The Blues Is Alive And Well<small></small>
Jazz Blues Black • Blues

Buddy Guy The Blues Is Alive And Well

2018 - Silvertone Records

01/07/2018 di Pietro Cozzi

#Buddy Guy#Jazz Blues Black#Blues #chicago blues #Tom Hambridge #Rob McNelley #Muscle Shoals Horns #James Bay


L'atmosfera sospesa e un po' straniante, le note rarefatte della sua chitarra, la batteria che scandisce il tempo sul piatto in austera solitudine: Buddy Guy decide di cominciarlo così, invece che con un chiassoso boogie, il disco dei suoi 81 anni. È un veterano del Sud in salopette da lavoro, con le idee chiare sulla sua musica e sul suo futuro, lontanissimo dall'idea di replicare all'infinito se stesso e tanto meno di ritirarsi, al punto da chiedere al Padre Eterno ancora “qualche anno buono” (A Few Good Years). E così questo The Blues Is Alive And Well, pur muovendosi nel solco di una solidissima tradizione, tutto sembra fuorché un prodotto di routine, una stanca replica del genere o un facile cullarsi sugli allori della propria leggenda. Guy ancora una volta non tradisce, confermando l'ottima sequenzadei suoi ultimi dischi, e buona parte del merito è sicuramente da ascrivere al suo autore, paroliere, produttore e batterista Tom Hambridge, la cui impronta si avverte decisa e sicura in tutti i 75 minuti dello “show”.

Buddy è uno dei pochi che la chitarra sa ancora farla cantare o urlare cavandone fuori l'anima, senza troppe digressioni o passaggi pirotecnici: poche note arano il terreno in profondità, lasciando sempre il segno. Nei 15 brani del disco, tutti originali (qualsiasi cosa questo significhi nel blues...) a parte Nine Below Zero (Sonny Boy Williamson), la musica va avanti e tu aspetti il suo turno con fiducia, perché sai che comunque non ti deluderà. A sostenerlo c'è un inappuntabile “combo” formato dal già citato Tom Hambridge, molto pulito ed elegante alla batteria, con Willie Weeks (basso) e Rob McNelley (chitarra ritmica), ma non mancano i consueti nobilissimi ospiti. Vale la pena citare subito il “tridente” di Cognac, dove Buddy si unisce a due punte del calibro di Keith Richards, qui molto dimesso e old style, e Jeff Beck, che invece viaggia nel futuro alla consueta velocità supersonica. Sentirli passarsi allegramente il testimone, celebrando i pregi di un liquore che forse il blues non si era mai filato in precedenza, è una vera goduria.

Il cuore di The Blues Is Alive And Well sta però altrove, nei pezzi più riflessivi, quelli a progressione e combustione lenta, dove gli arrangiamenti lasciano spazio alle divagazioni della chitarra e qualche volta alla cornice dei fiati (The Muscle Shoals Horns). Ottimi esempi sono, oltre all'iniziale A Few Good Years, l'elegantissima title track e When My Day Comes: tutte richiamano il modello e lo stile del BB King più maturo, capace ancora di definire una certa idea di modernità del blues. In You Did The Crime, forse la traccia più bella dell'intero lotto, ritroviamo invece Mick Jagger che ci dà dentro all'armonica con classe e grande perizia tecnica, sulla scia di Blue & Lonesome e soprattutto delle numerose collaborazioni tra Guy e Junior Wells. Il pathos del pezzo cresce in una bella e lunghissima progressione, affiancato dalla chitarra. Moltodiverso il mood di Blue No More, dove il giovane viso pallido James Bay, l'ultimo ospite, si adagia nell'atmosfera pigra del pezzo, che sarebbe la giusta colonna sonora per un pomeriggio sulla veranda di una casa della Louisiana. Ovviamente c'è spazio anche per l'armamentario classico del Chicago blues, con la giusta quantità di boogie più o meno tirati che non possono mancare in questa lunghissima collezione: Guilty As Charged, Bad Day, i nudi accordi e le note acute di End Of The Line, poi sostenuta dai fiati, e il clima da balera dell'indiavolata Ooh Daddy. L'ambizione è anche quella di disegnare un quadro il più possibile completo della propria carriera e del proprio stile, da cui in molti hanno attinto: inutile ricordare le parole che su di lui spese Jimi Hendrix, o il ruolo chiave che Eric Clapton gli attribuisce agli inizi della sua carriera. E chi vuol farsi un'idea dei “sacri testi” sui quali si è formato Stevie Ray Vaughan, si ascolti l'assolo di Somebody Up There.

Il blues è vivo e vegeto, e George “Buddy” Guy con lui!

 

Track List

  • A Few Good Years
  • Guilty As Charged
  • Cognac
  • The Blues Is Alive And Well
  • Bad Day
  • Blue No More
  • Whiskey For Sale
  • You Did The Crime
  • Old Fashioned
  • When My Day Comes
  • Nine Below Zero
  • Ooh Daddy
  • Somebody Up There
  • End Of The Line
  • Milking Muther For Ya