Overcooked Tyroleans<small></small>
Classica − Musica da camera − Folk World

Die Knödel

Overcooked Tyroleans

1995 - KOCH International / 1995
09/09/2019 - di
Disco strano, arrivato per vie traverse (grazie a Maurizio Zilli un inedito e simpatico “nuovo vicino” di casa), che porta sulle spalle già ventinove anni. Il gruppo austriaco è un ensemble fra il classico e l’etnico, che ricorda per certi versi la Penguin Cafe Orchestra, mentre imperversano, negli arrangiamenti delle derivazioni classico-cameristiche. Questi Die Knodel, che si sono dati il nome di una specialità tirolese mitteleuropea sono formati da Cathi Agilbut, violino, viola e voce / Christof Dienz, bassoon / Julia Fiegl, violino, wooden laughter (?!), voce / Margret Koll, arpa / Andreas Lackner, tromba, flugelhorn, basso, dulcimer / Michael Ottle, chitarra / Alexandra Pedarnig, bass dulcimer, voce / Walter Seebacher, clarinetto e dulcimer.

Il cd, nelle sue dodici tracce, porta con sé gli umori musicali più strani: un’improbabile richiamo a antiche tradizioni austriache, vedi “Jodeling”, viene accostato a personali rivisitazioni di danze, come nel caso di “Squaredance”, “Knodelpolka” o “Waltz”, dove l’essenza della melodia, viene trasfigurata, per offrire una nuova e personale visione del tutto. Quello che sorprende di questi otto musicisti, è la straordinaria facilità di far convivere strumenti a corda con strumenti a fiato, ascoltare “In the red currants” ad esempio, con l’idea di trovare nuove e strade e soluzioni, che si fanno strada anche in “Landler”, con l’arpa a fare strada agli strumenti a fiato, o nella bucolica “No bavarean” dove la formazione si lancia in una danza collettiva.

E’ un disco, a dire la verità, che disorienta il comune ascoltatore, per le soluzioni sonore offerte. ”Harlem in Brunn”, pare un a marcia funebre, nella sua solenne stesura, ma poi diventa una specie di “mardi gras song”: insomma, tutto qui appare come un gioco, a volte serioso a volte clownesco, e non sempre è facile trovare la chiave di lettura. Non è un disco, comunque facile, anche se godibile nel suo insieme. Le accelerazioni finali di “Triet bull” e i ritmi urbani di “With the 42th train”, con la “Jet Polka” finale, lo dimostrano ampiamente. Il disco è stato registrato, da qualche parte in Tirolo. Un disco “mescalinico”!

Track List

  • Knödelpolka (1:35)
  • In die Ribisl (2:56)
  • Landler (1:45)
  • Kein Boarischer (3:23)
  • Harlem in Brünn (5:39)
  • Vielfacher (1:42)
  • Walzer (3:14)
  • Jodeling (2:50)
  • Quertanz (2:14)
  • Triet Bull (2:49)
  • Mit der 42er (3:34)
  • Jet Polka (2:40)