Blak Vomit 35 Giri
2026 - autoproduzione
Mi è arrivata da qualche tempo una raccolta punk su chiavetta usb con 35 brani: la inserisco nel pc e sono i Blak Vomit di Gianluca Jena Favero. Si chiama 35 giri, ovviamente, perché, come dice lo stesso Jena intervistato da me per l’occasione, è un modo per riappropriarsi della lentezza; ascoltare le canzoni coi giri giusti aiuta ad apprezzarne di più tutte le sfumature, e questi sono brani che esigono concentrazione anche nei momenti più disimpegnati.
Ci si trova di fronte a un mix di canzoni nuove e storiche, e sembra davvero di avere a che fare con una compilation anni Sessanta in cui si mettevano insieme solo i 45 giri, i "singoli", perché ogni pezzo è un potenziale singolo alternative: è una raccolta molto vecchio stile punk underground, canzoni dirette e senza fronzoli, cazzotti secchi nello stomaco che fanno di Jena uno dei cantori della provincia, dei losers, che, con ironia e la giusta dose di cazzeggio-punk graffita quel muro dimenticato, che però esiste in ognuna di quelle province, ma allo stesso tempo compone una bellezza sgraziata per tempi fintamente aggraziati, pieni di pericoli di venti (mettete voi l’accento giusto) di ritorno e di violenza.
Canzoni nuove come Pelle dura in feat. con Silvano “Thee Piz" Ancellotti lo dimostrano: “curavo le mie amiche, amanti ferite…tu non mi ferisci mai ho la pelle dura, so che poi mi ucciderai io non ho paura…” Pezzo splendido in mid tempo, che racchiude il vivo potenziale compositivo di una band che non sente gli oltre trent'anni di musica e live.
Tutte le nuove composizioni dimostrano che i Blak Vomit hanno voluto ricercare uno smarcamento dalle etichette di genere; non si rinuncia alla radice punk e la storia è lì a mostrarlo, mentre le nuove storie raccontate danno un più ampio respiro alle soluzioni musicali e alla ricerca nei testi, dimostrando chiaramente che esistono solo due grandi categorie nella musica: belle canzoni o brutte canzoni.
I Blak Vomit sono una band della provincia di Varese attiva dal 1989, noti con il nome di Le Iene tra il 1999 ed il 2003, ritornati poi al loro vecchio moniker, sempre fedeli a un approccio sincero: musica per necessità e non per fame di fama. Allora, quando parte la canzone Revolution, il caro Jena te le canta al suo solito, tra ironia sguaiata e canto punk, che è un ribelle “armato solo dalla punta di uno spillo, camminando ho imparato a schivare le strozzate, lavorando ho preso casa alla ragazza e le sue amiche…” insomma "libertà va cercando ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta", diceva il Sommo Poeta. Essere liberi, cioè, in ambito musicale è un atto d’amore, e i Nostri lo fanno senza risparmiarsi; questo progetto dimostra un modo altro di essere Artista e mantenere alta la bandiera della dignità.
"Paura del buio, delle scale di una cantina...un sogno distorto che m'assale e mi rovina..."
Ci si trova di fronte a un mix di canzoni nuove e storiche, e sembra davvero di avere a che fare con una compilation anni Sessanta in cui si mettevano insieme solo i 45 giri, i "singoli", perché ogni pezzo è un potenziale singolo alternative: è una raccolta molto vecchio stile punk underground, canzoni dirette e senza fronzoli, cazzotti secchi nello stomaco che fanno di Jena uno dei cantori della provincia, dei losers, che, con ironia e la giusta dose di cazzeggio-punk graffita quel muro dimenticato, che però esiste in ognuna di quelle province, ma allo stesso tempo compone una bellezza sgraziata per tempi fintamente aggraziati, pieni di pericoli di venti (mettete voi l’accento giusto) di ritorno e di violenza.
Canzoni nuove come Pelle dura in feat. con Silvano “Thee Piz" Ancellotti lo dimostrano: “curavo le mie amiche, amanti ferite…tu non mi ferisci mai ho la pelle dura, so che poi mi ucciderai io non ho paura…” Pezzo splendido in mid tempo, che racchiude il vivo potenziale compositivo di una band che non sente gli oltre trent'anni di musica e live.
Tutte le nuove composizioni dimostrano che i Blak Vomit hanno voluto ricercare uno smarcamento dalle etichette di genere; non si rinuncia alla radice punk e la storia è lì a mostrarlo, mentre le nuove storie raccontate danno un più ampio respiro alle soluzioni musicali e alla ricerca nei testi, dimostrando chiaramente che esistono solo due grandi categorie nella musica: belle canzoni o brutte canzoni.
I Blak Vomit sono una band della provincia di Varese attiva dal 1989, noti con il nome di Le Iene tra il 1999 ed il 2003, ritornati poi al loro vecchio moniker, sempre fedeli a un approccio sincero: musica per necessità e non per fame di fama. Allora, quando parte la canzone Revolution, il caro Jena te le canta al suo solito, tra ironia sguaiata e canto punk, che è un ribelle “armato solo dalla punta di uno spillo, camminando ho imparato a schivare le strozzate, lavorando ho preso casa alla ragazza e le sue amiche…” insomma "libertà va cercando ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta", diceva il Sommo Poeta. Essere liberi, cioè, in ambito musicale è un atto d’amore, e i Nostri lo fanno senza risparmiarsi; questo progetto dimostra un modo altro di essere Artista e mantenere alta la bandiera della dignità.
"Paura del buio, delle scale di una cantina...un sogno distorto che m'assale e mi rovina..."