Ciliari Maledetti Noi
2023 -
#Ciliari#Italiana#Pop #ciliari #maledetti noi #indie italia #Musica italiana
Uno tra i nomi più ancorati al mondo della musica indie è sicuramente quello di Ciliari, che, dopo aver pubblicato gli ep Lato C (2022) e Lato D (2022), ci regala Maledetti noi, il suo primo disco distribuito da Believe.
L’album sa giocare con le emozioni raccontandole con una musica retrò fatta di synthpop provenienti dalla musica del passato; alcune melodie sembrano richiamare quelle dei Thegiornalisti: è in questo modo che Ciliari ci regala un disco molto divertente, allegro, ma, nello stesso tempo, introspettivo, e nelle sue dieci tracce racconta con sincerità i ricordi e le mille sfaccettature dell’amore.
La traccia di apertura, nonché focus track dell’intero lavoro, è Giradischi, in cui il cantante parla di un amore estivo con un intricato intreccio di emozioni, dove la musica di un giradischi, le onde del mare e le stelle fungono da cornice alla storia raccontata.
Sin da questa prima canzone, si comprende che Maledetti noi è un oscillare di emozioni raccontate in modo esilarante con melodie del tutto inaspettate, dove anche i sentimenti più cupi provano a non cedere il passo alla tristezza: a brani più tristi, che raccontano amori finiti o senza un futuro (Sono già morto o Maledetto amore), il cambiamento di noi stessi e ciò che ci circonda (Ciao), si contrappongono l’allegria, la freschezza e la spensieratezza di canzoni come Acqua tonica o Ma che notte fantastica, dal sound intriso di richiami alla musica anni ’70-’80.
L’allegria e il desiderio di far festa continuano anche nelle piacevoli e divertenti Puntifragola, in cui troviamo Wrongonyou alla chitarra, canzone incentrata sul concetto che la felicità sta nelle piccole cose, e la festosa Enotecadiscoteca; a chiudere il disco è la breve traccia strumentale intitolata Fine (appunto!).
Maledetti noi, nonostante “l’ingiuria” nel titolo, è un disco fatto per rilassarsi, innamorarsi o rivivere quei ricordi con i quali non si riesce a fare pace; d’altronde è Ciliari stesso a dichiarare che “questo è un disco per chi dell’amore forse non ci ha mai capito niente, per chi l’ha maledetto o per chi vorrebbe non finisse mai”. Che siate innamorati o meno, Maledetti noi non potrà non coinvolgervi con la freschezza, l’ironia ed il sound leggero delle sue dieci tracce.
L’album sa giocare con le emozioni raccontandole con una musica retrò fatta di synthpop provenienti dalla musica del passato; alcune melodie sembrano richiamare quelle dei Thegiornalisti: è in questo modo che Ciliari ci regala un disco molto divertente, allegro, ma, nello stesso tempo, introspettivo, e nelle sue dieci tracce racconta con sincerità i ricordi e le mille sfaccettature dell’amore.
La traccia di apertura, nonché focus track dell’intero lavoro, è Giradischi, in cui il cantante parla di un amore estivo con un intricato intreccio di emozioni, dove la musica di un giradischi, le onde del mare e le stelle fungono da cornice alla storia raccontata.
Sin da questa prima canzone, si comprende che Maledetti noi è un oscillare di emozioni raccontate in modo esilarante con melodie del tutto inaspettate, dove anche i sentimenti più cupi provano a non cedere il passo alla tristezza: a brani più tristi, che raccontano amori finiti o senza un futuro (Sono già morto o Maledetto amore), il cambiamento di noi stessi e ciò che ci circonda (Ciao), si contrappongono l’allegria, la freschezza e la spensieratezza di canzoni come Acqua tonica o Ma che notte fantastica, dal sound intriso di richiami alla musica anni ’70-’80.
L’allegria e il desiderio di far festa continuano anche nelle piacevoli e divertenti Puntifragola, in cui troviamo Wrongonyou alla chitarra, canzone incentrata sul concetto che la felicità sta nelle piccole cose, e la festosa Enotecadiscoteca; a chiudere il disco è la breve traccia strumentale intitolata Fine (appunto!).
Maledetti noi, nonostante “l’ingiuria” nel titolo, è un disco fatto per rilassarsi, innamorarsi o rivivere quei ricordi con i quali non si riesce a fare pace; d’altronde è Ciliari stesso a dichiarare che “questo è un disco per chi dell’amore forse non ci ha mai capito niente, per chi l’ha maledetto o per chi vorrebbe non finisse mai”. Che siate innamorati o meno, Maledetti noi non potrà non coinvolgervi con la freschezza, l’ironia ed il sound leggero delle sue dieci tracce.