Bungaro Fuoco sacro
2026 - Warner Music Italy
Un colpo di fulmine musicale. Esiste, e l'ho provato quando, a Parigi, nell'ambito del festival Canzoni&Parole, ho ascoltato Bungaro, accompagnato da Mirco Pacassoni, suonare la chitarra e interpretare Me lo ricorderai, la prima traccia del suo nuovo album, Fuoco Sacro.
Di quel set, colpivano non solo la voce, tanto versatile e intensa, che partiva dal cuore e al cuore arrivava, come respirare, né solo l'armonia equilibrata delle composizione, ma anche l'estrema cura e il rispetto per il pubblico, che trasparivano dall'attenzione con cui l'intervento era stato preparato, tra filmati, visual e racconti. Un segno inequivocabile di intelligenza e desiderio comunicativo, confermati dall'ascolto del disco. Antonio Calò, che ha preso il suo moniker dal cognome della madre, docente, cantautore e compositore per nomi illustri (Mannoia, Vanoni, Ruggiero, Laquidara tra i molti), è artista raffinato e sensibile, che nel tempo, ha ulteriormente approfondito il proprio percorso creativo, affiancando la ricerca introspettiva a un'apertura al mondo e alla società.
La confezione del disco è accuratissima, e si arricchisce ulteriormente di una serie scintillante di collaborazioni: dalla voce dolcissima di Rakele, nell'intima Cacciatori di orizzonti, inno alle "canzoni indipendenti", che omaggia Dio come ti amo di Modugno, l'antesignano dei cantautori, al divino Chico Buarque, che sottolinea la passione di Bungaro per la musica brasiliana, in Tempo Presente, dedicata a Ornella Vanoni, declinazione particolarmente riuscita di Todo Sentimento, una classica canzone d'amore pianoforte e archi, magistralmente arrangiati dal fratello Max Calò. E ancora, Jaques e Paula Morelenbaum (la sottile Nu Fil 'e voce, in equilibrio tra napoletano e portoghese), Omar Sosa (piano e percussioni in Honolulu, ritmo caraibico per una canzone che unisce Cuba a Brindisi), Jovanotti, in La Luntananza, curioso esperimento di danza salentina, densa di energia, fino alla magica tromba di Paolo Fresu, in uno dei brani più emozionanti, Il pallone di cuoio, in cui il ricordo del padre, che “disegnava un futuro che sembrava lontano”, diventa armonia scevra di rimpianti.
Ma anche le canzoni in cui non compaiono altri artisti meritano più di un ascolto, dalla gioiosa, estiva Briza Morena, all'acuta e ironica Amore Malox, fino alla conclusiva Guardastelle, che, sulla linea di piano di Paolo Buonvino, dimostra non i suoi ventidue anni, ma il fatto che Sanremo si vince davvero quando, come in questo caso, si conquista il prestigioso Premio della Critica Mia Martini.
Discorso a parte merita però 23 maggio, dedicata a Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, falciato da "quei 500 chili di tritolo"; la musica, guidata dal sassofono di Raffaele Casarano, non trova le parole, ma fa da sottofondo a quelle di Matilde Montinaro, che richiamano per sempre alla memoria collettiva una data spartiacque per la coscienza civile dell'Italia che resiste. Aver proposto in anteprima il video relativo, proprio il 23 maggio, ha aggiunto valore al set parigino di Bungaro.
Lasciatevi colpire anche voi dal colpo di fulmine musicale. Ne vale la pena.
Queste le date al momento:
4 luglio – Portoroz (Slovenia), Auditorium di Portorose
16 luglio – San Venanzo (Terni), Villa Faina
19 novembre – Bari, Teatro Forma
Di quel set, colpivano non solo la voce, tanto versatile e intensa, che partiva dal cuore e al cuore arrivava, come respirare, né solo l'armonia equilibrata delle composizione, ma anche l'estrema cura e il rispetto per il pubblico, che trasparivano dall'attenzione con cui l'intervento era stato preparato, tra filmati, visual e racconti. Un segno inequivocabile di intelligenza e desiderio comunicativo, confermati dall'ascolto del disco. Antonio Calò, che ha preso il suo moniker dal cognome della madre, docente, cantautore e compositore per nomi illustri (Mannoia, Vanoni, Ruggiero, Laquidara tra i molti), è artista raffinato e sensibile, che nel tempo, ha ulteriormente approfondito il proprio percorso creativo, affiancando la ricerca introspettiva a un'apertura al mondo e alla società.
La confezione del disco è accuratissima, e si arricchisce ulteriormente di una serie scintillante di collaborazioni: dalla voce dolcissima di Rakele, nell'intima Cacciatori di orizzonti, inno alle "canzoni indipendenti", che omaggia Dio come ti amo di Modugno, l'antesignano dei cantautori, al divino Chico Buarque, che sottolinea la passione di Bungaro per la musica brasiliana, in Tempo Presente, dedicata a Ornella Vanoni, declinazione particolarmente riuscita di Todo Sentimento, una classica canzone d'amore pianoforte e archi, magistralmente arrangiati dal fratello Max Calò. E ancora, Jaques e Paula Morelenbaum (la sottile Nu Fil 'e voce, in equilibrio tra napoletano e portoghese), Omar Sosa (piano e percussioni in Honolulu, ritmo caraibico per una canzone che unisce Cuba a Brindisi), Jovanotti, in La Luntananza, curioso esperimento di danza salentina, densa di energia, fino alla magica tromba di Paolo Fresu, in uno dei brani più emozionanti, Il pallone di cuoio, in cui il ricordo del padre, che “disegnava un futuro che sembrava lontano”, diventa armonia scevra di rimpianti.
Ma anche le canzoni in cui non compaiono altri artisti meritano più di un ascolto, dalla gioiosa, estiva Briza Morena, all'acuta e ironica Amore Malox, fino alla conclusiva Guardastelle, che, sulla linea di piano di Paolo Buonvino, dimostra non i suoi ventidue anni, ma il fatto che Sanremo si vince davvero quando, come in questo caso, si conquista il prestigioso Premio della Critica Mia Martini.
Discorso a parte merita però 23 maggio, dedicata a Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, falciato da "quei 500 chili di tritolo"; la musica, guidata dal sassofono di Raffaele Casarano, non trova le parole, ma fa da sottofondo a quelle di Matilde Montinaro, che richiamano per sempre alla memoria collettiva una data spartiacque per la coscienza civile dell'Italia che resiste. Aver proposto in anteprima il video relativo, proprio il 23 maggio, ha aggiunto valore al set parigino di Bungaro.
Lasciatevi colpire anche voi dal colpo di fulmine musicale. Ne vale la pena.
Queste le date al momento:
4 luglio – Portoroz (Slovenia), Auditorium di Portorose
16 luglio – San Venanzo (Terni), Villa Faina
19 novembre – Bari, Teatro Forma