BOXE<small> [<strong>Lost & Found</strong>]</small>
Italiana − Canzone d`autore

Claudio Sanfilippo

BOXE [Lost & Found]

2019 - Maremmano Records / IRD
18/12/2019 - di
Per avvicinare BOXE, entrare nella fatica ultima di Claudio Sanfilippo, potete partire dalle parole, pescando a caso. Potete staccare anche solo un ramo, foglie comprese, dal suo albero di quattordici canzoni e l’aria si fa subito fina, si vola alto. 

Chessò, potete prendere un frammento, anche solo uno di Prigioniero, traccia numero quattro e veder riproposto in tre-minuti-e-ventitre-secondi l’interrogativo di Max Weber: società o individuo a definire la realtà? Dice: “Giorno per giorno carteggiare con le stelle, giorno per giorno come un libro sulla pelle di questa terra, dimmi un pò sei sovrano o prigioniero?”. Insomma siamo guardie o ladri? L’antinomia a suggerire che BOXE è un disco che si fa ben ascoltare ma sopratutto costruisce un ascolto. 

Sanfilippo ti prende per mano, indica la strada, ti scruta, pone le domande, voi metteteci le risposte. Ti asseconda, ci mette colori, immagini, suoni, parole, non molte, quelle che bastano, quelle che servono, il disegno fallo tu. 

Già, mah! Allora? Allora il Sanfilippo di BOXE è tutto lì sul tavolo. Tutto quel che ha raccolto tra il 1981 e il 2017 sta su un tavolo grande come la memoria, la sua, l’ordine è maligno, a voi l’onere del senso. Come accade sempre del resto, come la vita insegna. E la musica? Asciugata da sette chitarre sette, tante ne ha. La musica? La musica può aiutare. 

A esser compìti però qualcosa di Claudio Sanfilippo si deve dire. Un minimo. Un’idea della figura che pennella il suo fare in quel “perdersi ancora un’altra volta, la strada che non ti aspetti e che ti porta ora e sempre tra le rovine, il tuo mestiere è fare rime”. Grava infatti, in chi scrive, il sospetto che non siano bastate le interpretazioni di Pierangelo Bertoli (Casual Soppiat Swing, 1987), di Mina (Stile Libero, 1993, La Palla è Rotonda, 2014), di Eugenio Finardi (Con questi Occhi, Alba, Lucciola, 1996), di Cristiano De Andrè (La notte di San Lorenzo, 1995) e di tanti altri, a farci apprezzare - come si dovrebbe - una delle più belle penne di casa nostra et anche un più che discreto chitarrista finger stylist. Cosa non semplice.

Arrivare al Claudio Sanfilippo di BOXE per via biografica significa ormai ragionar per decadi. Almeno quattro. Roba lunga. Dovremmo dire dell’esordio al Club Tenco a metà anni ’80, imberbe e fresco di un decennio d’impregnazione, quello che per gli altri non conta.  Si dovrebbe pure accennare alla Sony Music che si accorge di lui e lo imbarca per un decennio e aggiungere subito dopo che alla fine degli anni ’90 scende da quella nave per impulso libertario e letterario. Perché scrive Claudio Sanfilippo, anche. Lo fa più volte, di gusto, senza rimorso, in prosa ed in poesia.

E poi bisognerebbe dire di Milano, del suo amore, grande, per questa città, l`attenzione che Sanfilippo ripone per l’urbana facoltà di nascondersi nelle sue pieghe con l`orgoglio di una resistenza faber a tutti i sovrani.  Milanese e ahimè milanista, Sanfilippo aggredisce con Scuola Milanese (2014) il vuoto, la voragine, lasciata o che lasceranno da lì a poco, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Dario Fo, Nanni Svampa. Con lui a rimirar le guglie, dal basso, ci sono Carlo Fava e Folco Orselli. Compagni perfetti per riprendere il dialetto, addomesticare la nostalgia di nebbie e taxi rigorosamente verdi e neri e accompagnare una città in evidente stato di grazia e allo stesso tempo minacciata dal suo stesso brillare.  

Scivolare su Milano sarebbe discorso lungo, tuttavia BOXE chiude proprio con Piscinin, la reinterpretazione in chiave meneghina di Little Man You Had a Busy Day (1934) quasi un tenue filamento che lo lega al Pischinin del lontano Enrico Molaschi. Arrivare a BOXE via Milano è tornare su Ilzendelswing (2016). BOXE pare avvantaggiarsi dall`ascolto combinato dei due lavori. Si svelano nel reciproco e nella differenza. Ragionar doppio illumina l’ultimo tratto di strada. BOXE pare così penetrabile per differenza. Se Ilzendelswing è il “fuori” sfrontato di A mì me piass, L’ Angelo è il “dentro” sognato, indovinato dietro il pagliaio. Se là Mì son Vùn è l`affermazione di un modo di essere, qui Memoria è la trasformazione del passato, l`interpretazione che rigenera.

Ecco BOXE rammemora e incornicia, ma per starci solo un momento, nel ricordo e nella cornice, per fiatare e andare oltre cun la schischètta in man cu`l BOXE E.

Gran bel lavoro Barbapedana-Sanfilippo! 

 

 

Track List

  • Boxe
  • Grandi Comici
  • Nuvola Rosa
  • Prigioniero
  • Il Falco
  • Memoria
  • Gli Occhi degli animali
  • Riccioli Neri
  • Il Capitano
  • Come una storia vera
  • L’Angelo
  • La terra che c’è in me
  • Cinegiornale
  • Piscinin