi che si alterneranno dall’1 al 3 ottobre nel capoluogo sardo. Sul fronte musicale ci saranno due palchi, il main stage e l’acoustic stage, che verranno inaugurati rispettivamente dal cantautore siciliano Dimartino e da Ayala, cantautore di base a Londra. Nella stessa sera si esibiranno Appino, frontman degli Zen Circus, il cantautore scozzese Jim Kroft e Colapesce che dividerà il palco con il fumettista Alessandro Baronciani.

Il 2 ottobre saliranno sul palco il cantautore sardo Beeside; Franksy Natra, sardo di nascita ma americano di adozione; Popolous che terrà un djset e che cederà poi il palco a Giuliano Dottori. A seguire l’attesissimo polistrumentista statunitense Blaine L. Reininger che si esibirà con Georgio Valentino; il multi percussionista Sebastiano De Gennaro; e il pioniere dell’elettronica Hans Joachim Roedelius.

Sempre in ambito musicale sabato 3 ottobre suoneranno il cantautore psycho-beat Herbert Stencil; il cantautore sardo Pasquale Demis Posadinu; i nosnow/noalps, band maltese che mescola l’indie rock con punk, reggae e ska; Enrico Cipollini, cantautore folk blues e country; i Drink To Me; i Pussy Stomp; l’attesissimo Bob Log III, cantautore americano che suona tutti gli strumenti da solo sul palco; Laila Arad direttamente da Londra; e i Clinic, band di Liverpool che propone un mix di punk, pop e psichedelia.

In occasione del Karel Music Expo abbiamo fatto quattro chiacchiere con Dimartino, fresco vincitore del miglior video dell’anno al festival del cinema musicale italiano con il video di Come una guerra la primavera, primo singolo estratto dal suo terzo disco Un paese ci vuole.

Mescalina: Le tue canzoni sono ricche di immagini: ascoltandole si ha l’impressione di guardare dei film. Parteciperai al Karel Music Expo, un festival che abbina appunto musica e proiezioni cinematografiche. Ci sono stati dei film che hanno ispirato alcune tue canzoni, anche piccole scene, e se sì quali?

Dimartino: Sì il cinema ha avuto da sempre un influenza su quello che scrivo. Ad esempio in Cartoline da Amsterdam ha avuto un ruolo importante per me la visione di L’arte del sogno di Michel Gondry (piovono le nuvole di cotone idrofilo).

Mescalina: Sempre parlando del Karel Music Expo c’è qualche musicista, anche lontano dal tuo genere, con cui vorresti collaborare o che vorresti vedere suonare?

Dimartino: Mi piacerebbe molto collaborare con un cantautore che si chiama Rodrigo Amarante, uno dei rappresentanti della nuova canzone brasiliana.

Mescalina: Il tuo ultimo disco, Un paese ci vuole, pone l’accento sulle piccole realtà comunali e su una condizione umana che definisci in estinzione. Ci spieghi un po’ questo punto di vista?

Dimartino: Parte tutto dalla constatazione che i paesi italiani, e non solo, stanno morendo, ogni giorno muore un paese e questa è una cosa triste non solo per la geografia ma anche per la storia. La morte di un luogo si porta dietro i ricordi delle persone, le leggende, le abitudini, tutte cose che è difficile riportare in vita. Mi piaceva stimolare una discussione in merito a questo in un’epoca di migrazioni come questa.

Mescalina: Per chi vive o ha vissuto in un paese è facile riconoscersi nelle tue canzoni, nelle immagini della festa in cui “passerà la santa tra il blu di una volante e il giallo di una posta” e nell’attesa in cui arrivi “qualcosa che prima non c’era”. Quando vivevi a Misilmeri qual era la tua percezione di vivere in un paese e come vivevi quella condizione?

Dimartino: In realtà non me ne sono andato del tutto dal mio paese, lì ho i miei legami più importanti. Il mio è un paese grande, vicino alla città ma non per questo non mantiene l’aria di paese. La vivevo e la vivo bene, certo come in tutti i posti in cui passi del tempo ci sono delle dinamiche a cui ti abitui e altre con cui fai fatica a convivere.

Mescalina: Ti sei trasferito da poco a Milano: qual è stato il primo impatto con questa città, era come te l’aspettavi o come l’avevi vissuta magari per pochi giorni o rimpiangi la vita di paese?

Dimartino: Non mi sono trasferito del tutto a Milano, ci passo solo un po’ più di tempo rispetto a prima. Mi piace l’idea di scoprire la città a poco a poco, scoprire delle piccole cose in una città grande ha il suo fascino. Di certo però non lo immagino come il posto in cui vivere tutta la vita.

Mescalina: Il Messico ti ha ispirato il tema di Un paese di vuole. Sei appena stato in Cina: cosa ti ha lasciato questo posto? Hai già scritto qualche nuova canzone?

Dimartino: Sono tornato da due giorni devo ancora elaborare quello che è stato per me questo viaggio. Sicuramente sono stato in posti abbastanza diversi da qualsiasi paese europeo o sudamericano che ho visitato. Sono tornato carico di storie e di immagini che forse diventeranno qualcosa come canzoni, ma anche se non lo diventeranno rimarranno per me importanti. Il viaggio sta alla base del mio lavoro ma soprattutto della mia vita.

Mescalina: Quali sono i progetti di Dimartino e la sua band per quest’inverno? Novità in arrivo?

Dimartino: Continueremo il tour di Un paese ci vuole, da gennaio cercheremo di portarlo anche all’estero e siamo già a lavoro con Angelo e Giusto per capire che direzione deve prendere il nuovo disco.

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Si ringraziano Dimartino e Daniela Calvi per Artevox http://www.artevoxmusica.it/