Non puoi prendertela con la notte<small></small>
Italiana − Alternative

Cadori

Non puoi prendertela con la notte

2017 - LABELLASCHEGGIA
10/03/2018 - di
Devo premettere che sono fan di questo nuovo cantautorato italiano che mischia il classico al moderno, la struttura classica della canzone e il calore degli strumenti con i beat dell’elettronica. E per elettronica intendo quella vera non quei finti tappetini sonori messi nei pezzi per dare all’album un tono “diverso”. 

Cadori, Giacomo Giunchedi, rientra in questa avanguardia di nuovi cantautori e, Non puoi prendertela con la notte, suo primo album, uscito il 15 settembre 2017, per una label, Labellascheggia, ne è un piccolo personale manifesto. 

Il disco è composto da undici brani e si apre con “Quello che resta” e ”Kfm”, pezzi in cui il testo equivale a quattro frasi ma le cui melodie sono tra le mie preferite dell’album, avvolgenti ed esaltanti. Questi due brani fanno capire quanto la dedizione, che Cadori ha riservato alle parti strumentali, sia totale. I testi in sé possono risultare semplici, quasi banali, se confrontati con le composizioni musicali che invece sono ricche di sfumature, articolate e imprevedibili. Questo comporta che nessuno pezzo sia uguale a se stesso e che il disco non risulti mai banale in un continuo altalenarsi tra visioni ritimiche e istanti minimali. 

“Canzone dei trent’anni” e “Guai” sono certamente due dei pezzi più ritmici dell’album, “Benzina” invece, singolo con cui è stato lanciato il disco, è uno dei più cupi che sembra caricarsi, beat dopo beat, per esplodere ma che alla fine non lo fa e ti lascia con un po di irrequietezza diffusa. 

A ridare luce ci pensano “Santa Mattina” e la bellissima “Siena”. A sorpresa chiudono l’album "Cauntri#3" e "Audrey Hepburn”  due brani, che se confrontati con il resto, risultano molto classici. 

Non puoi prendertela con la notte è un disco per sognatori, morbido, a tratti cupo, esteticamente molto bello ed elegante. L’unica pecca sono i testi che nel complesso non mi hanno entusiasmato e andrebbero approfonditi tanto quanto le melodie. Nelle sonorità, lo-fi ed elettroniche, convivono perfettamente, senza mai calpestarsi i piedi, il calore dell’analogico e il freddo del digitale.  

Riprendendo quanto premesso, il disco mi ha entusiasmato e Cadori è un bravissimo esponente del cantautorato moderno che vive appieno il suo tempo regalandoci cinquanta minuti di calore musicale. 

 

Track List

  • Quello che resta
  • KFM
  • Canzone dei trent`anni
  • Guai
  • Benzina
  • Astrid
  • Santa mattina
  • Naoko
  • Siena
  • Cauntri #3
  • Audrey Hepburn