Destroy Dubai [+][-][ ][+-]
2025 - Tenrec / SuperFake
#Destroy Dubai#Derive#Avantgarde ##field recordings ##experimental #sound collage #tape loop
L’esperienza ormai ultraventennale di Alessio Capra, imbottita perlopiù di sbornie hardcore ed underground (da Super Elastic Bubble Plastic al progetto Pazi Mine con Sara Ardizzoni), racconta adesso di un artista che con sigla Destroy Dubai impone un’inedita spallata al suo percorso.
Già nel periodo 2011-2014, in realtà, la partecipazione al collettivo Shiroppo Film Studio inizia a deviare le proiezioni artistiche del Nostro verso orizzonti più cerebrali e dediti al visual (come la gestione del “frontespizio” scenico di DJ dello spessore di Frankie Knuckles, Derrick May, Ellen Allien, Nina Kraviz, Claudio Coccoluto, Alex Neri).
Radici essenziali per il seguito professionale, che col novello [+][-][ ][+-] (per la cui pubblicazione si registra il determinante intervento della label Tenrec) traccia in via definitiva coordinate neurali rabboccate con field recordings, tecniche di sampling e spirali di loops.
Da lì nascono episodiche interferenze disturbanti: su tutte, nell'opening track e in Banning From Decency tonfi sordi sferrati a intermittenza e spettri sonori vibranti governano la scena, sopraffatti dalla mutevolezza di archi striduli e sintetici (chiaro e forte passa il messaggio dei Pan Sonic di Katodivaihe).
In questo eden di visioni sperimentali portate all'estremo, si infigge a variante interessante il pezzo The Great King Of Kingdom Of Nothing, lunga suite finale in cui rumori di transistor legiferano, e intanto più in disparte, in soffusa azione, pulsa pure una sommessa batteria.
In I’m Just Looking For A Way To Love People I Hate voci sullo sfondo e rumori suburbani guidano l’indecifrabile traffico di una vita che scorre (nell'insieme, e al netto dei tribalismi, fa sognare per il déjà-vu con Mea Culpa di Byrne/Eno) codificando la materia sonora in modo ancora più misterioso del precedente Capricious Men Must Die, lo spartito perfetto per un Roméo Poirier che, su increspature pluviali, scivola verso l'ignoto. È tutto. Ed è tanto.
Già nel periodo 2011-2014, in realtà, la partecipazione al collettivo Shiroppo Film Studio inizia a deviare le proiezioni artistiche del Nostro verso orizzonti più cerebrali e dediti al visual (come la gestione del “frontespizio” scenico di DJ dello spessore di Frankie Knuckles, Derrick May, Ellen Allien, Nina Kraviz, Claudio Coccoluto, Alex Neri).
Radici essenziali per il seguito professionale, che col novello [+][-][ ][+-] (per la cui pubblicazione si registra il determinante intervento della label Tenrec) traccia in via definitiva coordinate neurali rabboccate con field recordings, tecniche di sampling e spirali di loops.
Da lì nascono episodiche interferenze disturbanti: su tutte, nell'opening track e in Banning From Decency tonfi sordi sferrati a intermittenza e spettri sonori vibranti governano la scena, sopraffatti dalla mutevolezza di archi striduli e sintetici (chiaro e forte passa il messaggio dei Pan Sonic di Katodivaihe).
In questo eden di visioni sperimentali portate all'estremo, si infigge a variante interessante il pezzo The Great King Of Kingdom Of Nothing, lunga suite finale in cui rumori di transistor legiferano, e intanto più in disparte, in soffusa azione, pulsa pure una sommessa batteria.
In I’m Just Looking For A Way To Love People I Hate voci sullo sfondo e rumori suburbani guidano l’indecifrabile traffico di una vita che scorre (nell'insieme, e al netto dei tribalismi, fa sognare per il déjà-vu con Mea Culpa di Byrne/Eno) codificando la materia sonora in modo ancora più misterioso del precedente Capricious Men Must Die, lo spartito perfetto per un Roméo Poirier che, su increspature pluviali, scivola verso l'ignoto. È tutto. Ed è tanto.