Amour<small></small>
Americana • Country • Folk - Blues - Rock `n` Roll - Rhythm `n` Blues

Colin Linden & Luther Dickinson Amour

2019 - Stony Plain Records / IRD

25/08/2019 di Tiberio Snaidero

#Colin Linden & Luther Dickinson#Americana#Country

Ogni anno, qualche giorno prima del Valentine’s Day, vengono immesse sul mercato delle raccolte di canzoni d’amore pensate per i consumatori di musica registrata che vogliano farne dono alla persona di cui sono infatuati, a quella che ha le chiavi del loro cuore, o a qualcuno cui vogliono far credere che gliene importi ancora qualcosa. Amour, uscito l’8 febbraio di quest’anno, appartiene a tale categoria di prodotti merceologici. I discografici che ne hanno promosso la realizzazione avevano in mente l’ampio pubblico di appassionati di quegli stili musicali raggruppabili nel calderone chiamato Americana: country, gospel, blues, roots, folk, rock’n’roll e rhythm’n’blues. I musicisti che la Stony Plain Records ‒ la casa discografica di Edmonton, Alberta che si definisce Canada’s Roots, Rock, Country, Folk & Blues Label ‒ ha individuato per siffatto progetto sono due cantanti e chitarristi dal curriculum straordinario: Colin Linden e Luther Dickinson. Linden è il canadese che nel 1971, all’età di undici anni, ha trovato in un gigante quale Howlin’ Wolf un mentore che lo ha incoraggiato a intraprendere una carriera di musicista che lo avrebbe visto già a partire dall’anno successivo suonare nei locali e nei festival folk e a collaborare, nei trentacinque anni seguenti, con Leon Redbone, Robbie Robertson, Bruce Cockburn, Keb’ Mo’, Emmylou Harris, T-Bone Burnett e Bob Dylan, oltre a produrre numerosi dischi a proprio nome e a essere il direttore musicale della serie televisiva di successo Nashville. Di tredici anni più giovane, Luther Dickinson nasce invece in una delle capitali della musica americana: Memphis. Figlio d’arte ‒ il padre Jim ha suonato il piano con Aretha Franklin, Ry Cooder e i Rolling Stones ‒, Dickinson si è mosso lungo l’arco della sua carriera tra folk, country, blues e gospel ma ha pure frequentato stili della musica popolare meno affini alle radici più profonde della sua terra, collaborando coi Replacements e i Black Crowes. La sua carriera è tuttavia legata principalmente alla band fondata ventitré anni or sono con suo fratello Cody e che da allora rivisita con rispetto ma pure con personalità e umorismo punk la roots music del Sud degli Stati Uniti: i North Mississipi Allstars.

Ad accompagnare Linden e Dickinson su Amour ci sono diversi ottimi musicisti, per l’occasione battezzati The Tennessee Valentines. Essi sono Fats Kaplin (violino e fisarmonica), Kevin McKendree (tastiere), Dominic Davis (basso), Bryan Owings (batteria) e ben cinque cantanti: Billy Swan, Sam Palladio, Jonathan Jackson, Rachael Davis e Ruby Amanfu. Il repertorio è costituito da una serie di cover di canzoni romantiche e sentimentali piuttosto note della tradizione Americana, impeccabilmente prodotte dallo stesso Colin Linden: Crazy Arms, filologicamente interpretata da Rachael Davis e Sam Palladio, è un pezzo country degli anni Cinquanta dalle origini incerte, che nel 1956 fu portato al successo  da Ray Price e che è stato poi interpretato da artisti del calibro di Patsy Cline, Waylon Jennings e Willie Nelson;  Rachael Davis canta anche Honest I Do, un classicone blues che dobbiamo alla penna di Jimmy Reed, di cui si ricordano le versioni di Aretha Franklin e dei Rolling Stones; la Davis fa il coro alle note rock’n’roll di Lover Please, a sovrintendere le cui lead vocals è chiamato Billy Swan, che del brano è l’autore e che per l’occasione attenua la ritmica sincopata che caratterizza l’originale a favore di una versione più adatta allo spirito dell’incisione; anche What Am I Living For, che negli anni Cinquanta fu cavallo di battaglia di Chuck Willis e che fu successivamente riproposta da decine di artisti, viene qui melodrammaticamente cantata da Ruby Amanfu, nota collaboratrice del poliedico Jack White, e introduce l’ascoltatore ad un rhythm’n’blues ripulito e corretto; Careless Love, per completare la selezione panoramica, permette infine di godersi, grazie all’interpretazione sognante di Rachael Davis e all’arrangiamento iperglicemico di Colin Linden, la più classica tra le possibili versioni di un traditional dell’American Folk Music che ha conosciuto trattamenti ben più coraggiosi. La canzone viene anche presentata in apertura del disco coi soli strumenti, mettendo subito in chiaro cosa debba aspettarsi chi si metta all’ascolto dell’album.

Gli artisti impegnati nel progetto Amour sono dei professionisti inappuntabili e i due titolari dell’album appartengono al Gotha dell’Americana, come dimostrano le tante loro produzioni e collaborazioni degli ultimi decenni. Il disco non fa nulla per nascondere il suo carattere “d’occasione” e non ha altre ambizioni se non quella di intrattenere un ascoltatore che abbia voglia di rilassarsi, da solo o in dolce compagnia, mentre della musica di qualità ma senza pretese di originalità fa da gradevole sottofondo sonoro alle sue effusioni. Chi è un vero patito del suono roots americano, anche di quello lussuosamente confezionato e privo di sorprese ‒ come ad esempio Sweet Release di Reese Wynans and Friends, pure uscito quest’anno ‒ apprezzerà Amour senza riserve. Chi invece volesse essere messo alla prova da produzioni più ispirate è invitato a indirizzarsi al disco davvero eccellente che solo un mese più tardi è stato rilasciato da Luther Dickinson (Solstice) e a tenere d’occhio i suoi North Mississippi Allstars, il cui prossimo album Up and Rolling, anticipato dal delizioso singolo omonimo, sarà disponibile nei negozi a partire dal 4 ottobre 2019.

 

Track List

  • Careless Love (Instrumental)
  • Don’t Let Go
  • Honest I Do
  • Careless Love
  • Crazy Arms
  • For the Good Times
  • Lover Please
  • What Am I Living For
  • Dearest Darling
  • Forget to Remember to Forget