Bell Movement<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz

Brew 4et Bell Movement

2025 - Dodicilune

05/01/2026 di Pietro Cozzi

#Brew 4et#Jazz Blues Black#Jazz #jazz italiano #Brew 4et #Luca Varavallo #Alex Perrone #Giuseppe Giroffi #Gianluca Manfredonia

Il concetto di “miscuglio” (brew) dichiarato già nel nome del quartetto, nato nel 2016 e arrivato alla sua seconda uscita, è la migliore chiave interpretativa della sua interessante formula musicale. Negli otto episodi di Bell Movement di Brew 4et si coglie questa idea costante dell'intreccio, sviluppata in verticale tra gli strumenti, ma soprattutto in orizzontale, lungo le diverse sezioni che si succedono nel procedere dei brani. La commistione è dunque un elemento ricorrente che coinvolge diversi aspetti del disco, in un itinerario musicale che alterna melodie distese e scorci più energici, corpose sezioni scritte e momenti di ruvida improvvisazione anche collettiva, tensioni e distensioni sostenute da ritmi differenti.

La presenza del piano in tre sole tracce, affidato a turno sia a Giuseppe Giroffi, sia a Gianluca Manfredonia, libera i musicisti da una gabbia armonica troppo ingombrante e facilita la possibilità di progressioni più libere, marcando la prevalenza degli strumenti melodici e dei ritmi. Questa libertà rimane però sempre connessa a un ben definito progetto di fondo, che privilegia all'interno dei brani la continuità dell'andamento narrativo rispetto alla singole sezioni e la musica d'insieme rispetto a quella dei singoli. Il Brew 4et si dimostra cioè capace di tenere unite le maglie del suo discorso musicale, comunicando un'affascinante sensazione di coerenza nella difformità e nutrendosi di riferimenti sia al jazz, sia, più in generale, alla musica contemporanea.

In apertura la title track, segnata da una cadenza ritmica intricata, dà spazio a due assoli molto narrativi, anticipati però da una tonante ed energica incursione del sax baritono. L'ispirazione si rifà al movimento ondulatorio e mai regolare dei rintocchi di una campana. In My World privilegia invece la scrittura e si sviluppa come una piccola suite a due temi. Subito dopo, un brano come Croix de Chavaux, che prova a ritrarre le diverse atmosfere di un variopinto quartiere parigino, può forse esemplificare al meglio il modus operandi del quartetto. Il tema, sviluppato su due basi ritmiche diverse, lascia spazio a un inaspettato assolo di contrabbasso suonato con l'archetto, di gusto completamente differente, quasi orientaleggiante, e a un assolo del sax alto con una progressione coinvolgente; un passaggio d'insieme dai forti accenti, anch'esso imprevisto, ci porta poi alla chiusa finale. Una menzione speciale merita il vibrafono di Manfredonia, che sostiene il ritmo e disegna paesaggi sonori sempre cangianti, aiutandosi anche con gli effetti.   

Track List

  • Bell Movement
  • Strawberry Tart
  • Intro
  • In My World
  • Croix De Chavaux
  • Arabic Mixture
  • Song To Siren
  • Uneven Stairs